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martedì 10 luglio 2012

ESTATE: DA MEDUSE A BLATTE, 'INQUILINI' DI MARI E CITTA' INSIDIANO VACANZE


ESTATE: DA MEDUSE A BLATTE, 'INQUILINI' DI MARI E CITTA' INSIDIANO VACANZE =
INVASIONI DI STAGIONE, DIVERSE COMUNITA' DI SCARAFAGGI E IL
RITORNO DELLA CIMICE DEI LETTI

Milano, 10 lug. (Adnkronos Salute) - Non vanno in vacanza,
l'estate e' la loro stagione. E il 2012, che si e' distinto per afa e
temperature da record lungo tutto lo Stivale, e' un anno di festa per
gli 'altri inquilini' di mari e citta': meduse, tracine, anisakis da
un lato, blatte, cimici dei letti, zanzare e addirittura i parassiti
dei tarli dall'altro. Due fronti caldi, come dimostra su tutti il caso
di Napoli, alle prese con una maxi-invasione di scarafaggi. "Ma non e'
raro che una citta' si trovi a fare i conti con questi animaletti.
Prima o poi gli insediamenti urbani si misurano con l'arrivo di
diverse comunita' di blatte, animale che ci ha preceduto sulla terra e
che domina la situazione", spiega Augusto Scirocchi, specializzato in
entomologia medica, per anni a capo del Servizio di disinfestazione
del Comune di Roma.

"C'e' la blattella germanica, detta 'fuochista' perche'
predilige le alte temperature e un tempo si trovava facilmente vicino
alle caldaie nelle navi. In citta' si trovano soprattutto nei bar
vicino alle macchine da caffe' e nei ristoranti, soprattutto nelle
cucine dove ci sono fonti di calore. In estate si assiste a una
recrudescenza della loro proliferazione, perche' gli animali che non
hanno sangue caldo si riproducono piu' rapidamente quando la colonnina
al mercurio si impenna". Altra comunita' molto attiva e' la blatta
orientalis che ha dimensioni piu' grandi e "vive principalmente nelle
fognature e proprio da li' entra nelle case, soprattutto quelle
vecchie che non hanno soluzioni di continuita' con la rete fognaria e
adeguato isolamento. Cosi' le blatte se ne vanno a spasso per
l'appartamento. In estate aumentano di numero e, come e' successo
anche a Roma, escono numerose dai tombini delle strade, soprattutto di
sera", racconta Scirocchi. "Per tenerle a bada e' necessaria una
ristrutturazione per gli stabili molto vecchi, i piu' a rischio, e
trattamenti insetticida per i tombini".

E, come se non bastassero le specie europee, ci si mettono anche
quelle d'importazione, sottolinea l'esperto: "La Supella longipalpa,
appassionata di climi roventi, importata dalla costa africana con i
rientri dei coloni italiani e francesci da Algeria, Tunisia, Libia, e
cosi' via. E la gigante 'periplaneta americana', svolazzante e di casa
soprattutto al Meridione". Da un lato l'emergenza blatte, dall'altro
il ritorno della cimice dei letti, un insetto 'globetrotter' del quale
si erano perse le tracce. Il parassita e' tornato a colonizzare le
citta' italiane, la frenetica Milano in particolare. (segue)

(Lus/Col/Adnkronos)
10-LUG-12 17:56

NNNNESTATE: DA MEDUSE A BLATTE, 'INQUILINI' DI MARI E CITTA' INSIDIANO VACANZE (2) =
LA TRACINA NEMICO NASCOSTO NEI FONDALI SABBIOSI, SUE TOSSINE
SONO TERMOLABILI

(Adnkronos Salute) - La cimice dei letti viaggia in valigia, si
nasconde nelle camere d'albergo ed e' irresistibilmente attratta
dall'uomo, il suo 'pasto'. Questo animaletto insidioso che si nutre di
sangue e copre la sua vittima di punturine, spesso una in fila
all'altra e non dissimili da quelle di una zanzara, ha messo in
allerta le autorita' sanitarie che ricevono sempre piu' segnalazioni
negli ultimi anni. L'industria alberghiera e' la piu' attaccata ma nel
mirino ci sono anche treni, autobus di linea, navi, aerei. Neanche i
negozi e le abitazioni sono al sicuro e in citta' come New York,
simbolo della globalizzazione, lo sanno bene. "Ma chi se le ritrova in
casa puo' averle importate anche comprando mobili nei mercatini
dell'usato perche' queste cimici si nascondono nei mobili che in
genere si tengono vicino al letto".

Dalle 'piaghe' di chi resta in citta' a crucci da spiaggia il
passo e' breve. Se si sceglie il mare come meta di vacanza ci si trova
spesso a condividere lo specchio d'acqua in cui ci si immerge con
altri 'condomini', "spesso invisibili fino a quando il dolore non
rivela la loro presenza", avverte Scirocchi. Il classico dei mari
italiani sono le meduse e tracine. Queste ultime abitano i fondali
sabbiosi. "Il consiglio, se viene segnalata la presenza di un
esemplare, e' immergersi con le scarpette di gomma, perche' quasi
sicuramente in zona c'e' una comunita' di tracine al completo nascosta
sotto la sabbia. In caso di puntura vale la regola del calore: si
pensi che i pescatori per provare sollievo avvicinano la sigaretta
alla puntura perche' le tossine sprigionate dalle tracine sono
termolabili. L'acqua calda allo stesso modo dovrebbe dare qualche
giovamento".

Conoscere in tempo le zone piu' a rischio di invasione di meduse
e' un terno al lotto. "Il loro ciclo di vita e' molto complicato, e la
loro presenza dipende da troppi fattori: dalla temperatura dell'acqua
alle correnti (alle quali non riescono a opporsi), dalle condizioni
del mare alla 'location scelta per gli accoppiamenti, fino ai passaggi
di plancton". (segue)

(Lus/Zn/Adnkronos)
10-LUG-12 18:21

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ESTATE: DA MEDUSE A BLATTE, 'INQUILINI' DI MARI E CITTA' INSIDIANO VACANZE (3) =
L'ESPERTO AVVERTE, ANCHE MICRO-INSIDIE INVISIBILI COME
L'ANISAKIS E I PARASSITI DEL TARLO

(Adnkronos Salute) - La specie piu' vistosa - grossa bianca e
gelatinosa, con un bordino celeste - e' il polmone di mare ed e' la
meno pericolosa visto che il mantello non e' urticante. La piu'
cattiva e' la pelagia noctiluca, luminescente di notte. "Queste meduse
hanno un sistema urticante che e' dato da piccole vescicole sparse in
tutto il corpo dentro le quali si trova il liquido urticante e un
filamento che possiamo paragonare a una molla. Quando lo sfiori scatta
e perfora la pelle e fa si' che il veleno entri dentro - spiega
Scirocchi - Gli esperti suggeriscono di sciacquare la parte colpita
con acqua di mare proprio per evitare la rottura di questi filamenti
che aggrava la situazione. In presenza di ampie ustioni e' bene
consultare un medico e lasciar perdere i rimedi fai-da-te".

E per la serie delle 'micro-insidie' invisibili, dal mare arriva
l'anisakis, verme parassita noto agli appassionati di sushi. "In
realta' lo troviamo anche sulle alici e sul pesce azzurro. A rischio -
spiega l'esperto - e' chi ama mangiarlo crudo. Questo vermetto e'
lungo qualche millimetro e potrebbe anche essere visibile a un occhio
esperto. Ma il problema e' che puo' incistarsi nello stomaco o
nell'intestino. E a quel punto solo un bravo endoscopista puo' vederlo
e toglierlo. Ci sono pero' casi in cui i sintomi provocati vengono
scambiati per l'effetto di ulcere o addirittura tumori". Come
difendersi? "Una precauzione e' tenere le alici una notte in freezer",
suggerisce Scirocchi.

Altrettanto insidiosi, conclude, sono "i parassiti dei tarli che
sono una risorsa alimentare per molti altri animaletti, da un acaro
microscopico, che si accanisce anche sulle gambe dei malcapitati
riempiendole di bollicine molto pruriginose, allo scleroderma
domesticum, una specie di vespetta senza ali che toglie di mezzo le
larve del tarlo ma allo stesso tempo punge l'uomo provocando ponfi
duri e grandi come una moneta da un euro".

(Lus/Zn/Adnkronos)
10-LUG-12 18:25

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