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Giappone, primo acquisto di greggio dalla Russia dopo chiusura Hormuz Tokyo diversifica forniture dopo la crisi del Golfo Persico

 




Giappone, primo acquisto di greggio dalla Russia dopo chiusura Hormuz

Tokyo diversifica forniture dopo la crisi del Golfo Persico

   - TOKYO, 02 MAG - Il Giappone torna ad approvvigionarsi di

petrolio dalla Russia

per la prima volta dall'interruzione dei traffici nello Stretto

di Hormuz, causata dagli attacchi di fine febbraio di Stati

Uniti e Israele all'Iran. Lo ha reso noto il ministero

dell'Economia e dell'Industria (Meti), precisando che una

petroliera è già in navigazione verso le coste giapponesi con un

carico proveniente dal progetto Sakhalin-2, nell'Estremo Oriente

russo.    L'acquisto è stato effettuato dalla società all'ingrosso

Taiyo Oil, e si inquadra in una più ampia strategia di

diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico,

resa urgente dalla crisi geopolitica che ha di fatto paralizzato

i flussi petroliferi attraverso il Golfo Persico. Il Giappone,

privo di risorse energetiche, dipende per oltre il 90% dalle

importazioni di greggio mediorientale, rendendolo

particolarmente vulnerabile alle perturbazioni in quella

regione.    Il greggio di Sakhalin-2 non è soggetto alle sanzioni

imposte da Washington e Bruxelles alla Russia in risposta al

conflitto in Ucraina: un elemento che ne rende l'acquisto

legalmente e commercialmente praticabile per Tokyo, nonostante

le tensioni diplomatiche con Mosca. Il progetto Sakhalin-2,

guidato dal colosso energetico di Stato Gazprom, vede tra i

principali azionisti le giapponesi Mitsubishi Corp. e Mitsui &

Co., garantendo a Tokyo un accesso privilegiato, tanto sul piano

logistico quanto su quello contrattuale, alle risorse dell'area,

considerando la convenienza economica del petrolio russo

rispetto ai benchmark internazionali.    

La produzione di greggio a ciclo annuale è operativa dal

2008, mentre l'esportazione di gas naturale liquefatto (Gnl) è

iniziata l'anno successivo. Secondo i dati del portale

internazionale di tracciamento navale Marine Traffic, la

petroliera ha lasciato Sakhalin alla fine di aprile.

La sua destinazione è il porto della prefettura di Ehime, nel

Giappone occidentale, dove è attesa nei prossimi giorni.

02/05/2026 09:09

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