LIBIA NEL CAOS, MA L’ITALIA RESTA MUTA E FERMA: A RISCHIO ANCHE L’ENERGIA
In
Libia torna l’instabilità: in un solo giorno il capo dei servizi di
Haftar in Cirenaica è stato fatto fuori, mentre attacchi con droni hanno
colpito Zawiya, in Tripolitania, provocando incendi in raffinerie,
depositi di carburante e altri impianti.
Una situazione che
riguarda direttamente l’Italia, ma sulla quale la politica sembra non
venirne toccata. È allucinante che nessuno ne parli. E non mi riferisco
solo al governo, ma anche all'opposizione. Tutti muti!
La Libia è
infatti il principale fornitore di petrolio greggio dell’Italia, copre
quasi il 20% delle importazioni. Eni è inoltre il maggiore operatore
internazionale nel Paese e sta investendo miliardi per aumentare i
flussi di gas verso l’Italia attraverso il Greenstream, il gasdotto
sottomarino che collega la Libia a Gela, in Sicilia.
Gli sviluppi
fanno parte del quadro delle divisioni tra Tripoli e Bengasi e dei
tentativi degli Stati Uniti che ovviamente si mettono sempre in mezzo.
Ma qui, come dicevo sopra, è come se non stesse accadendo nulla. Incredibile!
T.me/GiuseppeSalamone
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