Lpd - Norme & Attualità
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AGI0283 3 SST 0 R01 / Scienza: risate spontanee e volontarie?Da parti diverse cervello = (AGI) - Roma, 23 giu. - (NOTIZIA CON EMBARGO ALLE 17) Il cervello umano utilizza due reti neurali distinte per ridere, in base al fatto che si tratti di un evento spontaneo, legato a emozioni positive, o sociale, coordinato con il linguaggio. Questo curioso risultato emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Trends in Neurosciences, condotto dagli scienziati dell'University College London e del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Parma. Il team, guidato da Sophie Scott e Fausto Caruana, ha analizzato lavori precedenti su modelli animali e dati di stimolazione cerebrale elettrica in pazienti epilettici svegli durante mappature pre-chirurgiche. In questo modo gli esperti hanno individuato la rete spontanea, legata alla regolazione emotiva e quella correlata a espressioni volontarie. La prima, riportano gli scienziati, ha origine nella corteccia cingolata anteriore, nucleus accumbens, mentre la seconda nasce nell'area motoria presupplementare, globo pallido. La risata volontaria si coordina perfettamente con la conversazione, sottolineano gli autori, mentre quella volontaria e' limitata al controllo motorio. Nei prossimi approfondimenti, gli scienziati intendono esplorare il ruolo analgesico della risata e i relativi circuiti neurali di riduzione del dolore. Questo lavoro, concludono gli scienziati, rappresenta una 'stele di Rosetta' per la decodifica della comunicazione. (AGI)Sci/Sim 231214 GIU 26
AGI0013 3 undefined 0 RSA / Salute: IA e Medicina, aumentano i rischi legati alla privacy = (AGI) - Roma, 24 giu. - (NOTIZIA CON EMBARGO ALLE 17.00) I modelli di intelligenza artificiale in ambito medico espongono i pazienti a gravi rischi di identificazione da parte di hacker, specialmente se si tratta di persone appartenenti a gruppi sottorappresentati. Ad analizzare questo curioso aspetto uno studio, pubblicato sulla rivista Nature, condotto dagli scienziati dell'Universita' Tecnica di Monaco. Il team, guidato da Moritz Knolle, ha esaminato sette ampi database di dati clinici reali, comprendenti immagini mediche, elettrocardiogrammi e cartelle cliniche elettroniche. I ricercatori hanno testato l'efficacia dei 'Membership Inference Attacks' (MIA), cyber-attacchi usati per scoprire se le informazioni di un paziente sono state inserite nel set di addestramento dell'intelligenza artificiale. Il gruppo di ricerca ha scoperto che la precisione di questi attacchi aumenta con la grandezza del modello, riuscendo a identificare i singoli individui quasi senza errori, specialmente quelli con caratteristiche uniche. Gli attuali protocolli di sicurezza, spiegano gli esperti, valutano il rischio solo a livello globale, ignorando la vulnerabilita' dei singoli individui. La valutazione del rischio per la privacy, commentano gli autori, deve tenere conto del rischio individuale, e i modelli vulnerabili devono essere ulteriormente protetti attraverso rigorosi controlli. Nel prossimo futuro, sara' fondamentale riscrivere le linee guida sulla sicurezza dell'intelligenza artificiale applicata alla medicina. I prossimi sviluppi, concludono gli autori, dovranno concentrarsi su controlli di accesso estremamente rigidi e su nuove tecniche di mitigazione per difendere i soggetti piu' vulnerabili e garantire che il progresso tecnologico non comprometta la riservatezza dei pazienti. (AGI)Red/Pgi 241215 GIU 26
AGI0278 3 SST 0 R01 / Scienza: onde gravitazionali fanno luce su orizzonte eventi = (AGI) - Roma, 24 giu. - (NOTIZIA SOTTO EMBARGO ORE 17:00) La frequenza di rotazione e la gravita' superficiale dell'orizzonte degli eventi di un buco nero sono state misurate per la prima volta grazie all'analisi del "suono" generato dalla fusione di due buchi neri, aprendo uno squarcio nel buio cosmico della regione da cui nulla, nemmeno la luce, puo' tornare indietro. Lo studio pubblicato su Nature, e' stato condotto dalla dottoressa Ling Sun e dal dottorando Neil Lu, dell'ARC Centre of Excellence for Gravitational Wave Discovery (OzGrav) e dell'Australian National University, insieme a colleghi in Canada, negli Stati Uniti e in Spagna. "Abbiamo misurato l'ultimo suono emesso dai buchi neri al momento della collisione. All'interno di quel segnale si cela una piccola componente, chiamata onde dirette, che in precedenza non era stata ben compresa", ha affermato Lu. "La nostra nuova analisi ci permette di decifrare questa componente ed estrarre informazioni uniche in prossimita' dell'orizzonte degli eventi". Gli scienziati hanno studiato il segnale di onde gravitazionali GW250114, registrato lo scorso anno, il piu' intenso finora, utilizzando i due osservatori di onde gravitazionali a interferometro laser (LIR) negli Stati Uniti. Secondo Sun, i buchi neri sono oggetti estremi che si trovano all'intersezione tra la relativita' generale e la teoria quantistica. "Abbiamo studiato GW250114, il segnale di buco nero binario piu' forte osservato finora, circa tre volte piu' forte del primo segnale di onde gravitazionali rilevato dieci anni fa", ha affermato Sun. "La nostra analisi dimostra che questo segnale eccezionalmente forte puo' essere utilizzato come una potente sonda dell'orizzonte degli eventi del buco nero residuo, permettendoci di misurarne due proprieta' fondamentali: la frequenza di rotazione e la gravita' superficiale." La nuova tecnica analitica sviluppata da Lu, da Sun e dai loro collaboratori permettera' agli astrofisici di studiare l'intensita' della gravita' estrema all'orizzonte degli eventi di un buco nero e fenomeni come il "trascinamento del sistema di riferimento", in cui i buchi neri trascinano letteralmente il tessuto dello spaziotempo nelle vicinanze, creando un ambiente in cui nulla puo' rimanere immobile rispetto a un osservatore distante come noi. (AGI)Sci/Pgi 241224 GIU 26
Un'antica proteina svela un sito di sepoltura tutto al femminile (EMBARGO ALLE 17,00) Estratta dai denti fossili di Homo naledi, cugino estinto dei Sapiens (ANSA) - ROMA, 24 GIU - (EMBARGO ALLE 17,00) Indizi su un sito di sepoltura interamente 'al femminile' arrivano da un'antica proteina estratta dai denti di Homo naledi, un cugino estinto degli esseri umani moderni vissuto in Africa tra 335mila e 241mila anni fa. È quanto afferma lo studio pubblicato sulla rivista Cell guidato da Università britannica di York e Università di Copenhagen, che spiegherebbe come mai i fossili rinvenuti nel sistema di grotte Rising Star del Sudafrica non mostrano nessuna delle variazioni fisiche che ci si aspetterebbe tra maschi e femmine. Se il risultato venisse confermato, questo potrebbe rappresentare il primo esempio conosciuto di un sito di sepoltura specifico per sesso da parte di un qualsiasi parente di Homo sapiens. I ricercatori guidati da Marc Dickinson dell'Ateneo britannico e Palesa Madupe di quello danese hanno utilizzato una tecnica minimamente invasiva per estrarre frammenti proteici microscopici da 23 denti, appartenenti ad almeno 20 individui. L'obiettivo era una proteina dello smalto dentale chiamata amelogenina, che viene usata anche in genetica forense per determinare il sesso. Questa molecola, infatti, è prodotta da un gene che si trova sui cromosomi sessuali, ma quello sul cromosoma Y produce una proteina leggermente più lunga, che dunque costituisce una 'firma' del sesso maschile. In questo caso, tuttavia, la variante Y dell'amelogenina non è stata trovata, e ciò potrebbe voler dire che tutti gli individui rinvenuti sono di sesso femminile: in questo caso, si tratterebbe di un livello di pratica funeraria complesso e simbolico finora ritenuto esclusivo degli esseri umani moderni. Potrebbe, però, esserci anche un'altra spiegazione: è possibile che, in Homo naledi, una mutazione del gene per l'amelogenina presente sul cromosoma Y abbia eliminato la differenza tra i due sessi, non rendendo possibile distinguere tra i due. (ANSA).
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