>ANSA-BOX/ Una bagnante sconfina tra i maschi, lite al lido 'separatista'
Parapiglia al 'Pedocin'di Trieste, un muro divide le spiagge di uomini e donne
(di Francesco De Filippo)
(ANSA) - TRIESTE, 21 GIU - Bella città Trieste. Generosa,
accogliente, curiosa, ma guai a toccarle le tradizioni (e
qualche stranezza), perpetuate gelosamente; caratteristiche che
contribuiscono a rafforzarne il fascino e la attrattività.
Dunque, tacciare la città e i suoi cittadini di essere
"medievali" suona ingeneroso, significa non aver ben compreso né
lo spirito del luogo né quello della città. E invece proprio "medievale" è stata il duro epiteto rivolto
alla città da una coppia di turisti italiani capitati
evidentemente per caso, "Alla Lanterna", lo stabilimento
balneare, in centro città. Il "Pedocìn", come tutti i triestini
chiamano familiarmente quello stabilimento (comunale, biglietto
di ingresso 1,20 euro) ha una peculiarità: è l'unico luogo
balneare in Europa dove i maschi sono divisi dalle donne, un
alto muro separa i due settori e per chi proprio non può farne a
meno, in acqua, lì dove finisce il muro, si può incontrare con
qualcuno dell'altro sesso. "Alla Lanterna", a dispetto del fatto
che il luogo non sia particolarmente attraente dal punto di
vista paesaggistico, viste anche le grandi navi che transitano
poco distante, per i triestini è un luogo intoccabile. La coppia di turisti non sapeva forse che a pochi metri c'è
un altro lido, "Ausonia", dove non ci sono limitazioni, così
come dall'altro lato della città, a Barcola, dove vige un'altra
tradizione: migliaia di triestini si riversano sul marciapiede
lungomare, è la loro spiaggia. E più in là, lungo la Costa dei
Barbari, c'è il primo campo nudista d'Italia (non ufficialmente
autorizzato), a testimoniare che considerare Trieste retriva e
bigotta è un errore clamoroso. Comunque, le regole del Pedocìn
non sono piaciute alla coppia uomo-donna di turisti. I due si
erano sistemati nel settore maschile, dunque una bagnante
triestina, come spesso accade, ha fatto loro notare che dovevano
separarsi. Un richiamo male accolto, con la coppia che ha
ribattuto sul fatto che il rimprovero era espresso da una donna
che si trovava nel comparto maschi. A nulla è servito spiegare
le deroghe che consentono alle donne madri di maschi disabili -
come è il caso della signora in questione - di badare ai figli
nel settore maschile. "Vivete nel Medioevo. La vostra città non è italiana, ma una
città di buzzurri sessisti che ancora divide la spiaggia tra
uomini e donne, questa è una discriminazione di genere...
vergognatevi", hanno accusato i turisti. Il diverbio era
cominciato con una discussione ma è sfociato in una violenta
lite e in un parapiglia ai limiti dell'aggressione, anche con
qualche spintone, fino a quando sono intervenuti gli addetti
dello stabilimento. Dopo la lite la coppia di turisti è andata
via. Subito dopo, sui social è esplosa la polemica a difesa della
triestinità. Soprattutto quando qualcuno ha comparato la
separazione di Trieste con quella delle spiagge dei Paesi
musulmani: qui è tradizione, lì è oppressione, si legge in un
post. (ANSA).
21/06/2026 17:17
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