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FOCUS Il caldo estivo cambia ritmo: le ore estreme crescono più dei giorni caldi -EMBARGO ALLE 17.00-

 



FOCUS Il caldo estivo cambia ritmo: le ore estreme crescono più dei giorni caldi -EMBARGO ALLE 17.00-

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Max Ghibli

11:40 (1 ora fa)
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FOCUS Il caldo estivo cambia ritmo: le ore estreme crescono più dei giorni caldi -EMBARGO ALLE 17.00- Torino, 10 ago (GEA) - —si prega di notare che il presente Focus è in embargo alle 17.00— I picchi di calore più pericolosi non durano necessariamente un'intera giornata, ma si nascondono nelle pieghe delle singole ore. Entro la fine del secolo, sotto uno scenario ad alte emissioni, le giornate torride potrebbero guadagnare oltre quattro ore supplementari di calore estremo rispetto ai livelli attuali. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Nature Climate Change e guidato da Xiaoping Liu, che ha analizzato l'evoluzione delle temperature su scala oraria anziché giornaliera. L'analisi dimostra che misurare il clima con la media delle ventiquattr'ore rischia di rendere invisibili momenti critici per la salute umana e per gli ecosistemi, mascherando picchi improvvisi che sfuggono ai sistemi di allerta tradizionali. Fino ad oggi, le metriche climatiche hanno quasi sempre valutato le ondate di calore basandosi sulle temperature medie, massime o minime giornaliere. Questo approccio tende tuttavia a sfumare la durata effettiva dello stress termico a cui sono sottoposti i corpi e le città. Monitorando i dati globali orari dal 1981 al 2023, incrociati con le proiezioni climatiche fino al 2100, i ricercatori hanno scoperto che le terre emerse vivono in media circa 269 ore di caldo estremo ogni estate. Più dell'ottanta per cento della superficie terrestre ha registrato un aumento costante dell'esposizione, con un incremento medio di sessantadue ore estreme in più per ogni decennio. Il dato più sorprendente riguarda l'invisibilità di molti di questi eventi. Circa il ventotto per cento delle ore con temperature oltre la soglia del novantesimo percentile si verifica in giornate che le rilevazioni tradizionali classificano come normali o non estreme. Si tratta di fiammate termiche concentrate in un intervallo ristretto, capaci di mettere a dura prova il sistema cardiovascolare di una persona o di mandare in crisi la rete elettrica per l'improvviso picco nei consumi di condizionamento, senza lasciare traccia nelle medie giornaliere. Proiettando questo fenomeno verso il futuro, le stime indicano che tra il 2070 e il 2099 non solo le giornate già roventi accumuleranno più di quattro ore extra di caldo intenso, ma persino i giorni considerati freschi o nella norma guadagneranno fino a tre ore di calore estremo latente. Un'evoluzione che colpirà in modo sproporzionato i paesi a basso e medio reddito, dove risiede oltre i tre quarti della popolazione esposta e dove l'impatto cumulativo tra generazioni sarà più pesante. Capire l'architettura oraria del caldo permette di ripensare la pianificazione sanitaria ed ecologica. Identificare fenomeni veloci come i picchi termici improvvisi consentirà di calibrare meglio gli allarmi della protezione civile, le turnazioni lavorative all'aperto e la gestione energetica. Ripristinare un'osservazione scandita sulle lancette dell'orologio significa smettere di guardare il clima come un dato astratto e iniziare a misurarlo sul tempo reale della vita quotidiana. RED AMB 10 AGO 2026 

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