
🔥 BRUXELLES HA I MECCANISMI. MOSCA HA MANDATO L’AEREO.
Aleksandar Vučić è un equilibrista professionista: un piede nell’Unione Europea e l’altro nella storica amicizia con Mosca. Aspira a entrare nell’UE, ma non ha aderito alle sanzioni contro la Russia.
Finché si parla di diplomazia, puoi anche provare a tenere un piede in due scarpe. Quando bruciano migliaia di ettari, invece, servono aerei.
E qui comincia la meravigliosa commedia europea.
La Serbia, che poche settimane fa aveva perfino mandato uomini e un elicottero ad aiutare la Spagna attraverso il Meccanismo europeo di protezione civile, si ritrova con gli incendi in casa. Secondo il ministero dell’Interno serbo, nell’UE non erano disponibili velivoli antincendio della capacità necessaria.
Traduzione dal burocratese:
quando serviva un grosso aereo, non c’era.
E allora Belgrado ha guardato verso est.
Dalla Russia è arrivato a Niš un Il-76P del Ministero delle Emergenze russo, poi impiegato contro l’incendio della Deliblatska Peščara.
Bruxelles, naturalmente, precisa che la Serbia non aveva formalmente attivato il Meccanismo europeo di protezione civile e assicura che l’Europa sarebbe stata pronta ad aiutare.
Perfetto.
L’Europa aveva il meccanismo.
La Russia aveva l’aereo.
È questa la fotografia che fa male.
Perché l’Unione Europea per la stagione 2026 ha predisposto 22 aerei antincendio e 5 elicotteri, oltre a centinaia di vigili del fuoco. Non è vero quindi che “non abbia mezzi”. Il punto è persino peggiore: quando gli incendi esplodono contemporaneamente in più Paesi, quei mezzi vengono rapidamente assorbiti e la capacità disponibile diventa insufficiente.
E mentre continuiamo a sentir parlare di “autonomia strategica europea”, basta una stagione di incendi particolarmente dura per scoprire quanto sia sottile la coperta.
Autonomia strategica per fare la guerra a parole.
Autonomia energetica nei comunicati stampa.
Autonomia antincendio finché non brucia tutto contemporaneamente.
Poi arriva un Il-76 russo.
E c’è persino il dettaglio surreale: per raggiungere la Serbia l’aereo russo ha attraversato lo spazio aereo della Bulgaria, Paese UE e NATO, grazie all’eccezione umanitaria alle sanzioni.
Quindi ricapitoliamo.
La Russia è abbastanza nemica da non poter sorvolare normalmente l’Unione Europea, ma quando serve il suo gigantesco aereo antincendio gli si apre il corridoio.
Non è propaganda russa.
È semplicemente una di quelle immagini che Bruxelles preferirebbe non diventassero metafore.
Un continente che vuole insegnare al mondo la “resilienza” dovrebbe forse cominciare con una domanda molto più terra terra: quando arrivano le fiamme, abbiamo abbastanza aerei per spegnerle?
Perché le strategie si scrivono con PowerPoint.
Gli incendi, purtroppo, non li leggono.
✍️ Don Chisciotte
📌 Fonti: Reuters, 20 agosto 2026; Commissione europea – Meccanismo di protezione civile/rescEU 2026.
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