Tumori: alcuni grassi omega frenano cellule killer contro cancro =
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AGI0211
3 SST 0 R01 / Tumori: alcuni grassi omega frenano cellule killer contro
cancro = (AGI) - Roma, 11 ago. - (EMBARGO ORE 20.00) - Alcuni acidi
grassi polinsaturi omega-3 e omega-6 possono ridurre la capacita' delle
cellule natural killer del sistema immunitario di eliminare le cellule
tumorali, agendo attraverso il recettore LRP5. E' quanto emerge da
esperimenti preclinici condotti da Yi Luan, Chuan Yang, Zhuo Chen,
Hongyue Zhou, Ao Li, Wenwen Tang, Peng Liu e Dianqing Wu, della Yale
School of Medicine, pubblicati sulla rivista Science Signaling.
Eliminando LRP5, che consente il trasporto degli acidi grassi
polinsaturi all'interno delle cellule natural killer, i ricercatori
hanno ridotto l'ingresso di questi grassi e aumentato la capacita' delle
cellule immunitarie di eliminare cellule di tumore del colon. Nei topi,
la perdita del recettore ha inoltre rallentato la crescita dei tumori e
un effetto analogo e' stato osservato alimentando animali normali con
una dieta priva di acidi grassi polinsaturi. I risultati riguardano
modelli preclinici e non dimostrano che il consumo di omega-3 o omega-6
favorisca i tumori nelle persone. Gli acidi grassi polinsaturi, o PUFA,
comprendono gli omega-3 e gli omega-6, presenti soprattutto nel pesce,
nella frutta a guscio e negli oli vegetali. Queste molecole svolgono
numerose funzioni essenziali nell'organismo, contribuendo tra l'altro a
mantenere la fluidita' delle membrane cellulari e ai processi di
segnalazione all'interno delle cellule. In particolare gli omega-3 sono
diventati molto popolari per i loro possibili benefici per la salute e
per le proprieta' antinfiammatorie. Il loro ruolo nella biologia dei
tumori e nel funzionamento delle difese immunitarie antitumorali e'
pero', secondo gli autori, piu' complesso di quanto possa apparire.
Alcune ricerche hanno infatti indicato che gli acidi grassi polinsaturi
possono influenzare sia la biologia delle cellule tumorali sia quella
delle cellule immunitarie che combattono il cancro. Luan e colleghi
hanno quindi cercato di comprendere in particolare cosa accada alle
cellule natural killer. Queste cellule svolgono un ruolo centrale nella
sorveglianza immunitaria dell'organismo e sono in grado di riconoscere
ed eliminare cellule anomale, comprese quelle tumorali. I ricercatori
hanno concentrato l'attenzione sul recettore LRP5, che funziona come via
di ingresso dei PUFA nelle cellule natural killer. Il gruppo ha
inattivato il gene responsabile del recettore LRP5, osservando che la
sua perdita determinava una riduzione dell'assorbimento degli acidi
grassi polinsaturi da parte delle cellule natural killer. Questa
modifica ha avuto una conseguenza inattesa: le cellule immunitarie sono
diventate piu' efficienti nell'eliminare le cellule di tumore del colon.
Gli esperimenti sono stati quindi estesi agli animali. Nei topi,
l'assenza di LRP5 ha rallentato la crescita dei tumori, suggerendo che
il meccanismo individuato nelle cellule possa avere conseguenze anche
sull'evoluzione della malattia nell'organismo. Un ulteriore esperimento
ha affrontato la questione da una prospettiva differente. I ricercatori
hanno alimentato topi non geneticamente modificati con una dieta priva
di PUFA e anche in questo caso hanno osservato una soppressione della
crescita tumorale. Le analisi successive hanno permesso di individuare
un possibile meccanismo attraverso il quale questi grassi interferiscono
con l'attivita' delle cellule natural killer. I PUFA sembrano limitarne
le capacita' attraverso la soppressione della via di segnalazione
mTORC1 e del metabolismo della glicolisi. I risultati suggeriscono
quindi che LRP5 svolga un ruolo di collegamento tra la disponibilita'
degli acidi grassi polinsaturi e il metabolismo delle cellule natural
killer, influenzandone di conseguenza la capacita' di svolgere la
propria funzione antitumorale. Nel titolo dello studio, gli autori
definiscono infatti il trasporto dei PUFA dipendente da LRP5 come un
"checkpoint immunitario" delle cellule natural killer. Il risultato non
significa pero' che gli effetti osservati possano essere trasferiti
direttamente alla dieta umana. Gli esperimenti descritti sono stati
condotti su cellule e modelli murini e saranno necessari ulteriori studi
per comprendere quale rilevanza il meccanismo possa avere nelle
persone. Gli stessi ricercatori sottolineano la necessita' di
approfondire i meccanismi che regolano l'espressione di LRP5 in contesti
differenti. Comprendere perche' e quando questo recettore viene
espresso potrebbe infatti consentire di individuare nuovi possibili
bersagli terapeutici capaci di intervenire sull'attivita' antitumorale
delle cellule natural killer. Gli autori richiamano inoltre l'attenzione
sulla diffusione degli acidi grassi polinsaturi come integratori
alimentari. "Data l'ampia promozione dei PUFA come integratori
alimentari benefici, e' necessaria una maggiore consapevolezza pubblica
dei loro potenziali effetti indesiderati", osservano Luan e colleghi. Lo
studio mette cosi' in evidenza una funzione finora meno chiara di
molecole note soprattutto per altri effetti biologici. Attraverso LRP5,
alcuni acidi grassi omega possono entrare nelle cellule natural killer e
modificarne il metabolismo, riducendo almeno nei modelli sperimentali
la loro capacita' di combattere le cellule tumorali. Sara' ora
necessario stabilire se e in quali condizioni questo meccanismo abbia un
ruolo nella biologia dei tumori umani e se LRP5 possa diventare un
bersaglio utile per rafforzare la risposta immunitaria contro il cancro.
(AGI)Sci/Mld 111304 AGO 26

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