“Mio figlio mi chiede continuamente di non finire il lavoro in Libano,
così che resti qualcosa da fare anche per lui. Gli ho risposto di non
preoccuparsi che ce ne sarà abbastanza per tutti”.
Con queste
parole, il ministro delle Finanze di Israele Bezalel Smotrich,
intervistato sul canale israeliano Channel7, ha raccontato l’ardente
desiderio di suo figlio appena terminerà la convalescenza: tornare a
distruggere il Libano.
Il figlio, Benya Smotrich è rimasto gravemente ferito nel sud del Libano durante operazioni di terra tra le fila dell’IDF.
La risposta del ministro israeliano ha suscitato l’ilarità del conduttore del programma.
Come testimonia quotidianamente sul campo la reporter @courtney bonneau,
dal 2 marzo l’esercito israeliano è impegnato nella distruzione di
interi villaggi e nell’uccisione di civili nonostante il cosiddetto
“cessate il fuoco” iniziato il 17 aprile.
In due mesi, l’esercito israeliano ha ucciso oltre 2700 persone e costretto oltre un milione di persone a sfollare.
Smotrich
ha anche affermato di credere che l'attuale guerra "finirà con
modifiche ai confini di Israele: a Gaza, in Libano, in Siria e,
naturalmente, in Giudea e Samaria", termine usato da Israele per
indicare la Cisgiordania occupata.
In più occasioni Smotrich ha
sostenuto la necessità di confini “più ampi e difendibili”, arrivando a
definire le linee del 1967 “indifendibili” perché non risponderebbero a
criteri geografici e di sicurezza.
A marzo il ministro della
Difesa israeliano Katz aveva dichiarato “Tutte le case nei villaggi
libanesi vicino al confine con Israele saranno demolite, seguendo il
modello di Rafah e Beit Hanoun a Gaza”.
Il livello di distruzione
che l’esercito israeliano sta portando avanti in Libano ripercorre
quanto avvenuto a Gaza in oltre due anni di genocidio.
Tanto che si parla espressamente di “gazificazione del Libano”.
Tutto questo durante un supposto “cessate il fuoco”.
#lebanonunderattack #israel #smotrich
Da InsideOver
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