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Lo stalking, disciplinato dall’art. 612-bis del Codice Penale, rappresenta un reato di natura abituale che si caratterizza per la reiterazione di comportamenti molesti e persecutori che causano un grave stato di ansia o paura nella vittima. La norma è stata introdotta con la legge n. 69/2019, convertita con modificazioni dalla legge n. 19/2019, che ha rafforzato l’impianto penale relativo a questo fenomeno.

 

La sentenza Cassazione n. 3463/2026 affronta la delicata questione della durata massima di conservazione dei dati personali, più precisamente dell’informativa di reato senza seguito di giudizio, detenuta nel CED (Centro Elaborazione Dati) del Ministero dell’Interno. La decisione chiarisce e precisa il termine massimo di permanenza, opponendosi a interpretazioni che avevano suggerito un limite di 15 anni, affermando invece un periodo di 20 anni.

 

La sentenza della Cassazione n. 3620 del 2026 affronta un aspetto importante riguardante le vittime del dovere e il relativo trattamento pensionistico, con particolare riferimento alla condizione dei figli superstiti e alla loro qualificazione come figli non a carico.

 

La sentenza della Cassazione n. 6024 del 2026 fornisce un importante chiarimento in materia di utilizzabilità delle prove digitali nel procedimento penale, in particolare per quanto riguarda gli screenshot di messaggi WhatsApp forniti dalla persona offesa.

 

La sentenza della Cassazione n. 7096 del 2026 rappresenta un importante chiarimento in materia di sicurezza sul lavoro, confermando l’ampio obbligo del datore di lavoro di garantire la tutela della salute e della sicurezza di tutte le persone che operano all’interno dell’ambiente aziendale.

 

Modulistica e prontuari 23 febbraio 2026