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Manovra, taglio rivalutazione pensioni sopra 2.447 euro: fino a 1.730 euro in meno l’anno per assegni più alti

 



Manovra, taglio rivalutazione pensioni sopra 2.447 euro: fino a 1.730 euro in meno l’anno per assegni più alti

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Osservatorio Geopolitico

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Manovra, taglio rivalutazione pensioni sopra 2.447 euro: fino a 1.730 euro in meno l’anno per assegni più alti (FPS) - Milano, 4 nov. - L’articolo 55 del disegno di legge di Bilancio 2027, inviato alle Camere il 30 ottobre, riduce l’adeguamento all’inflazione delle pensioni sopra 2.447 euro lordi al mese. È quattro volte il trattamento minimo dell’INPS, l’Istituto nazionale della previdenza sociale. Nel 2027 la quota riconosciuta scende per fasce: dall’85% al 32% per gli assegni oltre 6.118 euro. E vale sull’intero importo, non solo sulla parte sopra soglia. Chi prende 4.000 euro lordi perde circa 770 euro l’anno. Sopra i 6.118 la perdita supera i 1.730. La relazione tecnica stima un risparmio di 1,48 miliardi lordi l’anno, 885 milioni netti, nel 2027-2029. Il contesto: nel 2027 la spesa per pensioni sale a 366,5 miliardi, il 15,3% del PIL. La rivalutazione è diventata la leva più usata, e meno visibile, per gestire i conti previdenziali: dal 2012, contando il 2027, la regola ordinaria si è applicata solo tre anni su sedici. Il motivo è aritmetico. Ogni aumento parte dall’assegno dell’anno prima, e quindi i risparmi si accumulano nel tempo: la relazione tecnica conta 14,2 miliardi lordi di risparmi in dieci anni, 8,5 netti. E colpisce soprattutto le pensioni d'oro spesso calcolate sull’ultimo stipendio, che la Corte costituzionale non consente di tagliare se non con prelievi eccezionali e temporanei. L'alternativa quindi rimane rallentare la loro crescita nel tempo, riducendo il costo reale per lo Stato. (segue) (FPS) Redazione 2026-11-04 09:26 ECO  

Manovra, taglio rivalutazione pensioni sopra 2.447 euro: fino a 1.730 euro in meno l’anno per assegni più alti (2) (FPS) - Milano, 4 nov. - Il meccanismo regge in tribunale: con la sentenza 167/2025 la Consulta ha promosso l’analoga stretta del 2023-2024, che valeva 2,1 miliardi netti nel primo anno e 4,1 nel secondo. La leva rende soprattutto in alto: circa 200mila pensionati incassano 6.000 euro lordi al mese o più, per un costo di circa 20 miliardi l’anno. Sì, ma: l’articolo 52 della stessa manovra crea un fondo da 850 milioni l’anno per le uscite anticipate, quasi quanto il risparmio netto. Per ora la stretta finanzia altre pensioni, non aiuta chi dovrà pagarle. Entro il 20 novembre un decreto dei ministeri dell’Economia e del Lavoro fissa il tasso di rivalutazione 2027. Un’inflazione sopra il 2,8% ipotizzato dalla relazione tecnica alza il risparmio, mentre fasce e percentuali restano emendabili fino al voto finale di dicembre; - Ora!, il partito di Michele Boldrin, propone una regola permanente dello stesso tipo, più graduale: tutela piena fino alla soglia di povertà, poi un adeguamento decrescente legato al minore tra inflazione, salari e crescita reale del PIL. Con prezzi al 2% e crescita sotto l’1%, dopo dieci anni varrebbe circa 20 miliardi l’anno, 15 netti: quasi il divario tra la spesa italiana per istruzione, 4,1% del PIL, e la media UE, 4,7%; - Il Portogallo è l’avvertimento: la sua regola automatica, in vigore dal 2007, è stata sospesa otto anni su sedici. Eppure la pressione cresce: gli over 65 passano da 38 a 64 ogni 100 persone in età da lavoro tra il 2024 e il 2050, con la spesa per pensioni al 17,1% del PIL nel 2041. (FPS) Redazione 2026-11-04 09:26 ECO 

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