Circa trenta deputati democratici statunitensi hanno deciso di rompere
uno dei tabù più resistenti della politica estera Usa: il silenzio
sull’arsenale nucleare israeliano. Secondo quanto rivelato dal
Washington Post, i parlamentari hanno scritto al segretario di Stato
Marco Rubio chiedendo all’amministrazione Trump di riconoscere
pubblicamente l’esistenza del programma nucleare di Israele e di
informare in modo più trasparente il Congresso sull’equilibrio atomico
in Medio Oriente.
Nella lettera, guidata dal deputato Joaquin
Castro, il dossier viene ritenuto “urgente” per via della guerra con
l’Iran. Soprattutto in una fase in cui, scrivono i firmatari, “i rischi
di errori di valutazione, escalation e utilizzo di armi nucleari in
questo contesto non sono teorici”. I democratici sostengono che il
Congresso abbia “la responsabilità costituzionale di essere pienamente
informato” e accusano la Casa Bianca di non aver fornito elementi
sufficienti su quello che è definito un “segreto di Pulcinella”.
Tel
Aviv non ha mai confermato ufficialmente di possedere armi nucleari, e
Washington ha protetto questa ambiguità fin dai tempi dell’intesa
informale tra Richard Nixon e Golda Meir. Secondo Avner Cohen, storico
del programma nucleare israeliano citato dal Washington Post, la lettera
dei democratici infrange una norma bipartisan rimasta intatta per
decenni: “Anche il solo porre pubblicamente queste domande è una rottura
della norma” della politica americana
Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
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