==Melillo al governo, 'legge su intercettazioni frena indagini sulla mafia'
La lettera del procuratore nazionale, 'arretramento anche sul terrorismo'
(ANSA) - ROMA, 04 MAG - L'effetto della riforma delle
intercettazioni "si è rivelato oltremodo grave e allarmante, in
ragione dell'obiettivo arretramento della linea di efficacia
delle investigazioni in materia di criminalità organizzata e
terrorismo". A scriverlo in una lettera indirizzata ai ministri
della Giustizia e dell'Interno, Carlo Nordio e Matteo
Piantedosi, oltre che alla presidente della commissione
parlamentare Antimafia Chiara Colosimo, è il procuratore
nazionale antimafia e antiterrorismo, Giovanni Melillo, come si
legge sul Corriere della Sera.
Con la legge restano immuni dall'utilizzo di intercettazioni
raccolte in procedimenti diversi tutti o quasi tutti i reati dei
"colletti bianchi" che collaborano con le organizzazioni
criminali, provocando, si legge, "un sostanziale arretramento
dell'efficacia dell'azione di contrasto a quei fenomeni".
Melillo avverte che il passo indietro riguarda anche le
inchieste sul terrorismo: la nuova norma "impedisce il ricorso
alle intercettazioni disposte in procedimenti collegati per
l'accertamento di condotte quali la partecipazione ad
un'associazione sovversiva e di assistenza agli associati,
ovvero l'istigazione e apologia di reato con finalità di
terrorismo che reggono le dinamiche di reclutamento, anche di
minori, in quelle pericolose organizzazioni criminali".
L'allarme di Melillo è anche per un altro effetto della
riforma. Per evitare le inevitabili "dispersioni probatorie",
spiega, le diverse Procure distrettuali impegnate nelle
inchieste antimafia e antiterrorismo "si ritrovano sovente
costrette a disporre l'esecuzione delle medesime intercettazioni
in ciascuno dei procedimenti" attivando di fatto una
registrazione per ogni fascicolo, "con conseguente lievitazione
dei costi e dispersione di preziose risorse per lo svolgimento
delle attività delegate alla polizia giudiziaria". (ANSA).
04/05/2026 09:07
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