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sabato 6 aprile 2019

Salute: cure 4.0 per malattie respiro, l'ospedale arriva a casa



SABATO 06 APRILE 2019 12.43.54

Salute: cure 4.0 per malattie respiro, l'ospedale arriva a casa =

(AGI) - Roma, 6 apr. - Nell'arco della vita l'aria entra ed esce dai nostri polmoni 3 miliardi di volte, ma per molti i respiri prima o poi diventano affannosi e difficili: succede ai quasi 4 milioni di italiani che soffrono di broncopneumopatia cronico ostruttiva o BPCO, una patologia che e' corresponsabile del 55% dei decessi per cause respiratorie ogni anno e che nel 2030 diventera' la terza causa diretta di mortalita'. Eppure ancora oggi solo un terzo dei pazienti riceve la diagnosi, nonostante nell'80% dei casi la malattia sia di grado moderato-grave, e pochissimi la conoscono: solo un italiano su due ne ha mai sentito parlare, il 30% pensa che sia una malattia stagionale e il 22% un problema ereditario; il 28% crede addirittura che si possa curare con rimedi naturali, ma la realta' e' un'altra. Per migliorare la gestione della BPCO e far si' che non diventi sempre piu' un'emergenza, gli esperti di pneumologia discutono la medicina respiratoria del futuro durante il congresso Limitless: innovazione in pneumologia, un impegno senza limiti, organizzato da Menarini. Accanto ai clinici, a segnare la via delle innovazioni che ci cureranno domani anche architetti, bioingegneri, matematici, sociologi: oltre alle terapie innovative, infatti, la cura delle malattie respiratorie passera' sempre di piu' dalla tecnologia, per esempio con il monitoraggio hi-tech dei pazienti, a casa o durante il ricovero, mentre l'ospedale cambiera' pelle, arrivando anche a casa del malato. "Nei malati con BPCO l'aderenza alle terapie non arriva al 40% e questo comporta un alto rischio di peggioramento e progressione verso stadi piu' gravi della patologia che poi compromettono fortemente la qualita' e la durata di vita. E che si traducono in piu' ricoveri e visite al pronto soccorso", spiega Federico Lavorini, Ordinario di Malattie dell'apparato respiratorio dell'Universita' di Firenze. L'intelligenza artificiale consentira', pero', un miglioramento nella gestione dei pazienti attraverso un piu' accurato monitoraggio a distanza, grazie a sensori hi-tech e algoritmi in grado di calcolare e predire il rischio di crisi respiratori. (AGI) Red/Pgi (Segue) 061243 APR 19 NNNN
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(AGI) - Roma, 6 apr. - "Gli algoritmi associati a sensori per il monitoraggio dei sintomi, dei parametri e dei trattamenti nei pazienti possono cambiare il destino dei malati di BPCO, permettendo di seguirli meglio a domicilio e di ridurre ricoveri. Di fatto l'ospedale del futuro sara' praticamente la poltrona di casa - afferma Fulvio Braido, Professore di Malattie Respiratorie dell'Universita' di Genova - Nel Regno Unito, per esempio, secondo i dati del Digital Health Institute, l'algoritmo BPCO Glasgow and Clyde, e' in grado di prevedere il rischio e lanciare l'allarme se le condizioni del malato stanno peggiorando, rendendo possibile una riduzione del 30% dei ricoveri con un risparmio stimato per il sistema britannico di 1,4 miliardi di sterline. In Portogallo, l'Hospitalar Universitario de Coimbra ha messo a punto uno strumento simile, che testato clinicamente ha mostrato di poter ridurre di quasi il 50% gli accessi al pronto soccorso". L'ospedale 'a domicilio' significhera' anche la possibilita' di fare esami a casa, come ad esempio la spirometria, inviando gli esiti per via telematica o la possibilita' di ricevere nella propria abitazione unita' di cura domiciliare, come avviene all'ospedale Mount Sinai di New York che l'ha gia' attivato per i pazienti con BPCO grazie alla MACE (Mobile Acute Care fo the Erderly). "Gli ospedali stessi cambieranno volto, per venire sempre piu' incontro alle esigenze dei pazienti: l'identikit dei reparti di pneumologia del futuro prevede meno posti letto, meno sale d'attesa e piu' alta tecnologia" come spiega l'architetto Giorgia Zunino, direttore del Master in Redesining Medicine presso l'Istituto di Design dell'Accademia di Belle Arti di Brescia, responsabile del progetto che trasformera' l'ex Ospedale Psichiatrico del Santa Maria della Pieta' a Roma nel Parco della Salute e del Benessere. "Per innovare non serve costruire di piu', ma ripensare e riorganizzare gli spazi ospedalieri, attingendo alle innovazioni tecnologiche che gia' integrano ospedale e domicilio". "Sono oltre mezzo miliardo nel mondo le persone che soffrono di malattie respiratorie ed e' enorme l'impegno della ricerca a livello internazionale nello sviluppo di nuove tecnologie che possano consentire ai pazienti una migliore qualita' e una maggiore aspettativa di vita. - dichiara Germano D'Amore, Direttore Divisione Famaco-Etico Italia Menarini - Siamo orgogliosi di promuovere un nuovo tipo di integrazione e dialogo tra il mondo scientifico e ambiti professionali differenti da quelli puramente medici, con l'ambizione di coniugare l'innovazione tecnologica agli strumenti farmacologici piu' avanzati. L'obiettivo e' quello di prenderci sempre piu' cura del paziente offrendogli quindi il meglio dei mezzi oggi disponibili, in linea con la visione del nostro sistema di salute". (AGI) Red/Pgi 061243 APR 19 NNNN   

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