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Decadenza scia per somministrazione, Tar dà ragione a Comune Firenze Per ricorso titolare di un esercizio di piazza S.Spirito, area Unesco (

 


Decadenza scia per somministrazione, Tar dà ragione a Comune Firenze Per ricorso titolare di un esercizio di piazza S.Spirito, area Unesco (ANSA) - FIRENZE, 04 MAR - Il Tar della Toscana ha dato ragione al Comune di Firenze in un ricorso presentato dal titolare di un negozio in piazza Santo Spirito, in area Unesco, per il quale la direzione attività economiche ha disposto un provvedimento di decadenza della scia per somministrazione: a seguito di un sopralluogo della Polizia municipale era stata dimostrata la mancanza di effettiva attività di somministrazione. Lo rende noto Palazzo Vecchio. Tra le motivazioni della decisione, si spiega, i giudici hanno posto il Regolamento del Comune in vigore nell'area Unesco: "L'Amministrazione ha evidenziato nel provvedimento che l'effettivo esercizio dell'attività costituisce condizione essenziale per la conservazione del titolo in un contesto regolatorio che, altrimenti, precluderebbe in radice la presenza di tali attività nell'area. È dunque pienamente ragionevole che l'ente comunale abbia ricollegato la permanenza della somministrazione alla verifica di un esercizio reale e continuativo, atteso che, diversamente, il titolare verrebbe a godere di un vantaggio selettivo e non coerente con la ratio del Regolamento decoro, il cui fine dichiarato è la tutela dell'equilibrio urbanistico, culturale e storico del centro cittadino". Tra i motivi del ricorso anche la decadenza della concessione di suolo pubblico per un dehors, conseguente alla cessazione di validità del titolo per l'attività di somministrazione: anche in questo caso il Tar ha dato ragione all'Amministrazione comunale. "Come correttamente rappresentato dal Comune nel provvedimento impugnato - è scritto al riguardo nella motivazione della sentenza - la concessione di occupazione di suolo pubblico rilasciata per il ristoro all'aperto trova il proprio fondamento necessario nell'esercizio dell'attività di somministrazione svolta all'interno dei locali". "Il nostro Regolamento Unesco è uno degli strumenti più efficaci per la tutela del centro storico - dice l'assessore allo Sviluppo economico e al turismo Jacopo Vicini -: questa sentenza del Tar ne conferma ancora una volta la validità e l'importanza, e ci conforta nelle nostre attività quotidiane finalizzate ad una città sempre più vivibile e sostenibile, sia per i residenti che per gli stessi visitatori". (ANSA). 

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