NTW Press - Codice della strada, il Cdm approva la riforma: cosa cambia
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NTW Press - Codice della strada, il Cdm approva la riforma: cosa cambia
Codice della strada, il Cdm approva la riforma: cosa cambia
Ridotti alcuni importi, stretta sui mezzi non assicurati e disposizioni per conducenti, motociclisti e amministrazioni locali.
Mercoledì 14 Ottobre 2026 14:08
Il Consiglio dei ministri ha approvato la revisione del Codice della strada, al termine del confronto con oltre cento operatori e associazioni di settore. Il provvedimento, promosso dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, combina una riduzione di alcuni importi con misure più severe per i comportamenti considerati maggiormente pericolosi.
Tra le principali modifiche c’è l’arrotondamento al ribasso di diverse sanzioni. I minimi edittali più comuni di 26 e 42 euro scendono rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre gli importi di 83 e 87 euro vengono ridotti a 80 euro. Cambiano anche i tempi per la notifica dei verbali: quando l’infrazione viene rilevata da remoto e senza contestazione immediata, i Comuni avranno 45 giorni, invece degli attuali 90, per comunicare l’accertamento.
Stretta su assicurazioni e documenti
Il testo prevede un inasprimento delle conseguenze per chi circola senza assicurazione, con il divieto di circolazione a tempo indeterminato. Per i veicoli stranieri che restano in Italia per oltre 30 giorni scatterà l’obbligo di assicurazione secondo le regole italiane. È inoltre prevista la riscossione coattiva delle somme non pagate dagli utenti stranieri.
Non sarà più necessario portare con sé i documenti cartacei di guida e di circolazione: gli organi di polizia potranno verificarli per via telematica. Per le patenti dei veicoli pesanti e degli autobus, appartenenti al gruppo 2, il limite anagrafico per il trasporto professionale viene innalzato da 68 a 70 anni, mantenendo l’obbligo di verifica biennale.
Le novità per due ruote e contrassegni
Per i motociclisti sarà possibile utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in presenza di incidenti o rallentamenti. Per i cicli a propulsione, tra cui le biciclette utilizzate dai rider, vengono introdotti l’obbligo di casco e quello di contrassegno. I monopattini elettrici non potranno invece circolare quando rappresentano un intralcio o un pericolo per i pedoni.
Il provvedimento interviene anche sul contrassegno disabili. Tutti i Comuni dovranno aderire alla piattaforma nazionale, così da permettere il riconoscimento del titolo su tutto il territorio italiano. In caso di mancata adesione, le amministrazioni non potranno utilizzare i dispositivi di accertamento a distanza per le violazioni riguardanti la sosta riservata e le Zone a traffico limitato.
Il Mit ha spiegato che la riduzione delle sanzioni punta a mantenere una funzione deterrente senza carattere vessatorio, accompagnandola a misure più rigide contro le condotte rischiose. Il Codacons ha però criticato l’impostazione della riforma, sostenendo che la modifica degli importi, sia al rialzo sia al ribasso, non sia sufficiente a migliorare la sicurezza stradale. Secondo l’associazione, la priorità dovrebbe essere il rafforzamento dei controlli sul territorio.
Codice della strada, il Cdm approva la riforma: cosa cambia
Ridotti alcuni importi, stretta sui mezzi non assicurati e disposizioni per conducenti, motociclisti e amministrazioni locali.
Mercoledì 14 Ottobre 2026 14:08
Il Consiglio dei ministri ha approvato la revisione del Codice della strada, al termine del confronto con oltre cento operatori e associazioni di settore. Il provvedimento, promosso dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, combina una riduzione di alcuni importi con misure più severe per i comportamenti considerati maggiormente pericolosi.
Tra le principali modifiche c’è l’arrotondamento al ribasso di diverse sanzioni. I minimi edittali più comuni di 26 e 42 euro scendono rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre gli importi di 83 e 87 euro vengono ridotti a 80 euro. Cambiano anche i tempi per la notifica dei verbali: quando l’infrazione viene rilevata da remoto e senza contestazione immediata, i Comuni avranno 45 giorni, invece degli attuali 90, per comunicare l’accertamento.
Stretta su assicurazioni e documenti
Il testo prevede un inasprimento delle conseguenze per chi circola senza assicurazione, con il divieto di circolazione a tempo indeterminato. Per i veicoli stranieri che restano in Italia per oltre 30 giorni scatterà l’obbligo di assicurazione secondo le regole italiane. È inoltre prevista la riscossione coattiva delle somme non pagate dagli utenti stranieri.
Non sarà più necessario portare con sé i documenti cartacei di guida e di circolazione: gli organi di polizia potranno verificarli per via telematica. Per le patenti dei veicoli pesanti e degli autobus, appartenenti al gruppo 2, il limite anagrafico per il trasporto professionale viene innalzato da 68 a 70 anni, mantenendo l’obbligo di verifica biennale.
Le novità per due ruote e contrassegni
Per i motociclisti sarà possibile utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in presenza di incidenti o rallentamenti. Per i cicli a propulsione, tra cui le biciclette utilizzate dai rider, vengono introdotti l’obbligo di casco e quello di contrassegno. I monopattini elettrici non potranno invece circolare quando rappresentano un intralcio o un pericolo per i pedoni.
Il provvedimento interviene anche sul contrassegno disabili. Tutti i Comuni dovranno aderire alla piattaforma nazionale, così da permettere il riconoscimento del titolo su tutto il territorio italiano. In caso di mancata adesione, le amministrazioni non potranno utilizzare i dispositivi di accertamento a distanza per le violazioni riguardanti la sosta riservata e le Zone a traffico limitato.
Il Mit ha spiegato che la riduzione delle sanzioni punta a mantenere una funzione deterrente senza carattere vessatorio, accompagnandola a misure più rigide contro le condotte rischiose. Il Codacons ha però criticato l’impostazione della riforma, sostenendo che la modifica degli importi, sia al rialzo sia al ribasso, non sia sufficiente a migliorare la sicurezza stradale. Secondo l’associazione, la priorità dovrebbe essere il rafforzamento dei controlli sul territorio.

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