In Alto Adige salari superiori del 10% rispetto alla media nazionale
Retribuzioni più alte non compensano però l'impennata del costo della vita
(ANSA) - BOLZANO, 20 AGO - Le retribuzioni nel settore
privato in Alto Adige superano del 10% la media nazionale,
registrando un trend di crescita nettamente superiore a quello
del resto d'Italia, ma il forte rincaro del costo della vita
finisce per azzerare i reali vantaggi sul potere d'acquisto
delle famiglie. È quanto emerge dal più recente studio
dell'Istituto Promozione Lavoratori (Ipl), condotto sulle ultime
rilevazioni dell'Osservatorio Inps. Nel 2024 la retribuzione lorda media giornaliera di un
lavoratore dipendente a tempo pieno in provincia di Bolzano si
attesta a 130 euro, rispetto ai 118 euro registrati su scala
nazionale. Questo incremento ha permesso all'Alto Adige di
scalare la classifica delle province italiane per livelli
salariali, passando dall'ottava alla terza posizione assoluta,
alle spalle unicamente di Milano e Roma. Il vantaggio
retributivo rispetto alla media del Paese risulta peraltro molto
più marcato nelle qualifiche d'ingresso o intermedie, con gli
operai a +19,3% e gli impiegati a +17,2%, mentre per la
categoria dirigenziale il margine si assottiglia al +6,1%.
A frenare i benefici per i lavoratori interviene tuttavia
l'andamento dell'inflazione locale. Se nell'arco di un decennio
i salari nominali privati in provincia sono aumentati del 21,5%
contro il 14,2% nazionale, nello stesso periodo i prezzi al
consumo in Alto Adige sono schizzati verso l'alto del 27,3%.
Come sottolineato dal direttore Ipl, Stefan Perini,
l'adeguamento delle buste paga è riuscito a compensare soltanto
tre quarti del reale aumento del costo della vita, confermando
come la perdita di potere d'acquisto rimanga un nodo critico sia
sul piano provinciale che su quello nazionale. (ANSA).
20/08/2026 09:52
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