TW Press - Schizofrenia Trump: "Ognuno di questi paesi ci ama, quasi
tutti alla fine sono stati bravi, l'Italia si è comportata bene"
Schizofrenia Trump: "Ognuno di questi paesi ci ama, quasi tutti alla fine sono stati bravi, l'Italia si è comportata bene"
Sul Governo Meloni: "Hanno avuto solo un brutto momento". La premier: "Non mi pento di nulla"

Giovedì 09 Luglio 2026 10:14
Al
vertice Nato di Ankara, il presidente Usa cambia tono dopo giorni di
tensioni con Roma. La premier rivendica la linea scelta: “Non mi pento
di nulla”. Sullo sfondo restano Iran, basi militari, Ucraina e il
difficile equilibrio tra fedeltà atlantica e interesse nazionale.
Trump, dalla reprimenda alla carezza
Prima
gli attacchi, poi la correzione di rotta. Al vertice Nato di Ankara,
concluso l’8 luglio 2026, Donald Trump ha provato a ricucire con
l’Italia dopo settimane di tensione con il governo di Giorgia Meloni e
attacchi frontali del tycoon alla premier.
Trump contro Meloni su Truth
Il
presidente degli Stati Uniti, che nei giorni precedenti aveva accusato
Roma e altri alleati Nato di non aver sostenuto abbastanza Washington
nella crisi con l’Iran, ha cambiato registro davanti ai giornalisti:
| Giorgia Meloni visiblemente incómoda mientras saluda a Trump en la cumbre de la OTAN en Ankara. pic.twitter.com/CiKQCUMb2t
— Mavica (@mavica81) July 9, 2026
“L’Italia
si è comportata bene“. Poi ha allargato il giudizio agli altri Paesi
dell’Alleanza: “Quasi tutti alla fine sono stati bravi. Hanno avuto solo
un brutto momento”.
Una formula apparentemente distensiva, ma
che conferma il tratto più politico della vicenda: Trump continua a
trattare gli alleati europei con un linguaggio da pagella, alternando
attacchi frontali e riconciliazioni improvvise.
❝Türkiye’de çok
başarılı bir NATO zirvesini tamamladık. Cumhurbaşkanı Erdoğan’a teşekkür
etmek istiyorum. Harika bir lider. Benim dostum, uzun zamandır da
dostum❞
ABD Başkanı Donald Trump, NATO Ankara Zirvesi’nden ABD’ye dönüşü öncesinde değerlendirmelerde bulundu… pic.twitter.com/AzLCkWh7bE
— Anadolu Ajansı (@anadoluajansi) July 8, 2026
Il nodo Iran e la crisi con Roma
La
tensione tra Washington e Roma era esplosa dopo la posizione italiana
sulla guerra contro l’Iran e sulla crisi dello Stretto di Hormuz. Trump
aveva criticato Meloni per il mancato sostegno all’iniziativa americana,
accusando l’Italia di non essersi schierata con sufficiente decisione.
Il
presidente Usa aveva parlato di un rapporto “un po’ peggiorato” con la
premier italiana, pur definendola “una brava persona”. Il punto politico
era però netto: per Trump, Meloni avrebbe commesso un errore non
aiutando gli Stati Uniti nel dossier iraniano.
In questo quadro
si inserisce anche il caso della base di Sigonella, in Sicilia. L’Italia
aveva negato il permesso ad alcuni velivoli militari statunitensi di
atterrare prima di dirigersi verso il Medio Oriente, perché Washington
non avrebbe richiesto una preventiva autorizzazione al governo italiano.
La risposta di Meloni: “Non mi pento di nulla”
Meloni
ha scelto una linea di contenimento. Nessuna rottura diplomatica,
nessuna replica muscolare, ma anche nessuna retromarcia politica. Al
termine del vertice Nato, la presidente del Consiglio ha rivendicato la
strategia seguita nei confronti di Trump e degli Stati Uniti.
“Non
mi pento di nulla di quello che ho fatto”, ha detto la premier,
spiegando che l’investimento politico nel rapporto con Washington nasce
dalla convinzione che l’unità dell’Occidente resti un interesse
strategico per l’Italia.
Conferenza stampa in diretta da Ankara https://t.co/2HXvwEnW5E
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) July 8, 2026
Meloni
ha anche chiarito che la linea non dipende solo da Trump: il rapporto
con gli Stati Uniti, nella sua impostazione, va oltre la personalità del
presidente americano di turno. Una posizione che le consente di
difendere la relazione atlantica senza accettare di trasformarla in
subordinazione personale.
Il vero equilibrio per Roma
La
partita non riguarda solo Meloni e Trump. Riguarda il posto dell’Italia
dentro un Occidente attraversato da tensioni crescenti: guerra in
Ucraina, Medio Oriente, riarmo europeo, energia, basi militari,
autonomia strategica e rapporti commerciali con gli Stati Uniti.
L’Italia
resta un alleato fondamentale per Washington, anche per la sua
posizione nel Mediterraneo. Ma proprio per questo il governo italiano è
chiamato a un equilibrio sempre più complesso: mantenere salda la
relazione con gli Usa, senza rinunciare a una valutazione autonoma sulle
crisi internazionali.



Nessun commento:
Posta un commento