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La memoria non si relativizza: contro il revisionismo di classe e la legittimazione del fascismo.Le recenti dichiarazioni di Giorgia Meloni alla stampa estera sul ventennio fascista rappresentano l'ennesimo tentativo di sdoganare una narrazione relativista e pacificatrice, utile solo agli interessi della classe dominante.

 



Max Ghibli

11:58 (52 minuti fa)
a me
La memoria non si relativizza: contro il revisionismo di classe e la legittimazione del fascismo.Le recenti dichiarazioni di Giorgia Meloni alla stampa estera sul ventennio fascista rappresentano l'ennesimo tentativo di sdoganare una narrazione relativista e pacificatrice, utile solo agli interessi della classe dominante. Affermare che la percezione del fascismo dipenda dall'angolazione temporale o dall'essere "immersi negli eventi" è una falsificazione storica e politica che respingiamo con forza.Il fascismo non è stato una "fase complessa" da analizzare con distacco accademico. È stato, fin dalle sue origini, lo strumento armato del grande capitale e dei proprietari terrieri per schiacciare le conquiste della classe operaia e del movimento contadino. È stato l'assassinio sistematico degli oppositori politici, il confino, la soppressione di ogni libertà sindacale, la complicità con l'imperialismo più feroce e la macelleria sociale culminata nella tragedia della seconda guerra mondiale.Non esiste alcuna "complessità" che possa giustificare il sangue di Giacomo Matteotti, le torture nei confronti dei militanti comunisti o l'invio di migliaia di figli del proletariato a morire sul fronte russo per servire gli interessi dell'asse nazifascista. Così come non si può scindere quella radice totalitaria dalla lunga scia di sangue delle stragi di Stato – da Piazza Fontana alla stazione di Bologna – in cui il neofascismo è stato la manovalanza criminale della reazione borghese contro il pericolo di un avanzamento delle masse popolari.Per i comunisti, la memoria non è un esercizio di stile o una questione di punti di vista. La memoria è uno strumento di lotta. Il giudizio storico sul fascismo è già stato scritto dalla Resistenza e dalle brigate partigiane. Liquidare questa verità significa tentare di cancellare la natura strutturalmente violenta del capitalismo quando ha bisogno della reazione per difendere i propri profitti. Oggi più che mai, contrastare il revisionismo storico della destra significa difendere l'attualità dell'antifascismo militante e la prospettiva dell'emancipazione dei lavoratori.

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