La
prima mano robotica che percepisce il movimento (EMBARGO ALLE 20,00)
Realizzata in Italia, imita una mano naturale (ANSA) - ROMA, 24 GIU -
(EMBARGO ALLE 20,00) Messa a punto in Italia la prima mano robotica che
percepisce il movimento e lo riproduce in modo naturale. Il risultato,
pubblicato sulla rivista Science Advances è frutto della ricerca
coordinata dalla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, con il gruppo di
Christian Cipriani, e condotta in collaborazione con Paul Marasco
dell'Università di Cleveland e con l'Azienda Ospedaliero-Universitaria
Pisana. A permettere la percezione del movimento è un'interfaccia che,
nelle protesi della mano. ripristina le sensazioni di movimento
utilizzando le vibrazioni generate da magneti impiantati nei muscoli
residui dell'avambraccio. L'interfaccia è stata Integrata nella mano
robotica Mia Hand sviluppata dallo spin-off della Scuola Sant'Anna
Prensilia ed è stata sperimentata per sei settimane su un uomo di 34
anni. Chiamata Mkki (Myokinetic Kinesthetic Interface), l'interfaccia
consiste in piccoli magneti impiantati nei muscoli dell'avambraccio e in
una serie di bobine esterne che li fanno vibrare da remoto in modo
mirato. In questo modo si stimolano soltanto i muscoli, ed è proprio
questa vibrazione a far nascere sensazioni di movimento naturali. Grazie
a queste vibrazioni, l'uomo è riuscito a percepire la mano che si
apriva e si chiudeva con movimenti coordinati, molto simili a quelli
reali. Il risultato potrebbe essere "la chiave per comprendere meglio
come funziona il controllo motorio umano, e per capire come
ripristinarlo in persone che subiscono un'amputazione.", osserva il
primo autore della ricerca, Federico Masiero, al tempo degli esperimenti
dottorando presso la Scuola Sant'Anna e oggi all'Università Tecnica di
Monaco (Tum). Il prossimo obiettivo è sfruttare simultaneamente i
magneti impiantati sia controllare la protesi sia per restituire
percezioni sensoriali naturali. "L'impianto era stato progettato per
durare sei settimane, un tempo che ritenevamo sufficiente per una prima
verifica dell'utilità e dell'efficacia dell'interfaccia. I risultati -
di Cipriani - sono stati molto promettenti e ci hanno spinto a esplorare
una soluzione impiantabile permanente, finanziata dal Piano Nazionale
Complementare al Pnrr con il progetto Fit 4 Medical Robotics, che ci
consentirà di studiare l'interfaccia su periodi molto più lunghi e con
un numero maggiore di partecipanti". (ANSA).
Nessun commento:
Posta un commento