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Caso vigili Milano, agli atti le chat 'abbiamo rovinato la vita a un 16enne'

 



Caso vigili Milano, agli atti le chat 'abbiamo rovinato la vita a un 16enne'


   (ANSA) - MILANO, 09 OTT - "Lo fermiamo e lo mettiamo subito

in macchina, così nessuno vede". È uno dei messaggi scambiati

nella chat WhatsApp "Siamo stupefacenti" del gruppo dei sei

agenti della Polizia locale di Milano per i quali la Procura ha

chiesto il carcere.    In un altro scambio di messaggi, la commissaria Ilenja

Sabato, riferendosi a un verbale d'arresto a cui non aveva

assistito, scrive: "Modificatelo se c'è bisogno perché non

essendo lì posso aver scritto cazz...". Nelle carte anche il

caso di un sedicenne fermato lo scorso gennaio. Nelle chat con

uno degli agenti indagati, una collega non coinvolta

nell'inchiesta e che in quell'occasione stava svolgendo uno

straordinario con loro, contesta l'intervento, avanzando il

dubbio che la droga non fosse del giovane. "Sono questi gli

arresti che volete fare? Prendere dei 16enni in bici". E ancora:

"Non ha fatto un caz.. (...) gli abbiamo rovinato la vita". In

sostanza, lei si sarebbe opposta al modo di fare di quel gruppo.

In un altro passaggio come risposta riceve: "tu non devi

raccontare le cose del nucleo in giro".    

Dalla richiesta di custodia cautelare emerge anche il tema

delle ambizioni professionali. In un'intercettazione, Vincenzo

Compagnone riferisce che Sabato avrebbe detto di voler ottenere

una posizione organizzativa dopo aver fatto "duecento arresti".

La Procura chiede il carcere per Mattia Rignanese, Denni Dileo,

Vincenzo Compagnone, Ilenja Sabato, Rosario Piscopo (ltutti già

ai domiciliari) e un sesto indagato, ritenendo concreti i rischi

di inquinamento probatorio e reiterazione dei reati. (ANSA).

09/10/2026 20:23

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