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 uchi neri, ascoltato il primo segnale dall'orizzonte degli eventi (EMBARGO ALLE 17:00) Nuovo metodo per osservare dettagli finora impossibili (ANSA) - ROMA, 24 GIU - (EMBARGO ALLE 17:00) Dalle onde gravitazionali è arrivato per la prima volta un segnale dall'orizzonte degli eventi, ossia dalla zona di confine confine dei buchi neri considerata un punto di non ritorno perchè, una volta intrappolate, luce e materia non possono più uscire. A descrivere il segnale, sulla rivista Nature, è la ricerca coordinata da Ling Sun e Neil Lu, del Consiglio delle ricerche australiano (Csiro), grazie a un nuovo metodo di analisi dei dati delle onde gravitazionali che permette di osservare caratteristiche dei buchi neri finora impossibili da vedere. Lo studio si riferisce all'evento classificato con la sigla GW250114, catturato il 14 gennaio 2025 dell'Osservatorio per le onde gravitazionali Ligo, ed è relativo alla fusione tra due buchi neri. Ad oggi è considerata la migliore e più dettagliata osservazione mai fatta di questo tipo. Usando nuove tecniche di analisi dei dati i ricercatori sono ora riusciti a scovare nuovi dettagli nascosti relativi a quegli ultimi istanti in cui questi due corpi celesti dotati di una massa estremamente alta e concentrata in uno spazio ridotto si sono avvicinati sempre più tra loro, in una sorta di danza vorticosa, fino a scontrarsi e fondersi tra loro . I dati mostrano una serie di preziosi dettagli di questi ultimi attimi nei quali parte delle radiazioni elettromagnetiche è riuscita a sfuggire all'incredibile attrazione gravitazionale. Dati altrimenti impossibili da ottenere perché i buchi neri per definizione hanno una forza tale da non far sfuggire via nulla, neppure la luce. Eppure, nelle complesse dinamiche che avvengono durante la fusione tra due oggetti di questo tipo si producono perturbazioni che sono state in parte visibili anche all'esterno: "abbiamo misurato l'ultimo suono emesso dai buchi neri al momento della collisione", ha detto Lu. "All'interno di questo segnale - ha aggiunto - è nascosta una piccola componente, chiamata onde dirette, che in precedenza non era stata ben compresa", dati che permettono ad esempio di misurare la forza di gravità di questi oggetti attorno al loro 'confine', il cosiddetto orizzonte degli eventi, e la loro velocità di rotazione. Informazioni che finora sono state praticamente impossibili da ottenere. (ANSA). 

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