AGI0295 3 CRO 0 R01 / Animali: tartarughe solcano oceani malgrado 'bussole' imperfette = (AGI) - Roma, 24 giu. - (NOTIZIA CON EMBARGO ALLE ORE 20:00 DI MERCOLEDI' 24/6/2026) Le tartarughe marine che percorrono migliaia di chilometri in mare aperto si orientano grazie al campo magnetico terrestre, ma il loro sistema di navigazione e' sorprendentemente approssimativo. E' quanto emerge da uno studio internazionale pubblicato su Science Advances, che per la prima volta ha monitorato in tempo reale la direzione di marcia delle tartarughe verdi durante lunghe traversate oceaniche, mostrando come questi animali procedano mantenendo una rotta costante per giorni prima di effettuare lente correzioni di orientamento. La ricerca, coordinata da Graeme Hays della Deakin University e realizzata con la partecipazione di studiosi dell'Universita' di Pisa, della University of California Santa Cruz, della Swansea University e del National Institute of Polar Research, ha sviluppato un nuovo dispositivo satellitare capace di trasmettere a distanza l'esatto orientamento della testa dell'animale. I sensori sono stati applicati a tartarughe verdi (Chelonia mydas) impegnate in migrazioni superiori ai mille chilometri tra aree di alimentazione e siti riproduttivi. Le osservazioni, raccolte per un periodo medio di 27,5 giorni, indicano che gli animali tendono a mantenere un'unica direzione di navigazione per lunghi intervalli di tempo. Quando si rende necessario correggere la rotta, le tartarughe non effettuano piccoli aggiustamenti continui, ma modificano lentamente il proprio orientamento, impiegando talvolta diverse ore o persino un'intera giornata per stabilire una nuova direzione stabile di viaggio. Secondo gli autori, questo comportamento suggerisce che le tartarughe possiedano una sorta di mappa geomagnetica relativamente rudimentale. Pur essendo in grado di percepire le variazioni del campo magnetico terrestre e utilizzarle come riferimento, sembrano non disporre di un sistema di posizionamento altamente accurato. I ricercatori definiscono quindi questa strategia di navigazione come "non perfetta, ma adeguata", sufficientemente efficace da consentire comunque agli animali di raggiungere le proprie destinazioni. In ambiente oceanico, dove mancano punti di riferimento visivi stabili, affidarsi al geomagnetismo rappresenta infatti una soluzione vantaggiosa. Lo studio contribuisce a chiarire uno dei principali interrogativi della biologia marina, mostrando come la navigazione a lunga distanza possa essere ottenuta anche attraverso meccanismi relativamente semplici, basati su aggiustamenti progressivi e sulla capacita' di correggere gli errori accumulati lungo il percorso. I risultati offrono nuove informazioni sull'ecologia migratoria delle tartarughe marine e potrebbero contribuire a migliorare le strategie di conservazione di specie minacciate, sempre piu' esposte ai cambiamenti climatici, alle alterazioni delle correnti marine e alle pressioni antropiche lungo le principali rotte migratorie. (AGI)Sci/Sar 241240 GIU 26
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