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martedì 9 luglio 2013

SALUTE: LA RICERCA, 1,8 MLN LAVORATORI ITALIANI A RISCHIO TECNOSTRESS = OPERATORI CALL CENTER, COMMERCIALISTI E GIORNALISTI FRA 9 CATEGORIE PIU' ESPOSTE


SALUTE: LA RICERCA, 1,8 MLN LAVORATORI ITALIANI A RISCHIO TECNOSTRESS =
OPERATORI CALL CENTER, COMMERCIALISTI E GIORNALISTI FRA 9
CATEGORIE PIU' ESPOSTE

Roma, 9 lug. (Adnkronos Salute) - 'Malati' di smartphone,
tablet, cellulari e pc: sfiorano quota 2 milioni i lavoratori a
rischio tecnostress in Italia. Fra le categorie piu' esposte, non a
caso, troviamo operatori che passano la giornata davanti al piccolo
schermo: networker (in genere consulenti, che usano almeno tre
dispositivi mobili connessi per lavoro), lavoratori Ict, operatori di
call center, ma anche commercialisti, giornalisti, pubblicitari e
analisti finanziari. E' quanto emerge dall'ultimo studio condotto da
Enzo Di Frenna, presidente di Netdipendenza Onlus, e anticipato
dall'Adnkronos Salute. L'esperto fa il punto sul fenomeno nel nuovo
libro 'Prevenzione tecnostress in azienda e sicurezza sul lavoro', in
uscita in questi giorni.

Nel complesso si tratta di 1.849.732 lavoratori che si dividono
fra computer, internet, smartphone e tecnologie mobili touchscreen.
"In Italia ci sono 22 milioni di 'mobile surfer' e 7,3 milioni di
'mobile worker', secondo i dati del Politecnico di Milano e Assinform.
Insomma, nonostante la crisi i lavoratori digitali sono forte in
aumento. Tra febbraio e maggio scorso Netdipendenza Onlus ha
realizzato due ricerche da cui emerge che il tecnostress e' un rischio
professionale per quasi due milioni di lavoratori, che possono
contrarre questa nuova malattia legata al progresso", spiega Di
Frenna.

Non solo. In un sondaggio condotto tra i 2 mila operatori
dell'Associazione nazionale formatori sicurezza sul lavoro (Aifos),
che applicano il Testo Unico 81/2008 e aiutano le aziende a prevenire
incidenti, infortuni e malattie professionali, emerge che per il 60%
dei formatori il tecnostress rappresenta un rischio per la salute dei
lavoratori. Mentre l'80% assicura che i lavoratori spesso lamentano
alcuni dei disturbi tipici del tecnostress: mal di testa,
ipertensione, disturbi agli occhi, alterazione della memoria, ansia,
insonnia e disturbi gastrointestinali. Sempre secondo i formatori
dell'Aifos i lavoratori sono poco informati sul rischio tecnostress e
il 90% ritiene necessaria un'adeguata formazione per prevenire la
malattia professionale. (segue)

(Mal/Opr/Adnkronos)
09-LUG-13 11:36

NNNNSALUTE: LA RICERCA, 1,8 MLN LAVORATORI ITALIANI A RISCHIO TECNOSTRESS (2) =
STUDIATO IL PRIMO CORSO AD HOC PER PREVENIRE IL PERICOLO

(Adnkronos Salute) - Per questo motivo Netdipendenza Onlus ha
progettato il primo corso sul 'Rischio tecnostress lavoro correlato',
autorizzato dall'Aifos ai sensi del Testo Unico 81/2008, a cui possono
partecipare lavoratori, datori di lavoro, medici, psicologi e
operatori della sicurezza (Rls, Rssp, Aspp), ottenendo un attestato
valido che risponde all'obbligo normativo di valutare lo stress nelle
aziende, entrato in vigore nel 2010, ed effettuare gli interventi di
formazione previsti dalla normativa. Il corso sara' presentato
ufficialmente alla fiera Ambiente Lavoro, che si terra' a Bologna dal
16 al 18 ottobre, rivolgendosi ai professionti chi si occupano di
salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

"La conferma che si tratta di una vera emergenza - sottolinea Di
Frenna - arriva anche dal giudice Raffaele Guariniello della Procura
di Torino, autore della prima sentenza sul tecnostress nel 2007, in
seguito a un'inchiesta nei call center". Dal volume sul tecnostress,
in uscita in questi giorni, il magistrato lancia un monito: "Se
un'azienda deve stilare il Documento valutazione Rischio Stress lavoro
correlato e lavora, ad esempio, nel settore dell'Information
Technology o nel settore editoriale dove si usano molto le nuove
tecnologie, deve includere sicuramente il rischio tecnostress. Si
applica, in sostanza, il Testo Unico 81/2008, articoli 28 e 29 sulla
valutazione dei rischi sanzionata con la pena dell'arresto e
dell'ammenda, e 36 e 37 sull'informazione e formazione dei
lavoratori". (segue)

(Mal/Opr/Adnkronos)
09-LUG-13 11:37

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SALUTE: LA RICERCA, 1,8 MLN LAVORATORI ITALIANI A RISCHIO TECNOSTRESS (3) =

(Adnkronos Salute) - Guariniello rivela anche che, presso il suo
ufficio, continuano ad arrivare denunce di lavoratori che lamentano la
patologia del tecnostress: "Di recente si e' rivolto in Procura un
impiegato di una grande azienda che, per lavoro, usa parecchio le
nuove tecnologie e lamenta disturbi alla salute. Il datore di lavoro e
le strutture aziendali, a quanto pare, non hanno risolto il problema.
Stiamo procedendo con gli accertamenti medici e tecnici, con l'ausilio
di consulenti del Politecnico".

Tra le nove categorie prese in esame nel libro da Di Frenna ci
sono gli operatori di call center, su cui sono state effettuate le
prime inchieste della magistratura. "I call center - ricorda
Guariniello - tornano spesso alla nostra attenzione, poiche' facciamo
abitualmente indagini sulle malattie professionali. L'informazione
digitale oggi e' presente in modo massiccio e si possono verificare
casi nuovi di tecnostress. Cio' rientra nei nuovi rischi professionali
che bisogna valutare, come prevede la normativa". Il libro e'
acquistabile sul sito della onlus o sulla piattaforma di print on
demand www.lulu.com.

(Mal/Opr/Adnkronos)
09-LUG-13 11:37

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SALUTE: TECNOSTRESSATI DA SCRIVANIA, LE 9 CATEGORIE 'MALATE DI HI-TECH' =
OPERATORI CALL CENTER, PUBBLICITARI, ANALISTI FINANZIARI E
COMMERCIALISTI

Roma, 9 lug. (Adnkronos Salute) - Mal di testa, pressione alta,
memoria 'nel pallone', ma anche attacchi di panico, ansia, insonnia e
problemi allo stomaco assillano l'esercito italiano dei lavoratori
tecnostressati. Quasi 2 mln di persone in 9 categorie: networker (in
genere consulenti, che usano almeno tre dispositivi mobili connessi
per lavoro), lavoratori Ict, operatori di call center, commercialisti,
giornalisti, pubblicitari e analisti finanziari. Ad analizzare i
profili degli operatori che piu' spesso fanno i conti con il
tecnostress e' l'ultimo studio - anticipato dall'Adnkronos Salute -
firmato da Enzo Di Frenna, presidente di Netdipendenza Onlus, che fa
il punto sul fenomeno nel nuovo libro 'Prevenzione tecnostress in
azienda e sicurezza sul lavoro'.

Nei call center lavorano gli operatori di 'contact center in
outsourcing': sono 80 mila in Italia e sono tra le categorie piu'
esposte. Lo spiega bene nel libro il direttore generale di
Assocontact, Alberto Zunino: "Attualmente stiamo portando avanti con
Inail e altri interlocutori un progetto sul tema del rumore, che
notoriamente e' tra le problematiche che causano il tecnostress".
Altra categoria vulnerabile e' quella delle imprese di information
technology. "Il tecnostress - spiega nel volume Paolo Angelucci,
presidente di Assinform, che rappresenta 1500 aziende del settore - si
previene intervenendo sul carico di lavoro". (segue)

(Mal/Zn/Adnkronos)
09-LUG-13 11:58

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SALUTE: TECNOSTRESSATI DA SCRIVANIA, LE 9 CATEGORIE 'MALATE DI HI-TECH' (2) =

(Adnkronos Salute) - Altre soluzioni? Un'adeguata formazione per
la prevenzione del rischio. Quest'anno, rispetto alla precedente
ricerca di Netdipendenza, entrano nella 'lista nera' i commercialisti,
stressati dall'uso eccessivo delle nuove tecnologie: dai software
contabili che si aggiornano di continuo, alle scadenze fiscali
impellenti che spesso si gestiscono con tablet e smartphone. Lo
conferma Mario Civetta, presidente dell'Ordine dei commercialisti di
Roma (10 mila iscritti): "I commercialisti sono tra le categorie
maggiormente esposte ai rischio da tecnostress. L'aumento progressivo
della pressione fiscale si e' accompagnato, nell'arco di un decennio,
a una iper-produzione di norme - su diversi livelli - ma soprattutto
in materia fiscale''.

''Il commercialista -aggiunge- e' chiamato a districarsi in
questo labirinto normativo, assumendo decisioni delicate per conto del
cliente-contribuente. Scelte che impegnano risorse economiche, in
tempi rapidissimi e con scarse possibilita' di rimediare ad errori.
Negli ultimi anni l'intero campo di azione dei commercialisti e'
andato sempre piu' ad intersecarsi con sofisticati strumenti
informatici. Lontani dall'epoca in cui le dichiarazioni dei redditi
venivano compilate a mano, il lavoro e' sempre piu' dipendente da
software complessi, e in questo ambito l'interazione tra il fattore
umano, sempre piu' decisivo, e i sistemi informatici e' decisamente
fonte di tecnostress". (segue)

(Mal/Zn/Adnkronos)
09-LUG-13 11:59

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SALUTE: TECNOSTRESSATI DA SCRIVANIA, LE 9 CATEGORIE 'MALATE DI HI-TECH' (3) =
TABLET A PORTATA DI MANO ANCHE A LETTO PER I PUBBLICITARI

(Adnkronos Salute) - Situazione non migliore per i pubblicitari.
"I pubblicitari vivono sempre connessi e la patologia del tecnostress
e' in agguato - spiega Mario Modica, direttore generale
dell'Associazione italiana Pubblicitari professionisti (32 mila
operatori) - A me capita spesso di dormire con il tablet e lo
smartphone a portata di mano. Se arriva un messaggio, sono pronto a
rispondere. E cio', purtroppo, anche in orari extralavoro. La
tecnologia ci segue ovunque, in molti casi favorisce la produttivita',
ma in altri c'e' il rischio di assuefazione. Uno dei rischi principali
e' l'insonnia. Si dorme poco e con l'ansia di accontentare il
cliente".

Per ridurre l'impatto del tecnostress nei luoghi di lavoro c'e'
chi propone di rendere obbligatoria la 'pausa digitale'. L'idea arriva
da Orazio Carabini, vicedirettore del settimanale 'L'Espresso'. Ma
c'e' anche chi consiglia di realizzare corsi di formazione per mettere
a conoscenza i lavoratori digitali dei rischi. Nelle 320 pagine del
libro di Di Frenna il tecnostress viene affrontato sotto il profilo
scientifico, medico, psicologico e formativo. Un intero capitolo e'
dedicato alle soluzioni e ai consigli utili.

Tra le tecniche di prevenzione troviamo meditazione, yoga, erbe
officinali, danzaterapia e sport. Ma anche la bioarchitettura, per
imparare a organizzare 'uffici rilassanti'. "Non a caso presentiamo
queste ricerche a luglio - conclude Di Frenna - cioe' nel periodo in
cui si dovrebbe pensare alle ferie. Invece molti si portano il lavoro
in vacanza, restando sempre connessi e col tablet e cellulare a
portata di mano. In questo modo il cervello non riposa mai".

(Mal/Zn/Adnkronos)
09-LUG-13 11:59

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