NTW Press - Truffa dell'auto in panne, si sbracciano per chiedere aiuto ma a fermarsi è il comandante della Locale
Truffa dell'auto in panne, si sbracciano per chiedere aiuto ma a fermarsi è il comandante della Locale
Con loro, sui sedili posteriori, viaggiavano due minori

Vestone, Lunedì 15 Giugno 2026 12:05
Truffa dell’auto in panne, si sbracciano per chiedere aiuto ma a fermarsi è il comandante della Locale.
Truffa dell’auto in panne, andata male
Non
avevano fatto i conti con la possibilità che a fermarsi per prestare
loro aiuto potesse esserci un rappresentante delle forze dell’ordine. É
successo a Vestone: i truffatori si sono sbracciati per chiedere aiuto,
fermando il veicolo della vittima designata alla quale hanno spiegato di
essere rimasti senza benzina e quindi senza possibilità di fare
rifornimento per un improvviso malfunzionamento del bancomat.
Con
loro viaggiavano due minorenni, il tutto per non destare sospetti e far
si che sembrasse una famiglia normale in una condizione di difficoltà.
Per far breccia nell’emotività della vittima all’improvviso una donna è
scesa dall’auto mostrando sullo smartphone la fotografia di una finta
sorella intubata in un letto d’ospedale. Inoltre, come pegno, hanno
offerto all’uomo due anelli e una collana spacciandoli per oro a 18
carati, in cambio di 500 euro.
La vittima, comandante
dell’Aggregazione della Polizia Locale della Vallesabbia, ha assecondato
per pochi istanti l’azione: non appena il soggetto in questione gli ha
consegnato i monili, l’ufficiale ha estratto il tesserino di
riconoscimento ordinando il fermo dei soggetti.
Perquisito il veicolo
Nel
giro di pochissimi minuti, sul luogo dell’evento è stata fatta
sopraggiungere una pattuglia della Polizia Locale della Val Sabbia
impegnata nelle attività di controllo del territorio. Gli agenti hanno
fatto scattare immediatamente la perquisizione del veicolo dei
truffatori. L’ispezione ha confermato i sospetti:all’interno
dell’abitacolo sono stati rinvenuti e sequestrati altri monili falsi,
identici a quelli usati per il tentativo di raggiro. Dopo le procedure
di fotosegnalamento e l’identificazione ufficiale, i due soggetti sono
stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per il reato di tentato concorso
in truffa.
Divieto di far rientro
Nei confronti dei
responsabili è stata avviata la procedura per la richiesta del Foglio di
via obbligatorio al Questore di Brescia, finalizzato a vietare il loro
ritorno sul territorio
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