AGI0610 3 CRO 0 R01 / Salute: epatite B, cellule T nel fegato chiave per cura = (AGI) - Roma, 29 apr. - EMBARGO ORE 20.00 - Una popolazione di cellule T altamente attive e persistenti nel fegato potrebbe essere determinante per ottenere una "cura funzionale" dell'epatite B cronica, ovvero la scomparsa dell'antigene di superficie del virus. E' quanto emerge da uno studio guidato da Jillian Jespersen dell'University of California San Francisco e colleghi, pubblicato su Science Translational Medicine. I risultati forniscono una spiegazione biologica a un fenomeno osservato ma finora poco compreso e aprono a nuove strategie terapeutiche mirate. L'epatite B cronica colpisce oltre 250 milioni di persone nel mondo e puo' portare a danni epatici progressivi e tumore del fegato. Le terapie attuali riescono a sopprimere la replicazione virale, ma non consentono di eliminare stabilmente il virus. Tuttavia, in rari casi clinici si osserva una "cura funzionale", caratterizzata dall'assenza dell'antigene HBsAg. Per chiarire i meccanismi alla base di questo fenomeno, i ricercatori hanno studiato un modello murino e campioni di pazienti. Nei topi adulti e' stata osservata una forte capacita' di eliminare l'antigene virale, associata a una marcata attivita' di cellule CD4+ specifiche contro il virus, mentre nei topi piu' giovani questa risposta risultava assente. La rimozione sperimentale delle cellule CD4+ impediva la clearance virale e aumentava il rischio di danno epatico, indicando un ruolo centrale di queste cellule nella risposta immunitaria. Analizzando campioni longitudinali di pazienti sottoposti a terapia con analoghi nucleos(t)idici, gli autori hanno riscontrato che i soggetti che riuscivano a eliminare l'antigene virale mostravano un aumento di cellule T CD4+ citotossiche attivate e di cellule helper di tipo 1, suggerendo un meccanismo analogo a quello osservato nei modelli animali. "Le cellule T CD4+ nel fegato sembrano essere fondamentali per il controllo duraturo del virus", indicano gli autori, evidenziando come il loro potenziamento possa rappresentare una strategia terapeutica. Secondo il team, interventi mirati su queste vie immunitarie potrebbero essere utilizzati in combinazione con la sospensione programmata delle terapie o come approccio autonomo per trattare l'epatite B cronica. I risultati offrono quindi nuove prospettive per lo sviluppo di trattamenti capaci non solo di contenere, ma potenzialmente di eliminare l'infezione, anche se saranno necessari ulteriori studi per confermare l'efficacia clinica di queste strategie.(AGI)Red/Pgi 291556 APR 26
Nessun commento:
Posta un commento