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lunedì 20 febbraio 2017

Salute:infarto,1 ospedale su 2 non rispetta linee ministero =


Salute:infarto,1 ospedale su 2 non rispetta linee ministero =

(AGI) - Roma, 20 feb. - In Italia una struttura sanitaria su due
(49%) non rispetta i volumi minimi di attivita' fissati dal Ministero
della Salute per quanto riguarda gli infarti. Solo il 51% raggiunge
infatti i 100 casi annui di infarto miocardico acuto di primo
ricovero. E' quanto emerge da un'indagine di Doveecomemicuro.it, il
primo motore di ricerca che aiuta i cittadini nella scelta della
migliore struttura sanitaria per la propria salute, e rappresenta un
campanello d'allarme non soltanto in termini di riorganizzazione
della rete ospedaliera.
Per quanto riguarda l'infarto miocardico acuto, le strutture piu'
virtuose che rispettano i volumi minimi di ricoveri, sono
principalmente al Nord (45%), seguono il Sud e le Isole (34%
complessivo) e il Centro Italia (21%). In particolare si distingue
l'Emilia Romagna con le strutture Ospedale di Parma e l'Arcispedale
Sant'Anna (Cona) e la Campania con l'Azienda Ospedaliera A.
Cardarelli di Napoli.
Se si tiene conto della minore mortalita' a 30 giorni dal ricovero
nel rispetto dei volumi, la classifica dei cinque migliori ospedali
riserva qualche sorpresa. Al primo posto troviamo l'Ospedale Civile
di Guastalla (Emilia Romagna) seguito dallo Stabilimento San
Bartolomeo di Sarzana (Liguria), l'Ospedale di Bentivoglio (Emilia
Romagna), l'Ospedale Civile San Giovanni di Dio - Frattamaggiore,
Napoli (Campania) e l'Ospedale Santa Croce - Castelnuovo Garfagnana,
Lucca (Toscana). (AGI)
Val (Segue)
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Salute:infarto,1 ospedale su 2 non rispetta linee ministero (2)=
(AGI) - Roma, 20 feb. - Prendendo in esame gli interventi di by
pass aorto-coronarico la situazione peggiora: il 76% delle
strutture sanitarie pubbliche e private accreditate non
rispetta i volumi minimi (200 interventi chirurgici all'anno
per struttura). Il 24% virtuoso e' distribuito nel territorio
senza grandi differenze geografiche.
Cosi' troviamo in cima alla classifica degli ospedali che
effettuano piu' interventi di by-pass l'Azienda Ospedaliera
OO.RR. San Giovanni di Dio e Ruggi, Salerno (Campania),
l'Ospedale Borgo Trento, Verona (Veneto), la Casa di Cura
Sant'Anna Hospital, Catanzaro (Calabria).
Tra le prime cinque strutture che, anche in questo caso,
rispettano i volumi minimi e hanno un basso tasso di mortalita'
troviamo al primo posto Citta' di Lecce Hospital (Puglia),
Ospedale di Parma (Emilia Romagna), Ospedale Mazzini, Teramo
(Abruzzo), Casa di Cura Sant'Anna Hospital, Catanzaro
(Calabria) e Fondazione Gabriele Monasterio, Pisa (Toscana).
Per avere il quadro complessivo degli interventi al cuore
in Italia, Doveecomemicuro.it ha preso in considerazione anche
l'intervento di aneurisma all'aorta addominale non rotto,
ovvero quell'intervento usato per correggere una dilatazione
dell'aorta addominale prima che questa si rompa. La situazione
in Italia e' simile a quella del by-pass: il 76% delle
strutture non rispetta i volumi minimi (60 interventi annui).
La distribuzione di queste strutture e' a favore del Nord
Italia (56%), con una menzione all'Ospedale San Raffaele di
Milano (Lombardia), il Presidio Molinette di Torino (Piemonte)
e il Policlinico Umberto I a Roma.
Considerando le strutture con minor tasso di mortalita' e
che rispettano i volumi minimi, emergono come migliori Azienda
Universitaria Careggi di Firenze (Toscana), Presidio
Ospedaliero Spedali Civili di Brescia (Lombardia), Azienda
Ospedaliera Universitaria Senese (Toscana), Azienda Ospedaliera
Universitaria Pisana (Toscana), Fondazione Poliambulanza di
Brescia (Lombardia).Come descritto in precedenza, il volume di
attivita' di una struttura sanitaria e' una caratteristica
misurabile del processo e ha un impatto sull'efficacia e
sull'esito delle cure. Il rispetto delle soglie ministeriali
influirebbe quindi positivamente sulle prestazioni relative
alle malattie del sistema circolatorio che rappresentano da
anni, insieme ai tumori, la piu' frequente causa di morte in
Italia. Se tra gli uomini queste due patologie hanno lo stesso
peso (il 34% circa), tra le donne le malattie cardiovascolari
(41,2%) superano di molto i tumori (25,2%). Piu' ci si sposta
verso eta' piu' elevate e piu' questa tendenza e' evidente:
dopo i 75 anni infatti le malattie del sistema circolatorio
sono la prima causa di morte in entrambi i generi. (AGI)
Val
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