Ucraina, sacerdote accusa i reclutatori dell’esercito: “hanno torturato mio figlio”
Il
metropolita Mikhail Zhar “Longin”, abate del Monastero Banchensky
(Chiesa Ortodossa Ucraina canonica), insignito del titolo di Eroe
dell’Ucraina, ha accusato i funzionari del Centro di reclutamento
dell’esercito ucraino di aver commesso violenze nei confronti di suo
figlio e di un parroco.
"Quando hanno preso mio figlio, l'hanno
picchiato tutta la notte. Hanno riempito bottiglie di acqua e sabbia con
le quali é stato picchiato tutta la notte. Questi sono barbari, stanno
distruggendo l'Ucraina, è un genocidio del popolo ucraino”, ha affermato
il metropolita durante un sermone nel monastero.
Longin ha anche
dichiarato che i militari ucraini hanno costretto uno dei sacerdoti
della Bucovina a scavare un buco di due metri per poi gettarlo dentro.
Successivamente hanno riempito la fossa di acqua, costringendo il
sacerdote a rimanervi dento fino al mattino. Poi, come spiega il
Metropolita, gli sono stati infilati aghi sotto le unghie per
costringerlo a firmare i documenti in cui dichiarava di essere disposto
ad andare a combattere volontariamente.
“Che esercito è questo? Sono criminali!”, ha affermato il sacerdote.
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