MEDIO ORIENTE, IRGC AVVERTE: RISPOSTA "OLTRE OGNI ASPETTATIVA" A NUOVE
AGGRESSIONI. HORMUZ RESTA STRATEGICO Torna a salire altissima la
tensione tra Teheran e il blocco USA-Israele. Il Corpo delle Guardie
della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha rilasciato oggi una nota ufficiale
dai toni durissimi, avvertendo che qualsiasi nuovo atto di aggressione
contro la Repubblica Islamica riceverà una risposta "oltre le
aspettative dei nemici", elevando il confronto a un livello di
deterrenza strategica totale. Il richiamo a Tabas e Isfahan La
dichiarazione giunge in occasione dell'anniversario dell'operazione
"Eagle Claw" (il fallito blitz USA nel deserto di Tabas del 1980).
L'IRGC ha tracciato un parallelo tra quella storica sconfitta americana e
la recente aggressione subita nella provincia di Isfahan, definendo
l'azione di Washington come "una ripetizione dell'umiliazione della Casa
Bianca". Il silenzio non è debolezza Il comando delle Guardie
Rivoluzionarie ha voluto chiarire che l'attuale fase di relativa calma
non deve essere interpretata come un segnale di cedimento: "Il silenzio
potente e intelligente delle forze armate iraniane non è un segno di
debolezza", si legge nella nota. Al contrario, viene definito come il
preludio a una "tempesta infernale" che scatterebbe al primo errore di
calcolo del "nemico guerrafondaio". L'ultimatum alle basi USA e il
controllo di Hormuz L'IRGC ha rivolto un monito diretto agli Stati
Uniti, intimando a Washington di non farsi "giocattolo nelle mani di
Netanyahu" e sostenendo che le basi americane nella regione siano ormai
"bruciate e distrutte". Secondo Teheran, l'unica opzione rimasta per gli
USA è il ritiro rapido e incondizionato dei propri resti logistici e
umani. Un passaggio fondamentale della nota riguarda lo Stretto di
Hormuz: l'IRGC ha ribadito che il "management e il controllo" della via
d'acqua più strategica al mondo rimane una "strategia definitiva"
dell'Iran, sia durante che dopo l'attuale conflitto. Negoziati al
collasso Queste minacce arrivano in un momento di estrema fragilità
diplomatica, dopo che i negoziati tra Teheran e Washington, seguiti al
cessate il fuoco dell'8 aprile, sono collassati. La tensione resta ai
massimi livelli dopo gli eventi drammatici dello scorso 28 febbraio, che
hanno segnato profondamente la leadership e la gerarchia militare
iraniana. Torna a salire altissima la tensione tra Teheran e il blocco
USA-Israele. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha
rilasciato oggi una nota ufficiale dai toni durissimi, avvertendo che
qualsiasi nuovo atto di aggressione contro la Repubblica Islamica
riceverà una risposta "oltre le aspettative dei nemici", elevando il
confronto a un livello di deterrenza strategica totale. Il richiamo a
Tabas e Isfahan La dichiarazione giunge in occasione dell'anniversario
dell'operazione "Eagle Claw" (il fallito blitz USA nel deserto di Tabas
del 1980). L'IRGC ha tracciato un parallelo tra quella storica sconfitta
americana e la recente aggressione subita nella provincia di Isfahan,
definendo l'azione di Washington come "una ripetizione dell'umiliazione
della Casa Bianca". Il silenzio non è debolezza Il comando delle Guardie
Rivoluzionarie ha voluto chiarire che l'attuale fase di relativa calma
non deve essere interpretata come un segnale di cedimento: "Il silenzio
potente e intelligente delle forze armate iraniane non è un segno di
debolezza", si legge nella nota. Al contrario, viene definito come il
preludio a una "tempesta infernale" che scatterebbe al primo errore di
calcolo del "nemico guerrafondaio". L'ultimatum alle basi USA e il
controllo di Hormuz L'IRGC ha rivolto un monito diretto agli Stati
Uniti, intimando a Washington di non farsi "giocattolo nelle mani di
Netanyahu" e sostenendo che le basi americane nella regione siano ormai
"bruciate e distrutte". Secondo Teheran, l'unica opzione rimasta per gli
USA è il ritiro rapido e incondizionato dei propri resti logistici e
umani. Un passaggio fondamentale della nota riguarda lo Stretto di
Hormuz: l'IRGC ha ribadito che il "management e il controllo" della via
d'acqua più strategica al mondo rimane una "strategia definitiva"
dell'Iran, sia durante che dopo l'attuale conflitto. Negoziati al
collasso Queste minacce arrivano in un momento di estrema fragilità
diplomatica, dopo che i negoziati tra Teheran e Washington, seguiti al
cessate il fuoco dell'8 aprile, sono collassati. La tensione resta ai
massimi livelli dopo gli eventi drammatici dello scorso 28 febbraio, che
hanno segnato profondamente la leadership e la gerarchia militare
iraniana. https://en.irna.ir/news/
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