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sabato 11 ottobre 2025

*Il 14 ottobre, giorno di Italia-Israele, la comunità palestinese e 357 associazioni sportive e organizzazioni della società civile porteranno la propria indignazione e rabbia per le strade della città di Udine e in tanti altri centri della penisola*



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Sempre loro!

COSÌ LONDRA TRAMAVA CONTRO DI NOI: 100 anni di ingerenze inglesi in Italia, con Giovanni Fasanella







L'alto dirigente di Hamas Osama Hamdan in un'intervista con Al-Jazeera: 

• Non accetteremo la tutela straniera. È tempo di porre fine all'occupazione e di istituire uno Stato palestinese con Al-Quds (Gerusalemme) come capitale

• Cerchiamo di recuperare i corpi di tutti i martiri senza discriminazioni, affinché possano essere onorati e sepolti in modo degno del loro sacrificio

• Apprezziamo la risposta popolare globale, in particolare dell'Europa, che respinge i massacri dell'occupazione a Gaza

• Non c'è un membro di Hamas la cui famiglia non abbia fatto sacrifici e offerto martiri, eppure c'è chi cerca di indebolire la Resistenza e i suoi leader attraverso la propaganda mediatica

• Nessun palestinese accetterà di consegnare le armi della Resistenza; il nostro popolo ha più che mai bisogno di armi e Resistenza

🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico

- Tribunale Taranto riconosce le 35 ore alle educatrici comunali

Tribunale Taranto riconosce le 35 ore alle educatrici comunali Cisl Fp: 'Comune paghi straordinari, ora confronto sul lavoro' (ANSA) - TARANTO, 11 OTT - Il Tribunale di Taranto - Sezione Lavoro ha accolto i ricorsi presentati dalla Cisl Funzione Pubblica, riconoscendo alle educatrici comunali il diritto al pagamento delle ore di lavoro straordinario e stabilendo che l'orario settimanale ordinario è di 35 ore, e non di 36 come imposto dal Comune. Lo riferisce l'organizzazione sindacale, aggiungendo che tutte le ore in eccedenza dovranno essere retribuite, insieme alle differenze economiche e alle spese legali. Tra le vertenze più significative seguite dal sindacato, quella delle educatrici degli asili nido, "prima protagoniste della battaglia che ha scongiurato la privatizzazione del servizio - è detto in una nota - e oggi finalmente riconosciute anche sotto il profilo economico e contrattuale". "Questa sentenza - dichiara il segretario aziendale Fabio Ligonzo - rappresenta un importante riconoscimento per le lavoratrici che da anni svolgono con professionalità e dedizione un ruolo fondamentale nei servizi educativi comunali". Soddisfazione anche dal segretario territoriale CISL FP Taranto-Brindisi, Umberto Renna, che definisce la decisione "un precedente significativo per altri lavoratori del comparto". "Invitiamo il Comune - conclude Ligonzo - a dare immediata attuazione alla sentenza e ad avviare un tavolo di confronto per una corretta organizzazione del lavoro nei servizi educativi". (ANSA). 

NTW Press - Nel 1964 nascevano più di un milione di bambini, nel 2024 appena 370mila

NTW Press - Nel 1964 nascevano più di un milione di bambini, nel 2024 appena 370mila

Nel 1964 nascevano più di un milione di bambini, nel 2024 appena 370mila

Oggi si diventa genitori più tardi, si formano meno coppie, si investe più su se stessi che sulla famiglia



Sabato 11 Ottobre 2025 08:32

Cronaca di come è cambiata un'epoca, la storia. Dal 1964 al 2025, come è cambiata la fotografia della nostra società.

Eh, sì perché ormai più dì sessant'anni fa, i reparti di maternità dei nostri ospedali erano pieni, le scuole non bastavano, e i bambini erano il simbolo gaudente di un Paese che cresceva.

Da un milione di nascite al "crollo": cosa è successo

Oggi, quelle culle sono vuote. Ormai molti ospedali i reparti di maternità non li hanno più.

Del resto, numeri alla mano, proprio nel 1964 nascevano più di un milione di bambini.

Nel 2024, appena 370 mila. Un crollo di quasi due terzi in una generazione. E a breve si avranno i numeri del 2025.

E il fenomeno non riguarda solo noi. Dalla Corea del Sud al Giappone, fino agli Stati Uniti, la natalità cala ovunque. Il mondo si sta lentamente svuotando.

Un problema strutturale, il caso dell'Italia

Il problema o la situazione sono state probabilmente sottovalutate o annualmente si pensava sempre a a trend in ribasso temporanei.

Non era e non è invece così. E' infatti ormai chiaro, ma è probabilmente troppo tardi, che siamo davanti a una trasformazione strutturale ormai ultra decennale.

E il nostro Paese rappresenta uno dei casi più eloquenti e significativi del crollo di nascite nel panorama europeo e mondiale.

Basti pensare che il tasso di fertilità in Italia, attestato a 1,18 figli per donna, è il più basso della nostra storia e tra i più bassi del mondo.

Calano le nascite, scende la popolazione

A supportare questa "fotografia" ci sono i dati Istat e degli organismi internazionali che confermano un trend ormai irreversibile: meno giovani, più anziani.

In Italia, la popolazione è scesa a 58,9 milioni e potrebbe perdere altri tre milioni di abitanti entro il 2050.

Nel frattempo, gli over 65 passeranno dal 17% al 30% entro il 2080.

L'allarme lanciato dagli ultimi studi

Noi siamo i soli, ma non è una consolazione.

Una recente ricerca ha lanciato l'allarme che entro la metà del secolo oltre tre quarti dei Paesi del mondo avrà un tasso di fertilità sotto la soglia di sostituzione (2,1 figli per donna).

Nemmeno i Paesi che hanno investito di più in politiche familiari, come la Francia, riescono a invertire la tendenza.

Ecco allora che l'ulteriore considerazione è quella di trovarsi davanti a un progressivo squilibrio tra chi lavora e chi è ormai in pensione.

Anche in questo caso recenti studi presentano uno scenario preoccupante. Ad esempio le stime per gli Stati Uniti prevedono che nel 2055 ci saranno solo 2,2 lavoratori per ogni pensionato.

In Europa la proporzione sarà ancora più fragile.

Va da sé che gli osservatori più attenti stanno evidenziando come questa inversione di tendenza demografica toccherà pensioni, sanità, scuola, mercato del lavoro, ma in fono perfino la "forma" delle città.

La falsa "speranza" degli incentivi, un problema culturale

Col tempo e prendendo coscienza che si tratta di una trasformazione, un'altra considerazione appare evidente.

Ad esempio, per anni si è creduto che bastasse "pagare" la natalità: bonus bebè, detrazioni, asili gratis, sono le azioni messe in campo dai vari Governi.

Non solo in Italia, ma anche nel resto d'Europa e anche fuori dal continente. Ma la realtà ha smentito l'ottimismo dei governi.

La Francia, che spende circa il 4% del Pil per sostenere le famiglie, ha toccato nel 2023 il suo minimo di nascite dalla Seconda guerra mondiale.

Il problema, secondo la maggior parte degli analisti, non è economico ma culturale.

Oggi si diventa genitori più tardi (in Italia, l'età media alla nascita del primo figlio è 32,6 anni), si formano meno coppie, si investe più su se stessi che sulla famiglia.

È una trasformazione sociale profonda, legata a nuovi stili di vita, precarietà nei contratti di lavoro, costo delle casa, la donna posta davanti al bivio se lavorare o essere mamma.

Le possibili azioni per fronteggiare il problema

La vera sfida è come adattarsi a questo cambiamento epocale. Gli esperti hanno indicato tre priorità.

Riformare il sistema fiscale e previdenziale.

Gestire l'immigrazione in modo intelligente.

Investire in conoscenza e produttività.

 

Pensioni: Avs, Durigon abbia il coraggio di dire che aumenterà l’età

Pensioni: Avs, Durigon abbia il coraggio di dire che aumenterà l'età Roma, 11 ott. (LaPresse) - "Sono trent'anni che la flessibilità è una fregatura per chi vive del proprio lavoro. Durigon abbia il coraggio di chiamare le cose con il loro nome: l'età pensionabile aumenterà e forse sarà data ai pochi che potranno permetterselo la possibilità di andare comunque in pensione a 67 anni. La legge Fornero non cambia e anzi continua a produrre i suoi effetti". Così il capogruppo di Avs nella commissione Lavoro della Camera Franco Mari, dopo le parole del sottosegretario Claudio Durigon. POL NG01 alm 111359 OTT 25  
Telescopio genovese cattura un'immagine della cometa Lemmon
Osservatorio Astronomico Righi arriva a 110 milioni km da Terra
   (ANSA) - GENOVA, 11 OTT - Un telescopio genovese
dell'Osservatorio astronomico del Righi stamani alle 4:47 ha
catturato un immagine della cometa Lemmon scoperta il 3 gennaio
2025 con un telescopio da 1,5 metri di diametro dal sistema
automatico di ricerca installato sul Mount Lemmon da cui il nome
dato alla cometa.    Il corpo celeste ha fatto registrare negli ultimi mesi un
repentino e imprevisto aumento di luminosità che lo ha portato a
superare la soglia di visibilità a occhio nudo. "Già in queste
mattine, prima dell'alba, la cometa è visibile a nord-est, sotto
cieli molto bui e privi di inquinamento luminoso, come una
debole chiazza tra le 'zampe' della costellazione dell'Orsa
Maggiore - spiegano gli esperti dell'Osservatorio Astronomico
del Righi -. Dai centri urbani attualmente per scorgerla occorre
un binocolo ma la luminosità della cometa è destinata ad
aumentare man mano che raggiungerà la minima distanza dalla
Terra, prevista per il 21 ottobre. Pertanto, le sere dopo il 20
ottobre saranno le migliori per provare a scorgerla anche dai
centri urbani forse perfino a occhio nudo subito dopo il
tramonto del Sole".    Si tratta di una cometa periodica, con un periodo orbitale
stimato in circa 1154 anni, è quindi già transitata dalle nostre
parti più di mille anni fa. Attualmente la sua distanza da noi è
di circa 110 milioni di chilometri, valore che sta diminuendo
man mano che la cometa si avvicina alla Terra, fra una decina di
giorni arriverà al perigeo, previsto appunto per il 21 ottobre,
a circa 89 milioni di chilometri. La minima distanza dal Sole
verrà invece raggiunta il prossimo 8 novembre. (ANSA).
11/10/2025 

NTW Press - Attenzione alla nuova truffa sul mancato pagamento di prestazioni sanitarie

NTW Press - Attenzione alla nuova truffa sul mancato pagamento di prestazioni sanitarie

Attenzione alla nuova truffa sul mancato pagamento di prestazioni sanitarie

Moltissimi i cittadini che, in questi giorni, stanno ricevendo email da una sedicente società di recupero crediti che chiede di regolarizzare la posizione.



Monza, Sabato 11 Ottobre 2025 10:58

È in corso una campagna di phishing indirizzata a caselle di posta elettronica di numerosi cittadini della regione Lombardia, inerente il presunto mancato pagamento di prestazioni sanitarie.

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Attenzione alla nuova truffa sul mancato pagamento di prestazioni sanitarie

Il messaggio, inviato da una sedicente società di recupero crediti, ha come oggetto la dicitura: "Richiesta di saldo debito – nome e cognome", e riporta un elenco di prestazioni sanitarie e ricette mediche che risultano effettivamente emesse dai medici curanti a beneficio dei propri pazienti. Questo dettaglio conferisce alla comunicazione un'apparenza di veridicità particolarmente insidiosa.

All'interno del messaggio si invita il destinatario a regolarizzare la propria posizione fiscale, effettuando un versamento — mediamente pari a 40 euro — su un conto corrente estero, identificato da un IBAN spagnolo.

Attenzione! È una truffa! Per informazioni e segnalazioni è sempre possibile rivolgersi alla Polizia di Stato anche attraverso il sito ufficiale della Polizia Postale – www.commissariatodips.it