Amianto: Ona,
Cassazione riconosce finanziere ....... vittima
AGI0007 3 CRO 0 RFI / Amianto: Ona, Cassazione riconosce
finanziere ....... vittima = (AGI) - Firenze, 23 apr. - "Un uomo, una
divisa, una vita passata in mare. E una battaglia lunga anni per vedere
riconosciuta una verita': la malattia contratta non e' stata una fatalita', ma
il prezzo del servizio. Oggi quella verita' e' definitiva. Dopo tre gradi di
giudizio, la Corte di Cassazione ha chiuso il caso di ....... ......., che ha
78 anni e vive a Porto Santo Stefano (Grosseto), confermando in via definitiva
il riconoscimento dello status di vittima del dovere per l'ex finanziere di
mare, esposto all'amianto durante il servizio sulle unita' navali di Taranto,
Palermo e Porto Santo Stefano della Guardia di Finanza". Lo rende noto
Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto e difensore
dell'uomo. "Una decisione - si aggiunge in una nota - che non riguarda
solo lui, ma apre una strada concreta per centinaia di militari che per anni
hanno lavorato a bordo di navi e motovedette della GDF senza piena
consapevolezza dei rischi legati alla presenza di amianto. La battaglia
giudiziaria di ....... si e' chiusa con una vittoria piena. Il Tribunale di
Grosseto aveva riconosciuto il diritto allo status di vittima del dovere e ai
benefici previsti dalla legge. La Corte d'Appello di Firenze aveva confermato
quel riconoscimento. Ora la Corte di Cassazione ha respinto definitivamente il
ricorso dei Ministeri dell'Economia e dell'Interno, rendendo irrevocabile la
decisione. I giudici hanno ritenuto pienamente attendibili gli accertamenti
tecnici: la malattia - placche pleuriche e asbestosi - e' stata causata
dall'esposizione alla fibra killer durante il servizio". "Si tratta
di un precedente unico e di valore storico: il primo caso di un finanziere di
mare riconosciuto vittima del dovere per esposizione all'amianto", -
commenta Bonanni, presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto e difensore
dell'uomo, che sottolinea: "Questa decisione rafforza la tutela di tutti
gli appartenenti alle Forze armate e di polizia impiegati in contesti operativi
ad alto rischio e apre una strada concreta per chi ha vissuto le stesse
condizioni". "Per oltre trent'anni il militare ha lavorato come
motorista e direttore di macchina in ambienti chiusi, vani motore, tubazioni,
coibentazioni: luoghi dove l'amianto era presente in modo diffuso e spesso
invisibile. Le sentenze hanno riconosciuto che quel servizio - svolto anche in
attivita' operative di contrasto al contrabbando, al traffico di droga e
all'immigrazione clandestina - lo ha esposto a un rischio concreto e
prolungato, con conseguenze permanenti sulla salute".(AGI)Com/Mav 231102
APR 26
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