G8 Genova: 25 anni fa la morte di Giuliani, Bolzaneto, l'assalto alla Diaz/PREVISTO di Laura Pirone Milano, 17 lug. (LaPresse) - Genova 2001: il 20 luglio saranno trascorsi 25 anni da quel G8 che per primo metteva assieme i 'grandi della Terra'. Venticinque anni dall'irruzione della polizia nella scuola Diaz, centro stampa e dormitorio per il Genova Social Forum, dalla morte di Carlo Giuliani, 23 anni, ucciso da un colpo di pistola, esploso dal carabiniere Mario Placanica, di poco più giovane di lui, da quelle che sono state definite dalla Cedu le torture avvenute nella caserma Bolzaneto. Il G8 di Genova, 25 anni dopo, resta "la più grave sospensione dei diritti umani e democratici in un Paese occidentale nel secondo dopoguerra", secondo una definizione di Amnesty International per la 'macelleria messicana' della scuola Diaz e per Bolzaneto.La città chiusa, blindata, divisa in zone d'accesso. Le forze dell'ordine in ogni angolo della città. Genova, quel luglio, si presentava così. Presidente del Consiglio è Silvio Berlusconi, al Viminale c'è Claudio Scajola, oggi sindaco di Imperia, che in una intervista a LaPresse dice: "Non scorderò mai l'immagine della morte di Giuliani: quella gestione non riuscita dell'ordine pubblico, in cui un carabiniere alle prime armi ha rovinato la stessa sua vita sparando e uccidendo un altro giovane".In città, arrivarono a migliaia per un contro-vertice: erano gli 'alteromondisti', il movimento dei No global. La scelta di Genova, ricorda oggi Scajola, "la ereditammo dal Governo D'Alema". Una decisione, dunque, già presa e difficile da modificare proprio per la macchina organizzativa della sicurezza, quella stessa sicurezza finita con la condanna dell'Italia da parte della Cedu che sentenziò come fosse stato violato l'articolo 3 della Convenzione dei diritti umani, sul reato di tortura. In Italia, bisognerà attendere il 2017 per una legge contro un simile reato. Gli scontri tra polizia e manifestanti iniziano il 20 luglio, in concomitanza con l'avvio del G8. In città son arrivati i black bloc. Alle 17, in piazza Alimonda, un defender dei carabinieri resta bloccato tra i manifestanti durante una carica nella guerriglia metropolitana. Giuliani afferra un estintore, lo solleva ed è in quel momento che viene colpito da un proiettile esploso da Placanica. Giuliani cade a terra, viene investito dal defender che cerca di allontanarsi dalla piazza. Muore poco dopo. Gli scontri si ripetono il giorno successivo, il 21 luglio, di nuovo la città è messa a ferro e fuoco. Quella notte, i reparti mobili della Polizia fanno irruzione nella scuola Diaz. L'operazione fu giustificata come un'azione 'mirata' contro i black bloc. Gli agenti sfondano i cancelli e colpiscono i manifestanti che dormivano nei sacchi a pelo. La notizia viaggia sulle onde radio: un giornalista di radio Gap sta trasmettendo dalla scuola, racconta in diretta ciò che accade. Ciò che è accaduto quella notte, fu definito un "massacro" nella requisitoria del processo di primo grado a Genova. Per giustificare gli arresti, furono mostrate due molotov che però, secondo l'accusa, furono portate all'interno dalla stessa polizia. I giornalisti davanti alla Diaz videro decine di persone portate fuori in barella, sanguinanti, ferite. Ma il G8 di Genova non aveva ancora svelato quanto accaduto nella Caserma di Bolzaneto, dove in quei giorni venivano portate le persone fermate. Furono denunciati episodi di tortura: i fermati erano costretti a stare ore in piedi, con le mani alzate, senza avere la possibilità di recarsi al bagno, cambiare posizione o ricevere cure mediche, con le forze dell'ordine che infierivano su di loro, anche con insulti e offese di matrice fascista, nazista e razzista e minacce a sfondo sessuale nei confronti delle donne presenti.Nel 2012, la Cassazione ha condannato per falso 15 funzionari di polizia per aver 'coperto' i responsabili delle violenze. Il processo per le torture di Bolzaneto ha visto al banco degli imputati 45 tra poliziotti, carabinieri, medici e agenti penitenziari. I reati si erano già prescritti, ma non i loro effetti civili. Tra i manifestanti, 15 sono stati assolti, 10 sono stati condannati per devastazione e saccheggio. CRO NG01 lpr/ntl 171845 LUG 26
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