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L.elettorale: Gallo, sistema del premio si avvicina a quello della legge truffa

 






L.elettorale: Gallo, sistema del premio si avvicina a quello della legge truffa Riforma non conforme a parametri costituzionali. Rischio Parlamento di nominati (ANSA) - ROMA, 04 MAG - "A mio avviso la disciplina prevista fallisce l'obiettivo di conformarsi ai parametri Costituzionali" indicati dalle sentenze su Porcellum e Italicum. Lo ha detto Domenico Gallo, magistrato e presidente onorario di sezione della Corte di Cassazione, in audizione alla Camera sulla riforma della legge elettorale. Resta, a suo avviso, il tema della "disproporzionalità tra la volontà espressa dagli elettori con il voto e il risultato in seggi assegnati, cuore della sentenza del 2014". "Il cuore di questa riforma - sottolinea Gallo - è fissare un premio di maggioranza di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato con una soglia minima del 40%, con un massimo di 230 seggi alla Camera e 114 al Senato 230 seggi sono una maggioranza del 57,5%, una percentuale destinata a salire per l'apporto dei deputati eletti all'estero e del Trentino Alto Adige quindi sostanzialmente questa maggioranza può arrivare alla soglia del 60%. E così con questo sistema una minoranza di voti pari al 40% viene artificialmente trasformata in una maggioranza che sfiora il 60%. La legge del '53 garantiva un premio a chi che portava la composizione della sua rappresentanza al 65% e fu oggetto di forti contrasti e passata alla storia con lo stigma di 'legge truffa', in realtà questa disciplina si avvicina molto a quello di quella legge perché con questo sistema il 60% degli elettori meno fortunati ottiene il 40% dei seggi e viceversa, a mio avviso siamo al di fuori del principio di ragionevolezza che la Corte Costituzionale pretende" con la sentenza sul Porcellum. Inoltre, "il sistema fallisce di rispettare i parametri" relativi alla liste bloccate. "Un sistema proporzionale con liste bloccate attribuisce alle oligarchie di partito la nomina della totalità dei parlamentari senza che gli elettori possano mettere becco nella scelta dei loro rappresentanti". (ANSA).

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