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Autonomia, Rifondazione Comunista: silenzio assordante su legge "spacchetta Italia"

 


Autonomia, Rifondazione Comunista: silenzio assordante su legge "spacchetta Italia" Lunedì a Montecitorio iniziativa "C'è chi dice no!" Roma, 18 lug. (askanews) - "Sovrastato dalla bufera sulla legge elettorale passa quasi in silenzio il voto al Senato sulle intese siglate dal Governo Meloni con le regioni del Nord - Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria - per la devoluzione di importanti materie, quali la finanza pubblica in ambito sanitario, la protezione civile, le professioni, la previdenza complementare. In un momento a dir poco critico, nel quale le diseguaglianze sociali e territoriali si fanno più insostenibili, con milioni di persone deprivate dei diritti fondamentali e mentre si sottraggono fondi al sociale per dirottarli agli armamenti, si decide che una parte del paese possa accaparrarsi risorse e poteri che finiranno con l'acuire in modo inesorabile il disastro in atto". Lo denuncia Rifondazione Comunista con una dichiarazione del segretario Maurizio Acerbo e di Tonia Guerra, responsabile Campagna "No A.D." (Segue) Tor 20260718T123804Z  


Autonomia, Rifondazione Comunista: silenzio assordante su legge "spacchetta Italia" -2- Roma, 18 lug. (askanews) - "In spregio degli autorevolissimi pareri critici al testo e all'iter delle intese, dei rilievi dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio, di Banca d'Italia e della Ragioneria dello Stato - denuncia Rifondazione Comunista- la maggioranza di governo approva nel giro di un giorno e senza possibilità emendative, un atto in palese violazione delle prescrizioni della sentenza 192/2024, con cui la Corte Costituzionale demoliva l'impianto della legge Calderoli sul regionalismo differenziato, richiamando la centralità del Parlamento e la necessità assoluta di motivazioni specifiche, circostanziate e documentate alla base di eventuali richieste di particolari forme di autonomia da parte di una regione". "Ci troviamo, invece, di fronte - denunciano i leader Prc- a testi sovrapponibili che peseranno pesantemente sul diritto alla salute, sui contratti di lavoro, sulle pensioni, sulla possibilità dei singoli territori di fronteggiare emergenze ambientali ed eventi climatici. Il Governo Meloni, battuto dal voto popolare sulla Magistratura, costretto ad accantonare il progetto di premierato, azzoppato dal suo interno sulla legge elettorale, si intestardisce sul vessillo della Lega, residuo di uno scellerato patto di potere". "Lunedì 20 luglio - concludono Acerbo e Guerra- è previsto il passaggio alla Camera, da cui, se non vi saranno auspicabili intoppi, l'iter proseguirà verso la stipula definitiva e la presentazione dei relativi disegni di legge alle Camere.Rispondiamo all'appello dei Comitati per una mobilitazione a tutti i livelli, parlamentare, sociale, territoriale, per bloccare le intese e i loro esiti; chiediamo ai parlamentari e ai presidenti di regione, a partire dal Presidente della Puglia che si è già espresso in tal senso, di utilizzare ogni mezzo in loro potere per difendere le comunità che amministrano e far valere i principi della Costituzione e il primato dell'interesse generale. Tor 20260718T123811Z  

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