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Sondaggio WP-ABC-Ipsos pessimo per Trump: disapprovazione su Iran -rpt Sondaggio WP-ABC-Ipsos pessimo per Trump: disapprovazione su Iran -rpt A sei mesi dalle elezioni di midterm ---

 


Sondaggio WP-ABC-Ipsos pessimo per Trump: disapprovazione su Iran -rpt Sondaggio WP-ABC-Ipsos pessimo per Trump: disapprovazione su Iran -rpt A sei mesi dalle elezioni di midterm ---Ripetizione con correzione nel titolo--- Roma, 4 mag. (askanews) - A sei mesi dalle elezioni di midterm di novembre, il Partito repubblicano affronta un clima politico in peggioramento, con gli americani ampiamente insoddisfatti della leadership del presidente Usa Donald Trump sulla guerra in Iran e su altri dossier chiave, mentre l'elettorato democratico appare molto più motivato a votare. E' quanto emerge da un sondaggio Washington Post-Abc News-Ipsos. Il livello di approvazione di Trump sui temi economici, decisivi per il suo ritorno politico nel 2024, è calato dopo l'avvio della guerra con l'Iran alla fine di febbraio. Gli americani disapprovano la sua gestione della situazione con Teheran con un margine del 66 per cento contro il 33 per cento. Il giudizio sull'economia è sceso di sette punti, al 34 per cento, mentre i prezzi della benzina sono aumentati. L'approvazione sull'inflazione è calata di cinque punti, al 27 per cento. Il dato peggiore riguarda il costo generale della vita: solo il 23 per cento approva la gestione di Trump, contro il 76 per cento che la disapprova. L'approvazione complessiva del presidente è ora al 37 per cento, sostanzialmente in linea con il 39 per cento registrato a febbraio. Ma la disapprovazione è salita al 62 per cento, il livello più alto dei suoi due mandati. Tra i repubblicani, il sostegno a Trump resta stabile all'85 per cento, ma tra gli indipendenti orientati verso il Partito repubblicano è sceso al 56 per cento, un nuovo minimo. Tra gli indipendenti nel complesso, l'approvazione è al 25 per cento. Il risultato migliore per Trump riguarda la gestione dell'immigrazione al confine tra Stati uniti e Messico, con il 45 per cento di approvazione e il 54 per cento di disapprovazione. Sull'immigrazione in generale, il 40 per cento approva e il 59 per cento disapprova. I dati mettono in difficoltà la sottile maggioranza repubblicana alla Camera e cominciano a minacciare anche il controllo del Senato. Tra gli elettori registrati, i democratici hanno un vantaggio di cinque punti nella preferenza per il voto alla Camera, in aumento rispetto ai due punti registrati a febbraio e a ottobre. Il vantaggio democratico sale a nove punti tra gli elettori che si dicono assolutamente certi di andare a votare. I democratici sono inoltre molto più propensi dei repubblicani a considerare il voto di novembre più importante delle precedenti elezioni di midterm: 73 per cento contro 52 per cento. (Segue) Mos 20260504T081007Z  

Sondaggio WP-ABC-Ipsos pessimo per Trump: disapprovazione su Iran -rpt -2- Sondaggio WP-ABC-Ipsos pessimo per Trump: disapprovazione su Iran -rpt -2- Roma, 4 mag. (askanews) - Il divario di entusiasmo riflette anche una divisione nella base trumpiana. Tra i repubblicani che si identificano come Maga, il 77 per cento si dice assolutamente certo di votare, contro il 59 per cento del gruppo più ristretto dei repubblicani non Maga. Tra i democratici, il 79 per cento afferma di essere assolutamente certo di recarsi alle urne. I democratici hanno registrato progressi anche nella percezione pubblica del partito più affidabile su alcuni grandi temi. Il guadagno più significativo riguarda l'economia: il 34 per cento degli intervistati dice di fidarsi dei repubblicani, il 33 per cento dei democratici, mentre gli altri rispondono che non si fidano di nessuno dei due partiti o di entrambi allo stesso modo. Prima delle midterm del 2022, i repubblicani avevano un vantaggio a doppia cifra sull'economia. Anche sull'inflazione il sondaggio indica un sostanziale equilibrio, mentre nel 2022, con il presidente Joe Biden alla Casa bianca e i prezzi in aumento, i repubblicani avevano un vantaggio a doppia cifra. Sull'immigrazione, il vantaggio repubblicano si è ridotto a cinque punti. I repubblicani mantengono invece un ampio vantaggio sulla gestione della criminalità, mentre i democratici sono considerati più affidabili su sanità, istruzione e costo della vita. Una quota consistente di americani dice però di non fidarsi di nessuno dei due partiti sui grandi temi: il 23 per cento sull'immigrazione, il 27 per cento sull'economia, il 28 per cento sulla criminalità e il 33 per cento sull'inflazione. Una leggera maggioranza, il 51 per cento, non si fida di nessun partito sulla gestione dell'intelligenza artificiale. Un segnale di allarme per i democratici riguarda la percezione che il partito sia troppo liberal: lo pensa il 53 per cento degli americani, un dato simile a quello registrato lo scorso autunno ma superiore al 46 per cento del 2013. Quasi la metà degli americani ritiene invece che il Partito repubblicano sia troppo conservatore. Trump è considerato troppo conservatore dal 46 per cento degli intervistati. Per i repubblicani pesano anche alcune iniziative presidenziali poco popolari. Gli americani si oppongono con un margine di quasi due a uno, 65 per cento contro 33 per cento, al tentativo di porre fine alla cittadinanza per nascita. Il 78 per cento si oppone ai tagli ai finanziamenti federali per la ricerca medica. Il 65 per cento è contrario alla proposta dell'amministrazione di aumentare il bilancio della difesa da 1.000 a 1.500 miliardi di dollari. Il 59 per cento si oppone allo stop allo status legale temporaneo per migranti provenienti da paesi colpiti da conflitti. Trump conserva tuttavia una forte presa sulla base repubblicana: il 65 per cento degli elettori del partito ritiene che i repubblicani debbano seguire la sua guida, contro il 34 per cento che vorrebbe una direzione diversa. Cresce intanto la quota di americani che mette in dubbio la sua lucidità mentale per l'incarico. Il 59 per cento afferma che Trump non ha l'acutezza mentale necessaria e il 55 per cento ritiene che non sia in condizioni fisiche abbastanza buone per servire efficacemente. Sulle altre qualità personali, il 71 per cento dice che Trump non è onesto e affidabile, quasi il 67 per cento ritiene che non valuti con attenzione le decisioni importanti e il 54 per cento afferma che non è un leader forte. Anche i principali esponenti dell'amministrazione ricevono giudizi negativi. Il segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. e il direttore dell'Fbi Kash Patel hanno un saldo negativo di 19 punti, il segretario alla Difesa Pete Hegseth di 17 punti, il vicepresidente JD Vance di 13 punti e il segretario di Stato Marco Rubio di sette punti. Il presidente della Federal reserve Jerome Powell ottiene invece il risultato migliore, con un saldo positivo di sette punti. Mos 20260504T081014Z  

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