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Gilda, 'con inizio anno scolastico i problemi di sempre ma aggravati'

 


Gilda, 'con inizio anno scolastico i problemi di sempre ma aggravati'


   (ANSA) - ROMA, 28 AGO - A pochi giorni dall'inizio del nuovo

anno scolastico la scuola italiana sembra non essere priva delle

solite criticità. A parlarne è Vito Carlo Castellana,

coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, che

evidenzia come vecchie problematiche si siano per di più

aggravate.

"I problemi del nuovo anno scolastico - dice Castellana - sono

quelli di sempre, che si aggravano e si incancreniscono.

Quest'anno, intanto, si aggiunge il pericolo delle aule roventi.

A pochi giorni dall'inizio delle lezioni ci sono zone d'Italia

dove le temperature sono sempre ampiamente sopra i 30 gradi e le

nostre scuole non sono adeguatamente climatizzate. Ci giungono

inoltre molte segnalazioni inerenti a problemi di edilizia

scolastica".     Altro male storico della scuola italiana è il precariato:

"In questi giorni sono in corso ancora le nomine dei docenti

prima di ruolo e poi a tempo determinato. La scuola italiana è

precaria - sottolinea Castellana - soprattutto nel sostegno,

anche se il ministro vanta un 70% di continuità, in realtà

parliamo sempre di posti precari, e poi quella continuità ci

sarebbe stata anche senza questo ulteriore passaggio

burocratico, ideato negli ultimi anni, perché chi sta nelle

posizioni utili in graduatoria tende a confermare la scuola

dell'anno precedente. Il sistema di reclutamento continua ad

essere molto confusionario e a rischio continuo di contenziosi.

Più volte siamo stati richiamati dall'Ue, la soluzione non sono

i continui concorsi che si accavallano e le varie fasi di

reclutamento che creano confusione, ma pensare ad una fase

transitoria che preveda un doppio canale di reclutamento. Forse

è il momento di investire di più nella scuola italiana, nei

docenti italiani''.

Un altro problema che affligge la scuola, è quello della

burocrazia, in questi giorni i docenti sono assediati da

scartoffie da compilare, griglie di valutazione, programmi e

carte che nessuno mai leggerà. "A questo - afferma Castellana -

si aggiunge il male storico contrattuale. E' vero che ci sono

stati tre rinnovi contrattuali negli ultimi tempi, ma il mondo

della scuola continua a essere sottopagato rispetto al resto del

pubblico impiego, circa un 30-40% in meno a parità di titolo di

studio, considerando che i docenti italiani lavorano molto di

più in numero di ore rispetto ai colleghi europei". Infine, sul

personale Ata: "Che soffre sia sul fronte dei collaboratori

scolastici, con un enorme taglio del personale che mette a

rischio l'apertura dei plessi più piccoli". (ANSA).

28/08/2026 12:35

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