Cassazione 2026 - La pronuncia in esame affronta una vicenda di natura lavoristica riguardante le competenze di fine rapporto e il trattamento di fine rapporto (TFR), con particolare attenzione alla questione del riassorbimento del superminimo e alla conformità delle decisioni di merito. La decisione si caratterizza per l’affermazione della nullità di numerosi motivi di ricorso per cassazione, in particolare per la loro inammissibilità, e per la conferma della sentenza impugnata quale “doppia conforme”.
Cassazione 2026 - La pronuncia in esame
affronta una vicenda di natura lavoristica riguardante le competenze di fine
rapporto e il trattamento di fine rapporto (TFR), con particolare attenzione
alla questione del riassorbimento del superminimo e alla conformità delle
decisioni di merito. La decisione si caratterizza per l’affermazione della
nullità di numerosi motivi di ricorso per cassazione, in particolare per la
loro inammissibilità, e per la conferma della sentenza impugnata quale “doppia
conforme”.
Tar 2026 - Il caso oggetto di analisi
riguarda un procedimento disciplinare instaurato nei confronti del sig.
-OMISSIS-, militare appartenente all’Arma dei Carabinieri, trasferito dal Corpo
Forestale dello Stato ai sensi del D. Lgs. 177/2016, e attualmente in servizio
con qualifica di -OMISSIS- Scelto Qualifica Speciale. Il procedimento discende
dall’asserito comportamento del militare, il quale avrebbe, in qualità di
Segretario del COIR (Consiglio Intermedio di Rappresentanza) e presidente pro
tempore di un’associazione sindacale militare (ASSO.MIL.), consultato e
visualizzato atti relativi a istanze di trasferimento di altri militari tramite
il sistema informatico C-PROT, senza un motivo specifico d’ufficio e senza un
incarico delegato in tal senso.
Tar 2026 - Il presente pronuncio analizza
la domanda proposta nel ricorso TAR 2026, riguardante la richiesta di
riconoscimento dei diritti contributivi e pensionistici della ricorrente presso
l’INPS, in relazione al periodo di lavoro svolto sia in ambito nazionale che
internazionale, e la richiesta di tutela in ordine alla continuità e corretta
gestione dei versamenti contributivi, nonché alla non restituzione degli
importi versati.
La sentenza della Corte di Cassazione n.
24869 del 2026 chiarisce un aspetto di fondamentale importanza riguardante la
qualificazione del lavoro svolto in ambito domestico e la relativa disciplina
previdenziale applicabile. In particolare, la Corte ha stabilito che non si
configura come lavoro domestico quello svolto da dipendenti di un’associazione
presso le abitazioni o le strutture degli anziani assistiti, precisando che in
tali ipotesi si applica il regime contributivo previdenziale ordinario, anziché
quello tipicamente previsto per il lavoro domestico.
La sentenza della Corte di Cassazione n.
24866/2026 si inserisce nel solco della giurisprudenza che tutela i diritti dei
lavoratori, in particolare di coloro che operano in condizioni di turnazione e
di intervento continuativo come gli infermieri turnisti, anche durante la
notte. La decisione in esame ha chiarito che agli infermieri che svolgono
servizi in turni, compresi quelli notturni, spetta il diritto ad usufruire del
servizio mensa o del corrispondente buono pasto, qualora il loro svolgimento
lavorativo superi una determinata soglia di durata, ovvero almeno sei ore
consecutive di lavoro.
Il caso affrontato dalla Corte di
Cassazione con la sentenza n. 32090/2026 riguarda la delicate questione della
responsabilità penale in materia di immigrazione clandestina e di
favoreggiamento dell’ingresso illegale nel territorio dello Stato, alla luce di
un salvataggio in mare e delle relative implicazioni giuridiche.
Cassazione 2026 - Il caso in esame,
riguardante la responsabilità sanitaria in materia di consenso informato e
fertilità, si inserisce nel più ampio contesto della tutela dei diritti del
paziente e dell’obbligo di informazione da parte del sanitario, così come
disciplinato dal quadro normativo nazionale e dalla giurisprudenza di
legittimità.
Cassazione 2026 – Il caso di specie
riguarda la responsabilità del gestore di un blog in relazione ai commenti
diffamatori pubblicati da terzi sulla piattaforma. La giurisprudenza della
Cassazione, con la sentenza n. xxxxxxx del 2026, ha chiarito un principio
importante in materia di responsabilità civile e penale del gestore di
piattaforme online.
Cassazione 2026 – La condotta di resistenza
a pubblico ufficiale, prevista e punita dall’art. 337 c.p., si configura
ogniqualvolta si opponga, in modo veemente o minaccioso, all’esercizio delle
funzioni di un pubblico ufficiale, ovvero si opponga con violenza o minaccia
all’esercizio di un pubblico servizio. La norma tutela l’autorità pubblica e il
corretto svolgimento delle funzioni di pubblici ufficiali, anche in presenza di
comportamenti di disobbedienza o contestazione da parte dei cittadini.
Cassazione 2026 –La pronuncia della Corte
di Cassazione n. xxxxxxxx del 2026 affronta un tema di grande rilevanza nel
settore del pubblico impiego, ovvero la durata della sospensione cautelare dal
servizio di un dipendente pubblico in presenza di un procedimento penale, e più
precisamente, in seguito a una sentenza di proscioglimento.
Nuovo Codice della strada: come cambiano le
sanzioni
Materiale consultabile e scaricabile dalla
piattafaroma Telegram
INPS 2026 - Data di inizio della prognosi
riportata nel certificato di malattia. Riconoscimento della prestazione
previdenziale. Con la presente circolare si forniscono nuove indicazioni sulla
data di inizio della prognosi riportata nel certificato di malattia, ai fini
del riconoscimento della prestazione previdenziale.
La sentenza della Cassazione n. 24767 del
2026 si occupa di una questione di diritto relativo alle servitù e alle
distanze tra costruzioni, con particolare attenzione alla possibilità di
usucapire una servitù anche in presenza di un fabbricato abusivo.
Il principio affermato dalla Cassazione n.
24771/2026 si inserisce nel quadro della disciplina condominiale, evidenziando
come la qualificazione di un vano come parte comune e la sua appartenenza ad un
diverso condominio comportino specifici obblighi partecipativi in relazione
alle spese di manutenzione, sia ordinarie che straordinarie.
Il principio affermato dalla Cassazione con
la sentenza n. 24809/2026 si inserisce nel quadro della disciplina delle
concessioni di utilizzo delle acque pubbliche, con particolare riferimento al
rapporto tra il giudicato formatosi su questioni di legittimità e l’interesse
ad impugnare atti amministrativi antecedenti.
Il principio enunciato nella sentenza della
Cassazione n. 24768/2026 si inserisce nel più ampio quadro della responsabilità
civile per danni derivanti da cose in custodia, e in particolare si applica
alle perdite della rete idrica. La pronuncia chiarisce che, ai fini della
responsabilità, non è necessario che il soggetto responsabile abbia un rapporto
contrattuale con il soggetto danneggiato o un titolo giuridico specifico sul
bene, ma è sufficiente che possieda effettivamente poteri di controllo e gestione
sulla cosa stessa.
La pronuncia della Corte di Cassazione n.
32096/2026 si inserisce nel quadro normativo penale relativo alle armi, con
particolare attenzione alla disciplina sulla confisca prevista in relazione ai
reati connessi alla detenzione, l’uso e il traffico di armi e di oggetti atti
ad offendere. La Corte ha ribadito che, ai fini della confisca obbligatoria,
devono essere considerati non solo le armi proprie, ma anche ogni altro oggetto
idoneo ad offendere, oltre alle munizioni ed esplosivi, in quanto strumenti e
materiali che possono essere utilizzati per commettere reati di natura violenta
o intimidatoria.
Pubblicazioni nella piattaforma Norme e
Diritto: sommario della 36^ settimana del 2026
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