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venerdì 15 ottobre 2010

Cassazione "...L'elettore non ha limiti di tempo per far decadere l'eletto che si trova in conflitto d'interessi. No al termine di trenta giorni previsto per le Amministrative. Un cittadino fa estromettere dall'Assemblea siciliana il deputato regionale che è presidente di un ente su cui deve vigilare la Regione. Dimissioni inutili se continua il maneggio di denaro ..."

In caso di infortunio sul lavoro va risarcita tutta la famiglia

Cassazione "...Nel caso di gravi incidenti sul lavoro, il risarcimento spetta non solo al lavoratore ma anche all'intera famiglia. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione evidenziando che danni di questo genere determinano uno "sconvolgimento delle abitudini di vita" che incide anche in ambito familiare...."

ANNOZERO: DA FACEBOOK IN ARRIVO OLTRE 335MILA FIRME PER SANTORO

=
(AGI) - Roma, 15 ott. - Michele
Santoro non vuole dare i
numeri. Dopo l'appello di ieri, infatti, ancora non sa dire in
quanti hanno risposto al suo appello di scrivere alla
presidenza Rai per chiedere di non sospendere la trasmissione.
Eppure e' facile prevedere una 'pioggia' di attestati di
solidarieta' per il giornalista e per la sua trasmissione che
ieri ha 'incollato' al video oltre sei milioni di spettatori,
un record stagionale, con il 23,47% di share. Su Facebook,
infatti, i fan di Annozero sono 335.600 e, visto che i
frequentatori del social network piu' popolare del mondo sono
molto attivi, il 'bacino' di firme e' enorme. Sulla pagina di
Facebook, in bacheca, la redazione del programma ha postato
l'invito a sottoscrivere l'appello di
Santoro che rimanda alla
pagina web di Annozero. In home-page si legge un testo, firmato
dallo stesso giornalista, in cui si invitano le persone a
scrivere all'indirizzo e-mail di Annozero ("molto importante
per avere il quadro completo delle adesioni raccolte") e a
quello del presidente della Rai il seguente messaggio: "Gentile
presidente Paolo Galimberti, i sottoscritti abbonati Rai
chiedono di non essere puniti al posto di
Santoro e che
Annozero continui ad andare in onda regolarmente". L'unica
incognita riguarda, forse, il fatto che la sottoscrizione debba
venire da "abbonati Rai", anche se
Santoro si e' premurato di
aggiungere: "Vi chiedo di raccogliere anche le firme di chi non
usa internet". (AGI)
Cau
151349 OTT 10

NNNN

ZCZC
ADN0600 6 POL 0 ADN POL NAZ

RAI: SANZIONE SANTORO SOSPESA FINO A CONCLUSIONE ARBITRATO =
L'ARBITRO SARA' SCELTO ALL'INTERNO DI UNA TERNA GIA' DEFINITA
DAI SINDACATI

Roma, 15 ott. (Adnkronos) - Finche' non sara' concluso
l'arbitrato la sanzione nei confronti di Michele Santoro e' sospesa. E
dunque le prossime due puntati di 'Annozero' andranno in onda. Anche
normalmente un arbitrato non dura meno di qualche settimana.

La formalizzazione della richiesta di arbitrato presentata da
Michele Santoro contro la sospensione di 10 giorni decisa dal
direttore generale della Rai, Mauro Masi, comporta automaticamente la
sospensione del provvedimento disciplinare. Secondo quanto previsto
dall'articolo 7 dello Statuto dei lavoratori, la sanzione disciplinare
resta sospesa fino alla pronuncia da parte dell'arbitro.

L'arbitro sara' scelto nell'ambito di una terna di ex dipendenti
della Rai, a suo tempo scelta dai sindacati aziendali. Se le due parti
sono d'accordo si sceglie quello, senno' si procede ad uno sorteggio
tra i tre nomi Santoro. Solo uno di questi tre nomi sarebbe un ex
giornalista.

(Nex/Opr/Adnkronos)
15-OTT-10 14:55

NNNN

ZCZC
DIR0168 3 POL 0 RR1 / DIR

SANTORO. DI PIETRO: PAGO IL CANONE E VOGLIO ANNOZERO


(DIRE) Roma, 15 ott. - "Come tantissimi italiani, pago il canone
Rai. Lo faccio con regolarita' e da sempre, anche per vedere
programmi come 'Annozero'. E visto il successo della
trasmissione, non devo essere il solo". E' quanto scrive sulla
sua pagina facebook il leader dell'Italia dei valori, Antonio Di
Pietro.
"La sospensione di Michele Santoro- sottolinea- oltre che
evidentemente ingiusta, sbagliata e immotivata, e' una punizione
per tutti gli italiani che pagano il canone, privati per due
settimane di uno dei programmi migliori dell'azienda Rai. E'
anche un danno indiretto per tutti: la sospensione di un
programma di successo significa una grande perdita di denaro per
l'azienda pubblica".
Di Pietro conclude: "E' quindi con orgoglio che rivendico i
miei diritti di cittadino e di 'cliente-proprietario' della Rai.
Sono un abbonato Rai e non voglio essere punito al posto di
Santoro, non sospendete Annozero".

(Com/Mar/Dire)
13:30 15-10-10 begin_of_the_skype_highlighting              30 15-10-10      end_of_the_skype_highlighting

NNNN
ZCZC
AGI0251 3 POL 0 R01 /

ANNOZERO: SANTORO, PUBBLICO CON NOI E IERI SERA GIA' 1000 FIRME =
(AGI) - Roma, 15 ott.- "E' presto per i numeri, ancora non
sappiamo in quanti hanno risposto al nostro appello. I segnali
sono molto incoraggianti soprattutto se si pensa che durante la
trasmissione abbiamo avuto gia' mille sottoscrizioni". Lo ha
detto all'Agi Michele Santoro, conduttore di Annozero, il
giorno dopo l'appello lanciato durante la trasmissione con cui
ha invitato i telespettatori a sostenere il programma con una
raccolta di firme sotto la voce: 'sono un abbonato Rai e non
voglio essere punito al posto di Santoro'. Annozero ieri, ha
'incollato' al video oltre sei milioni di spettatori, un record
stagionale, con il 23,47% di share. "Non commento il dato - ha
aggiunto Santoro - posso solo dire che e' il risultato del
lavoro che stiamo facendo. Un lavoro che viene svolto in
condizioni molto difficili. La situazione e' complicata e noi
stiamo facendo la nostra parte con passione. C'e' solo da
ringraziare gli spettatori perche', in realta', sono loro che
fanno tutto e capiscono quali sono i momenti difficili". Quanto
al ricorso in arbitrato, il giornalista ha detto di confidare
in una soluzione positiva anche se, "non sappiamo come
realmente andare a finire. Ecco perche', intanto, abbiamo
lanciato quell'appello". (AGI)
Mld
151258 OTT 10

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MAW9217 4 pol gn00 011 ITA0217;
Apc-Rai/ Stampa romana: Dg querelator, solidali con Unità e Manifesto
Gesto infondato e usato come clava per intimidire redazioni

Roma, 15 ott. (Apcom) - "Dopo 'epurator ecco che arriva
"querelator": il direttore generale della Rai, Mauro Masi, deve
essere vittima di una deriva ossessiva-compulsiva. Ora se la
prende anche con L'Unita' e Il Manifesto, rei di aver criticato
la sospensione di Michele Santoro. La querela, per altro secondo
me totalmente infondata in questo caso, non può essere brandita
come una clava con l'intento di intimidire intere redazioni". Lo
dichiara Paolo Butturini, segretario di stampa romana.

"Non è colpa dei colleghi - prosegue - se il direttore generale
della Rai si muove, con un lapalissiano conflitto di interessi,
svelando di obbedire a logiche e interessi assolutamente estranei
suo ruolo di manager dell'azienda pubblica. Come spiegare
altrimenti l'ossessiva attenzione ai Santoro, alle Dandini,
mentre altrove si consuma il massacro del pluralismo informativo?
Esprimo la mia solidarietà e vicinanza a L'Unita' e a Il
Manifesto, sottoscrivendo tutte le notizie e le considerazioni
dei colleghi".

Red/Mdr

151252 ott 10
ZCZC
AGI0235 3 POL 0 R01 /

ANNOZERO: GENTILONI, DA 10 ANNI BERLUSCONI TENTA DI CANCELLARLO =
(AGI) - Roma, 15 ott. - "Sono quasi dieci anni che Berlusconi e
i vertici Rai che a lui fanno riferimento hanno come obiettivo
fondamentale la cancellazione del programma di Santoro". Lo ha
detto Paolo Gentiloni, responsabile comunicazioni del Pd
intervenendo questa mattina al programma Unomattina.
"L'attacco a Santoro non deriva, certo, dalle sue recenti
polemiche con Masi, non prendiamoci in giro", ha sottolineato
Gentiloni. "Il vero scandalo e', piuttosto, che in un momento
di grande difficolta' per l'azienda il direttore generale
svolga una attivita' di mobbing nei confronti di direttori di
rete come Ruffini e Freccero e di un programma di grande
successo come Anno Zero", ha spiegato.
"Insomma, il problema in Rai si chiama Masi, e non certo
Santoro", ha concluso il responsabile comunicazioni del Partito
Democratico. (AGI)
Com/Sab
151247 OTT 10

NNNN
ZCZC
DIR0125 3 POL 0 RR1 / DIR

SANTORO. GIULIETTI E VITA: LUI DENTRO, FUORI MASI


(DIRE) Roma, 15 ott. - "Dopo la puntata di Anno Zero e gli
straordinari risultati di ascolto si puo' supporre che ad uscire
di scena sara' Masi e non Santoro. Del resto questa e' la logica
che i sacerdoti del mercato hanno voluto imporre nella terribile
stagione che stiamo vivendo". Lo affermano il portavoce di
Articolo21 Giuseppe Giulietti e il senatore Pd Vincenzo Vita, per
i quali "per il bene della Rai rimanga Santoro e si pensi davvero
ad un doveroso avvicendamento del direttore generale. Magari che
abbia i requisiti di un vero e proprio commissario straordinario
fedele all'azienda e alla Costituzione e capace di gestire con
equilibrio eccezionale la possibile competizione elettorale. In
ogni caso- chiudono- dobbiamo rompere definitivamente con la
loggia del conflitto di interessi".

(Com/Tar/ Dire)
12:41 15-10-10

NNNN
MAW9194 4 pol gn00 015 ITA0194;
Apc-* Rai/ Santoro: Gi migliaia di adesioni ad appello pro Annozero
Inviarli anche via mail per massimo del risultato

Roma, 15 ott. (Apcom) - "Cari amici, vi ringrazio per le adesioni
al mio appello che sono gi migliaia, ma dobbiamo ottenere il
massimo del risultato. Quindi vi chiedo di raccogliere anche le
firme di chi non usa internet inviandole contemporaneamente a
questi indirizzi:
annozerodevecontinuare@yahoo.it;segreteriapresidenza@rai.it". Lo
scrive Michele Santoro sul sito di Annozero il giorno dopo
l'appello lanciato in diretta perch il programma continui.

"Il primo indirizzo molto importante per avere il quadro
completo delle adesioni raccolte. Potete utilizzare la formula
seguente o un'altra con le stesse caratteristiche: 'Gentile
presidente Paolo Garimberti, i sottoscritti abbonati Rai chiedono
di non essere puniti al posto di Santoro e che Annozero continui
ad andare in onda regolarmente'. Vi prego di seguire queste
semplici raccomandazioni e di far girare la nostra sottoscrizione
usando la rete perch l'unica opportunit che possiamo gestire
con le nostre forze. Un abbraccio, Michele Santoro".

Red/Mdr

151234 ott 10
ZCZC1709/SXA
XIC28815
R POL S0A QBXB
ANNOZERO: GIULIETTI-VITA, DI SCENA USCIRA' MASI, NON SANTORO

(ANSA) - ROMA, 15 OTT - ''Dopo la puntata di Annozero e gli
straordinari risultati di ascolto si puo' supporre che ad uscire
di scena sara' Masi e non Santoro''. Lo affermano in una nota il
portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti e il senatore del Pd
Vincenzo Vita.
''Del resto questa e' la logica che i sacerdoti del mercato
hanno voluto imporre nella terribile stagione che stiamo vivendo
- prosegue il comunicato -. Insomma, per il bene della Rai
rimanga Santoro e si pensi davvero ad un doveroso avvicendamento
del direttore generale. Magari che abbia i requisiti di un vero
e proprio commissario straordinario fedele all'azienda e alla
Costituzione e capace di gestire con equilibrio eccezionale la
possibile competizione elettorale. In ogni caso dobbiamo rompere
definitivamente con la loggia del conflitto di interessi''.
(ANSA).

COM-CAS
15-OTT-10 11:55 NNNN
MAW9135 4 pol gn00 409 ITA0135;
Apc-Rai/ Van Straten: Santoro ha vinto, Masi stato sconfitto
Dg ha alimentato scontro, azienda pi forte di lui

Roma, 15 ott. (Apcom) - Secondo il consigliere di amministrazione
Rai Giorgio Van Straten, dopo la puntata di ieri sera di
Annozero, "ci sono un vincitore e uno sconfitto": il vincitore
il conduttore Michele Santoro, lo sconfitto il direttore
generale della Rai, Mauro Masi.

Santoro ha vinto, sostiene Van Straten, che "nonostante la
pressione a cui sottoposto da mesi e l'abnormit del
provvedimento disciplinare, ha fatto una trasmissione equilibrata
e interessante, aperta da un 'editoriale' pacato e
condivisibile", perch "anche in termini d'ascolto ha battuto
persino Paolo Bonolis (da quanto non succedeva?) raggiungendo uno
share impensabile per una trasmissione di approfondimento",
perch "la sua scelta di accedere al collegio arbitrale permette
ad Annozero di andare avanti".

"Lo sconfitto - rileva Van Straten - il professor Masi che ha
cercato di alimentare un clima di scontro che portasse non alla
punizione di Santoro, ma alla chiusura di un programma, e che
ieri sera ha incassato l'unanimit dei commenti negativi sul suo
provvedimento disciplinare (persino quello del governatore della
Lombardia Formigoni). Lo sconfitto lui perch la Rai, quella
vera, fatta dalle migliaia di persone che ci lavorano, pi
forte di chi vuole ridimensionarla, ridurla al pensiero unico,
paralizzarla per motivi che niente hanno a che fare con una
logica aziendale e di servizio pubblico".

Luc

151131 ott 10

Firma anche tu per il Web libero

Da cinque anni lo sviluppo di Internet in Italia è bloccato da una legge oscurantista e antistorica che impone una serie di obblighi burocratici ai pubblici esercizi che vogliono offrire l'accesso alla Rete senza fili. Tra questi, la richiesta di una speciale licenza al questore e l’identificazione degli utenti tramite documento d’identità.
Ciò ha costituito un gigantesco disincentivo a creare reti WiFi nel nostro Paese, che infatti è in fondo a tutte le classifiche europee per l'offerta e l'uso di Internet senza fili.
La norma - che non esiste in nessun Paese democratico - è stata varata come misura antiterrorismo nel 2005 dal ministro Giuseppe Pisanu, ma non risulta abbia mai prevenuto alcun attentato.
In compenso, è ed è stata una concausa primaria per il mancato sviluppo dell'innovazione digitale del nostro Paese.
Lo stesso ex ministro Pisanu, autore della legge, nel 2009 l'ha disconosciuta e ha dichiarato che va superata.
Centinaia di imprenditori, manager, blogger, giornalisti, docenti, esponenti politici di entrambi gli schieramenti e semplici cittadini chiedono da tempo che la norma sia abolita.
Eppure, nata come "transitoria" nel 2005, la legge che tarpa le ali al Web viene ogni anno rinnovata nel cosiddetto Decreto Milleproproghe votato poco prima di Natale.
Chiediamo quindi che nel 2010, prima delle consuete scadenze, il Governo proceda per decreto alla cancellazione della norma in questione (articolo 7 della legge n. 155 del 31 luglio 2005) e che - qualora questo non avvenisse - il Parlamento provveda ad abrogare il medesimo articolo.

Leggi Una norma illiberale e antistorica
Speciale Il dossier completo su una vergogna italiana
L'intervista Dal Pd ai finiani per dire basta
Leggi Ecco chi ha già firmato

"Quel ficcanaso di Angelino"

civili uccisi. Le battaglie dei parà che La Russa non ha mai rivelato. I feriti italiani tenuti nascosti. E poi le stragi di talebani, le azioni coperte degli 007, i tradimenti e i doppi giochi. Ecco il vero volto della nostra 'missione di pace'. Nei file scoperti da Wikileaks e consegnati a L'espresso

Diretta video Manifestazione Nazionale FIOM CGIL - CGILtv, 16 ottobre ore 15:00








La CGILtv, in occasione della manifestazione nazionale promossa dalla FIOM CGIL 'Il lavoro è un bene comune', sabato 16 ottobre trasmetterà in diretta, dal palco di Piazza San Giovanni, i tanti interventi di lavoratori, immigrati, studenti che si succederanno dalle ore 15. Atteso l'intervento di Gino Strada, Presidente di Emergency. Alle ore 18:00 saliranno sul palco per le conclusioni il Segretario Generale della FIOM CGIL, Maurizio Landini e il Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani.

La diretta sarà trasmessa anche dal sito della FIOM CGIL Nazionale e da un'ampia rete di web tv, che aderiscono alla campagna “facciamo rete con la FIOM”. Inoltre, durante la giornata, saranno pubblicati su 'CGIL.it il Portale del Lavoro' articoli, gallerie fotografiche, video dai due cortei e le sintesi degli interventi dei Segretari Generali, per un completo racconto della mobilitazione.

Info tecniche per diretta di domani:
Per visualizzare la diretta video in altri siti, forniamo qui di seguito: link pagina e codice embed, in cui sabato 16 ottobre dalle ore 15 verrà visualizzata la diretta.

Link:
www.cgil.it/tv
Codice embed: clicca qui

Nuovi stop al Decreto Brunetta

due importanti sentenze che condannano per comportamento antisindacale due amministrazioni pubbliche che avevano applicato alcune disposizioni in tema di relazioni sindacali del Decreto Brunetta.




FONTE

Appello di Santoro ad Anno Zero - Come e dove inoltrarlo -

IO SONO UN ABBONATO RAI E NON VOGLIO ESSERE PUNITO AL POSTO DI MICHELE SANTORO, ANNO ZERO DEVE CONTINUARE COSI' COM'E'. ANZI NON VOGLIO NEMMENO CHE SIA PUNITO MICHELE SANTORO PERCHE' E' L'UNICA PERSONA CHE IN QUESTO MOMENTO HA ANCORA IL CORAGGIO DI FARE INFORMAZIONE VERA.
SANTORO SIAMO CON TE 

 

URL RAI  

 

 

Annozero deve continuare

L'appello di Michele Santoro

15-10-2010 12:01

Annozero deve continuare
Cari amici, vi ringrazio per le adesioni al mio appello che sono già migliaia, ma dobbiamo ottenere il massimo del risultato. Quindi vi chiedo di raccogliere anche le firme di chi non usa internet inviandole contemporaneamente a questi indirizzi:

annozerodevecontinuare@yahoo.it
segreteriapresidenza@rai.it

Il primo indirizzo è molto importante per avere il quadro completo delle adesioni raccolte. Potete utilizzare la formula seguente o un'altra con le stesse caratteristiche:

"Gentile presidente Paolo Garimberti, i sottoscritti abbonati Rai chiedono di non essere puniti al posto di Santoro e che Annozero continui ad andare in onda regolarmente."

Vi prego di seguire queste semplici raccomandazioni e di far girare la nostra sottoscrizione usando la rete perché è l'unica opportunità che possiamo gestire con le nostre forze.

Un abbraccio

Michele Santoro

Circolare congiunta del 29 settembre 2010 sottoscritta da Regione Piemonte/INPS sugli ammortizzatori sociali in deroga

I.N.P.S. (Istituto nazionale della previdenza sociale)
Msg. 8-10-2010 n. 25391
Circolare congiunta del 29 settembre 2010 sottoscritta da Regione Piemonte/INPS sugli ammortizzatori sociali in deroga.
Emanato dall'Istituto nazionale della previdenza sociale, Direzione centrale entrate, Direzione centrale sistemi informativi e tecnologici, Direzione centrale organizzazione.

Msg. 8 ottobre 2010, n. 25391 (1).

Circolare congiunta del 29 settembre 2010 sottoscritta da Regione Piemonte/INPS sugli ammortizzatori sociali in deroga.

(1) Emanato dall'Istituto nazionale della previdenza sociale, Direzione centrale entrate, Direzione centrale sistemi informativi e tecnologici, Direzione centrale organizzazione.



In data 7.10.2010 è stata sottoscritta, da Regione Piemonte e INPS, una nuova circolare congiunta per la gestione 2009 - 2010 degli ammortizzatori sociali in deroga, che integra e sostituisce la circolare sottoscritta il 29.7.2009, inoltrata a codeste strutture con messaggio n. 17920 del 5 agosto 2009.

Nel trasmettere, in allegato, il testo della nuova circolare, si evidenziano, con la presente, le principali novità concernenti la revisione e l'aggiornamento delle istruzioni operative, relativamente ai soggetti e/o Enti interessati alla concessione di trattamenti in deroga per la regione Piemonte.



Cassa integrazione in deroga
Presentazione e gestione della domanda

La scadenza prevista per l'inoltro della domanda alla Regione, entro 20 giorni dalla data di inizio del periodo di integrazione salariale richiesto, non si applica per le domande presentate da aziende in procedura concorsuale.

I datori di lavoro con più unità operative interessate dalla CIG in deroga devono presentare separata domanda per ogni unità locale, salvo che per quelle ubicate nello stesso Comune o in Comuni che fanno capo al medesimo Centro per l'impiego.

Le imprese a cui sono state attribuiti due o più distinti numeri di matricola INPS, in relazione allo svolgimento di attività diverse o per l'applicazione di differenti contratti collettivi di lavoro, devono presentare separata domanda di CIG in deroga per ogni numero di matricola INPS.

La sede INPS territorialmente competente è la stessa cui fa capo la matricola assicurativa utilizzata dall'azienda per il versamento dei contributi previdenziali, salvo che per le imprese con un accentramento contributivo fuori regione, per le quali la sede INPS competente è quella di Torino, indipendentemente dalla sede dell'unità operativa interessata.

Il datore di lavoro richiedente o un suo intermediario autorizzato presentano la domanda di CIG in deroga alla Regione mediante l'applicativo on-line "Aminder", accessibile all'indirizzo web www.sistemapiemonte.it/lavoro/cig/. Alla domanda va allegata, in formato pdf, previa acquisizione da scanner, la documentazione relativa alla comunicazione di avvio della procedura alle organizzazioni sindacali, ovvero il verbale di esame congiunto, se richiesto.



Richiesta di anticipazione prima dell'autorizzazione

Nei casi di intervenuta autorizzazione per una domanda sulla quale era in corso anticipazione da parte dell'INPS, sarà possibile accedere all'anticipazione per una successiva domanda di CIG in deroga anche senza ripresa di attività.



Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) e politiche attive del lavoro

Nel caso della CIG in deroga, il modello di DID predisposto dalla Regione Piemonte impegna il dipendente interessato a presentarsi al Centro per l'impiego competente in relazione alla sede di lavoro (e non di residenza o domicilio abituale), entro cinque giorni lavorativi per concordare le attività di politica attiva previste dall'Accordo Stato-Regioni del 12 febbraio 2009, finanziate dal Fondo Sociale Europeo e gestite dai Centri provinciali per l'impiego secondo le linee guida approvate dalla Giunta regionale.

La non sottoscrizione della DID, o il rifiuto di un percorso di riqualificazione professionale o di un lavoro congruo, qualora non venga prodotta alcuna valida giustificazione in merito, comporta, per i dipendenti interessati, la perdita del diritto a qualsiasi erogazione di carattere retributivo e previdenziale, anche a carico del datore di lavoro.



Rendicontazione

La fruizione effettiva dell'integrazione salariale da parte di ogni dipendente interessato va rendicontata mensilmente alla Regione, tramite la specifica funzionalità messa a disposizione sull'applicativo on-line "Aminder", all'INPS compilando il supporto informatico relativo ai moduli individuali SR41.

La prenotazione di risorse per il pagamento dell'integrazione salariale connessa all'autorizzazione regionale viene meno per il periodo scoperto se l'invio degli SR41 non è stato effettuato o completato entro 60 giorni dalla scadenza del periodo di CIGD richiesto.

Le strutture in indirizzo, in presenza di un periodo autorizzato alla CIG in deroga per il quale non siano stati trasmessi i modelli SR41, consulteranno la procedura Aminder e, se da essa risulta che non vi sia stata fruizione della CIG richiesta, chiuderanno l'autorizzazione per i mesi interessati.



Autorizzazione ed erogazione del trattamento di CIG

Le aziende i cui lavoratori sono destinatari di CIG in deroga e che non rientrano nelle previsioni della legge n. 223/1991, e in quanto tali escluse dall'obbligo del versamento del contributo dello 0,90%, devono versare solo il contributo addizionale limitatamente al periodo per il quale usufruiscono del trattamento di integrazione salariale in deroga. Il contributo addizionale non è dovuto nel caso in cui l'azienda destinataria di trattamento CIGS in deroga versi in una delle procedure concorsuali, così come previsto dall'art. 8-bis della legge n. 160/1988 (messaggio 1 febbraio 2008, n. 2599 dell'INPS).



Sospensione o decadenza

I casi di compatibilità ed i relativi trattamenti sono esplicitati nella circolare 5 agosto 2010, n. 107 dell'INPS.



Indennità di mobilità in deroga
Destinatari

Come definito nella seduta della Commissione regionale per l'impiego del 1° luglio 2010, la copertura dell'indennità di mobilità in deroga si estende anche al periodo neutro che intercorre fra la data effettiva di maturazione dei requisiti pensionistici e la data di effettiva erogazione della pensione connessa alle "finestre di accesso alla decorrenza" stabilite dalla normativa, considerato che in tale periodo il soggetto interessato, se privo di lavoro, non percepisce alcuna forma di sostegno al reddito. La risoluzione della Commissione regionale per l'impiego ha valore interpretativo e sarà applicata a tutti i casi che la interessano, ivi inclusi quelli già liquidati, che saranno rivisti d'ufficio alla luce del nuovo, più ampio, criterio di concessione.



Domanda e termini di presentazione

L'Agenzia INPS competente in base alla residenza o al domicilio abituale del lavoratore informa il lavoratore interessato che è tenuto a presentarsi entro 5 giorni lavorativi presso il Centro provinciale per l'impiego competente in relazione al Comune di residenza o di domicilio abituale, recando la Dichiarazione di Immediata Disponibilità predisposta dalla Regione Piemonte, per concordare gli interventi di politica attiva previsti dalla normativa.

La Regione Piemonte autorizza il pagamento dell'indennità per le domande per le quali l'istruttoria ha dato esito positivo e notifica il provvedimento all'INPS secondo le modalità di interscambio stabilite fra i due Enti, nonché al CPI competente.

Qualora l'istruttoria della domanda di mobilità in deroga evidenzi l'assenza dei requisiti soggettivi del richiedente, la Regione Piemonte emette un provvedimento di reiezione, dandone comunicazione all'INPS. Il provvedimento, notificato all'interessato, indicherà le motivazioni per le quali la domanda viene respinta e la possibilità di fare ricorso amministrativo alla medesima Regione Piemonte.



Misura, durata e decorrenza dell'indennità

L'indennità di mobilità in deroga potrà essere erogata non oltre il 31.12.2010 per una durata massima di 12 mesi per i soggetti di cui alla lettera a), fino alla decorrenza della "finestra pensionistica"; di 6 mesi per i soggetti di cui alla lettera b).



Incompatibilità e incumulabilità

L'indennità di mobilità in deroga non dà di per sé diritto all'iscrizione nella lista di mobilità, né agli sgravi contributivi collegati all'iscrizione nel caso di avviamento al lavoro, fermo restando che i richiedenti, se in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa vigente, possono essere iscritti in lista ai sensi della legge n. 236/93 su domanda individuale presentata ai Centri per l'impiego secondo i termini e le modalità ordinarie.



Particolari agevolazioni all'assunzione di lavoratori destinatari di ammortizzatori sociali in deroga

Per le modalità operative di fruizione dell'incentivo all'occupazione di cui al presente capitolo si rinvia alla circolare 13 gennaio 2010, n. 5 dell'INPS.



Allegato


I.N.P.S.


Regione Piemonte

Direzione regionale Piemonte


Direzione istruzione, formazione professionale e lavoro



Torino, 7.10.2010


Accordo quadro fra la Regione Piemonte e le Parti sociali piemontesi per la gestione 2009-2010 degli ammortizzatori sociali in deroga


Oggetto: Istruzioni operative - Revisione e aggiornamento


In data 27 maggio 2009 è stato sottoscritto l'accordo che regolamenta la concessione di trattamenti di cassa integrazione in deroga, di disoccupazione speciale in deroga e di mobilità in deroga nella regione Piemonte.

Tale accordo - reperibile sul sito regionale dedicato alla CIG in deroga, alla pagina "Modulistica e Documentazione scaricabile" - rimette ad una circolare congiunta INPS-Regione la specificazione delle modalità attuative degli interventi previsti.

Con le presenti istruzioni, che tengono conto dell'accordo e dei relativi allegati e delle modifiche tecniche e procedurali occorse successivamente alla prima stesura della circolare congiunta del 29 luglio 2009, si provvede a precisare e chiarire l'ambito operativo e le modalità di gestione dei contenuti dell'accordo.


Premessa


L'introduzione di trattamenti di sostegno al reddito in deroga alla normativa comune consente l'accesso a prestazioni che conservano tutte le caratteristiche di quelle analoghe previste dalla normativa vigente, salvo gli elementi di deroga espressamente indicati dalle norme che danno loro origine.

Pertanto, per quanto non specificato dalle leggi che dispongono la possibilità della deroga, ovvero dalle norme attuative conseguenti - ivi inclusi gli accordi locali che delimitano le concessioni - è necessario far riferimento alle norme di diritto comune.

Secondo l'accordo stipulato in data 22 aprile 2009 tra Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e Regione Piemonte, gli ammortizzatori sociali in deroga per gli anni 2009 e 2010 sono finanziati da risorse che provengono dal Fondo Nazionale per l'occupazione (che si fa carico del 70% di essi e del valore della connessa contribuzione figurativa) e da risorse regionali proprie ed a valere sul FSE rese disponibili dalla Regione Piemonte (destinate alla copertura del rimanente 30% delle prestazioni).

Tali risorse sono, pertanto, limitate, e ne deriva che:

- sarà effettuata una puntuale e costante ricognizione delle prestazioni erogate e dei fondi residui disponibili;

- le prestazioni saranno erogate fino a capienza, autorizzando via via le relative domande di concessione in rigoroso ordine cronologico;

- i criteri di ammissione e di gestione delle deroghe, oltre ai requisiti fissati, prevedono il rispetto di precisi termini nell'inoltro delle domande e della relativa documentazione a consuntivo, e, per i lavoratori ammessi alle prestazioni, l'adesione e partecipazione alle politiche attive correlate al sostegno al reddito, la cui mancata osservanza comporta l'applicazione di provvedimenti sanzionatori che possono determinare anche la decadenza dal diritto alla fruizione dei trattamenti.



A) Cassa integrazione in deroga

Generalità

Tutti i datori di lavoro, operanti in qualsiasi settore di attività, ad eccezione del lavoro domestico, possono accedere alla CIG in deroga. Restano esclusi i datori di lavoro pubblici per i loro dipendenti cui sia garantita la stabilità di impiego.

La relativa domanda può essere presentata secondo le modalità qui disciplinate e può interessare tutte le tipologie di lavoro subordinato, secondo quanto disposto dal comma 8 dell'art. 19 della legge n. 2/2009.

Per l'ammissione al trattamento di CIG in deroga i datori di lavoro devono avere completamente esaurito l'utilizzo degli ammortizzatori sociali a finanziamento contributivo previsti dalla legislazione ordinaria per i casi di sospensione dal lavoro loro effettivamente accessibili.

Per quanto riguarda i periodi di tutela di cui al comma 1 dell'art. 19 della legge n. 2/2009, questi si considerano esauriti fintantoché non sia data esecutività all'intervento integrativo degli enti bilaterali, secondo quanto disposto dal comma 1-bis dell'art. 19 della legge n. 2/2009.

I dipendenti per i quali si richiede l'indennità di cassa integrazione in deroga devono aver maturato, alla data di inizio del periodo di sospensione per il quale viene richiesta l'integrazione salariale in deroga, almeno 90 giorni di anzianità lavorativa presso il datore di lavoro richiedente, ai sensi del comma 6 dell'art. 7-ter della legge n. 33/2009. Per i soli lavoratori somministrati i 90 giorni possono essere anche non continuativi, purché maturati entro i 12 mesi precedenti la data di sospensione prevista nell'ambito di missioni svolte presso l'azienda o unità operativa che dichiara lo stato di crisi.

In caso di subentro di appalto o di operazioni di trasferimento di ramo d'azienda o di incorporazione, o assimilabili, che comportino un passaggio diretto, i periodi di lavoro precedenti tale operazione si considerano utili ai fini del calcolo suddetto.

Alla gestione della CIG in deroga è riservato il 90% delle risorse complessivamente disponibili per gli ammortizzatori sociali in deroga, in base al riparto stabilito nell'Accordo Quadro del 27 maggio 2009, che prevede che il 10% restante spetti alla gestione della mobilità in deroga.

Tali percentuali di finanziamento possono essere modificate dai firmatari dell'accordo in relazione all'evolversi della situazione e alle risultanze del monitoraggio fisico e finanziario degli interventi.



Consultazione sindacale

Per poter accedere alla CIG in deroga i datori di lavoro devono preventivamente attivare le procedure di consultazione sindacale previste dalla normativa vigente, che, salvo casi particolari, per motivi da esplicitare nella comunicazione di attivazione della procedura e/o nel verbale di esame congiunto, se richiesto, vanno concluse prima della data di inizio del periodo di integrazione salariale previsto.

Le procedure di consultazione sindacale dovranno essere svolte con le seguenti modalità:

a. secondo le disposizioni contenute all'art. 5 della legge n. 164/1975, cioè con una comunicazione formale di attivazione della procedura alle rappresentanze sindacali aziendali, o, in mancanza di queste, alle organizzazioni sindacali di categoria dei lavoratori più rappresentative operanti nella provincia, seguita da un esame congiunto svolto in sede locale se richiesto da una delle parti, per i datori di lavoro non imprenditori in genere e per tutte le aziende non cassa integrabili ai sensi della normativa vigente, salvo per quelle artigiane aderenti all'EBAP, che dovranno seguire le modalità attualmente in vigore presso tale Ente; in caso di esame congiunto si dovrà far uso dei modelli di verbale di accordo scaricabili dal sito della Regione Piemonte nella sezione dedicata alla CIG in deroga, alla pagina "Modulistica e documentazione scaricabile";

b. secondo le disposizioni contenute all'art. 5 della legge n. 164/1975, prima richiamate, per le imprese cassa integrabili che abbiano esaurito l'utilizzo degli strumenti di sospensione dal lavoro loro effettivamente accessibili e che intendano presentare istanza di CIG in deroga per una delle causali previste dalla legislazione in vigore per i trattamenti di CIG ordinaria;

c. ai sensi e per gli effetti dell'art. 2 del D.P.R del 10 giugno 2000, n. 218, cioè con un esame congiunto svolto in sede regionale, per le imprese cassa integrabili che abbiano esaurito l'utilizzo degli strumenti di sospensione dal lavoro loro effettivamente accessibili e che intendano presentare istanza di CIG in deroga per una delle causali previste dalla legislazione in vigore per i trattamenti di CIG straordinaria.

Le imprese cassa integrabili che richiedano la CIGS o la CIGO ai sensi della normativa corrente e abbiano in organico apprendisti devono fare separata e specifica domanda di CIG in deroga per detto personale (il quale non è tra i destinatari delle prestazioni previste per le forme di sospensione dal lavoro comuni), specificando tale intenzione nella comunicazione di attivazione della procedura e nel verbale di esame congiunto, se richiesto, nonché precisando il numero di apprendisti coinvolti e il periodo di sospensione previsto. In caso di richiesta di CIG ordinaria, la procedura andrà esperita in sede sindacale, mentre per la CIG straordinaria l'esame congiunto si dovrà tenere presso la sede regionale. Le aziende non cassa integrabili, i datori di lavoro non imprenditori, e le imprese cassa integrabili che presentino domanda di CIG in deroga avendo completamente esaurito l'utilizzo degli ammortizzatori sociali loro effettivamente accessibili, invece, possono inserire gli
apprendisti nell'elenco del loro personale interessato dalla deroga.

Tutte le procedure di cui sopra si dovranno concludere entro 15 giorni dalla data di attivazione. Nella comunicazione di attivazione della procedura, e nel successivo verbale di esame congiunto se richiesto, dovrà essere esplicitata la causale dell'intervento, specificando se si tratta di crisi aziendale, di cessazione totale o parziale di attività o di procedura concorsuale. In caso di crisi aziendale, andranno indicate le motivazioni della stessa, con riferimento alla tipologia di eventi prevista all'art. 2 del Decreto Interministeriale n. 46441 del 19 maggio 2009, riportata sulla modulistica standard resa disponibile sul sito Internet regionale.

Si dovrà, inoltre, far esplicito riferimento al fatto che tutti i dipendenti interessati sono tenuti a sottoscrivere la Dichiarazione di Immediata Disponibilità di cui al comma 10 dell'art. 19 della legge n. 2/2009, come più avanti specificato.

Il numero di lavoratori e lavoratrici coinvolti e il periodo di sospensione o riduzione dal lavoro indicati nel verbale di esame congiunto, ovvero nella comunicazione di attivazione della procedura se l'esame congiunto non viene richiesto, costituiscono un riferimento obbligato per la redazione della domanda di CIG in deroga, che dovrà essere mantenuta entro tale quantificazione numerica ed entro l'arco temporale di attuazione dell'intervento previsto. Si dovranno comunque rispettare i limiti massimi di durata più avanti indicati in relazione alla tipologia del datore di lavoro richiedente.



Presentazione e gestione della domanda

La domanda deve essere presentata per via telematica alla Regione, come più avanti indicato, entro 20 giorni dalla data di inizio del periodo di integrazione salariale richiesto, ai sensi del comma 2 dell'art. 7-ter della legge n. 33/2009. Tale scadenza non si applica per le domande presentate da aziende in procedura concorsuale.

Qualora la domanda sia inviata oltre tale termine, il periodo di CIG autorizzabile a carico dei fondi disponibili per gli ammortizzatori in deroga decorre dall'inizio della settimana antecedente a quella di presentazione. Casi eccezionali di tardiva presentazione, valutati singolarmente, possono essere fatti retroagire al periodo di richiesta solo se giustificati dalla presenza di particolari condizioni, di cui sia fornita idonea documentazione.

I datori di lavoro con più unità operative interessate dalla CIG in deroga devono presentare separata domanda per ogni unità locale, salvo che per quelle ubicate nello stesso Comune o in Comuni che fanno capo al medesimo Centro per l'impiego: in questo caso si può far riferimento all'unità operativa in cui opera il maggior numero di dipendenti.

Le imprese a cui sono state attribuiti due o più distinti numeri di matricola INPS, in relazione allo svolgimento di attività diverse o per l'applicazione di differenti contratti collettivi di lavoro, devono presentare separata domanda di CIG in deroga per ogni numero di matricola INPS, se ad esso sono associati dei dipendenti sospesi dal lavoro.

Nel caso di dipendenti assunti con contratto di somministrazione che operano in missione presso un datore di lavoro che attiva una procedura per l'accesso agli ammortizzatori sociali, l'eventuale domanda di CIG in deroga va presentata dall'agenzia somministratrice, che, se ritiene, può comprendere in una sola istanza personale in missione presso differenti aziende o unità operative, attivando la procedura di consultazione sindacale prevista.

La fruizione della CIGD per i dipendenti assunti a tempo determinato nelle varie forme contrattuali vigenti non può andare oltre la scadenza prevista del rapporto di lavoro a termine.

La casella di posta elettronica riportata nella domanda, che può far capo anche ad un intermediario incaricato dal datore di lavoro di gestire per conto suo la pratica, costituisce il riferimento primario per tutte le successive comunicazioni da parte della Regione in merito alla procedura in questione.

La durata massima dell'integrazione salariale in deroga è cosi stabilita:

a. quattro mesi per i datori di lavoro che non possono accedere alla CIG straordinaria ai sensi della normativa vigente e non possono usufruire delle sospensioni dal lavoro previste dal comma 1, art. 19 della legge n. 2/2009, o che ne abbiano già interamente usufruito, e che hanno completamente esaurito i periodi di integrazione salariale ordinaria eventualmente loro accessibili;

b. otto mesi nel caso di aziende che possono accedere alla CIG Straordinaria e hanno completamente esaurito i periodi di integrazione salariale loro effettivamente accessibili.

Il datore di lavoro può richiedere, con successiva e distinta domanda e secondo le stesse modalità, ulteriori periodi di CIG in deroga, fermi restando i vincoli di durata sopra riportati e nell'ambito dei limiti massimi stabiliti dalla legge n.. I periodi dovranno comunque chiudersi entro la data del 31.12.2010.

Il datore di lavoro richiedente o un suo intermediario autorizzato presentano la domanda di CIG in deroga alla Regione mediante l'applicativo on-line "Aminder", accessibile all'indirizzo web www.sistemapiemonte.it/lavoro/cig/. L'accesso ad "Aminder" è regolato da un sistema di certificazione tramite smart card. Il programma opera controlli automatici sulla completezza e congruità dei dati inseriti e attribuisce d'ufficio un numero di protocollo all'istanza, che viene notificato in automatico, via mail, alla casella di posta elettronica di riferimento indicata.

Qualora si applichi la rotazione del personale, indipendentemente dai criteri scelti, si dovranno riportare i nominativi di tutti i lavoratori coinvolti dalla fruizione di CIG nel periodo richiesto, e dichiarare il ricorso alla rotazione al punto specifico della Sezione "Informazioni supplementari" della domanda on-line.

Alla domanda va allegata, in formato pdf, previa acquisizione da scanner, la documentazione relativa alla comunicazione di avvio della procedura alle organizzazioni sindacali, ovvero il verbale di esame congiunto, se richiesto. La comunicazione di avvio della procedura deve essere completa dei giustificativi dell'invio ai destinatari (ricevuta della raccomandata o della trasmissione via fax o via e-mail); i verbali allegati devono essere regolarmente sottoscritti dalle parti interessate. Il programma consente di inserire fino a tre files pdf, che possono comprendere anche ogni altra eventuale documentazione utile all'istruttoria della pratica.

Quando la domanda viene formalmente presentata su "Aminder" il referente della pratica è tenuto a stampare e trasmettere alla Regione Piemonte - Direzione Istruzione, Formazione Professionale e Lavoro - Via Magenta 12 - 10128 Torino con raccomandata o consegna a mano la prima pagina dell'istanza corredata da marca da bollo da 14,62 Euro. Non è necessario che la domanda sia firmata, essendo stata trasmessa con modalità certificate, né occorre inserire allegati, perché tutta la documentazione integrativa necessaria viene acquisita direttamente on-line. La trasmissione cartacea è finalizzata unicamente all'acquisizione della marca da bollo, dovuta per legge n..

L'avvio dell'istruttoria regionale ai fini dell'autorizzazione è subordinato:

- al ricevimento della documentazione cartacea con la marca da bollo;

- al completamento della rendicontazione dell'eventuale domanda di CIG in deroga precedentemente presentata dallo stesso richiedente su Aminder.

Gli operatori regionali, prima di prendere formalmente in carico la pratica, verificano la sussistenza di questi due elementi. Se la verifica non ha esito positivo, l'istruttoria resta in sospeso e si provvede a sollecitare il referente indicato a fornire tutta la documentazione richiesta.

Nel periodo che intercorre tra la presentazione della domanda e la presa in carico della stessa per l'istruttoria da parte degli uffici regionali il richiedente, qualora ravvisi la presenza di informazioni errate o intervengano esigenze di modifica della richiesta, può operare direttamente una rettifica secondo le procedure previste dal sistema, che determinano una ripresentazione formale della domanda e l'attribuzione di un nuovo numero di protocollo. Ciò non comporta, da parte dell'azienda, un secondo invio cartaceo della domanda, in quanto farà fede la marca da bollo precedentemente inviata. Il nuovo numero di protocollo verrà modificato dall'ufficio regionale competente.

La Regione istruisce le domande seguendo l'ordine di arrivo riferito al numero di protocollo assegnato; se nell'esame vengono ravvisati dei problemi, la domanda viene posta in stato di rettifica e il sistema notifica via mail il problema riscontrato, richiedendo al referente della pratica di intervenire in merito con correzioni o integrazioni, in base a quanto rilevato. Anche in questo caso la rettifica implica una ripresentazione formale della domanda e l'attribuzione di un nuovo numero di protocollo, senza che ciò comporti la necessità di un secondo invio cartaceo.

Se la compilazione non presenta problemi, la domanda viene posta dagli uffici regionali in stato di "Verificata - da autorizzare" e sarà successivamente abbinata ad una franche di autorizzazione e approvata formalmente con Determina del Direttore dell'area regionale Istruzione, Formazione Professionale e Lavoro, come più avanti indicato.

La Regione si riserva di sospendere le procedure di autorizzazione qualora le risorse finanziarie complessivamente disponibili risultino esaurite o in via di esaurimento, in relazione al monitoraggio condotto congiuntamente con INPS e Italia Lavoro, dandone tempestiva comunicazione sul sito dedicato alla CIG in deroga, nonché alla Direzione regionale INPS e alle parti sociali firmatarie dell'accordo.

Il monte ore a preventivo rappresenta il limite massimo di integrazione salariale per il periodo oggetto di domanda e non può essere superato a consuntivo; all'integrazione salariale hanno diritto unicamente i dipendenti riportati nominativamente nella domanda. Salvo casi eccezionali, da valutare singolarmente, non sono consentite integrazioni al monte ore richiesto o all'elenco di dipendenti quando si è avviata l'istruttoria della domanda. Quando la determina di autorizzazione della domanda è stata approvata, non é più possibile modificare il monte ore o l'elenco dei dipendenti.

Eventuali problematiche gestionali specifiche, legate ad esempio alla modifica della ragione sociale dell'impresa o all'apertura di procedure concorsuali nel corso del periodo di CIGD richiesto, saranno affrontate singolarmente e vanno segnalate attraverso il Cali Center regionale (n. verde 800-333-444), o la casella di posta elettronica cigsinderoga@regione.piemonte.it. I problemi di ordine tecnico-informatico legati all'utilizzo dell'applicativo "Aminder" vanno invece sottoposti all'assistenza applicativa di primo livello del CSI-Piemonte, al numero telefonico 0125-229975.



Richiesta di anticipazione prima dell'autorizzazione

Il comma 3 dell'art.7-ter della legge n. 9.4.2009 n. 33 prevede che, in via sperimentale per il periodo 2009/2010, in attesa dei provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di integrazione salariale in deroga con richiesta di pagamento diretto, i datori di lavoro possano presentare domanda di anticipazione all'INPS, con riserva di ripetizione nei confronti del datore di lavoro delle somme indebitamente erogate.

Per ottenere l'anticipazione dovrà essere presentata domanda all'INPS (mod. IG15/deroga -cod.SRIOO) La domanda deve essere presentata esclusivamente per via telematica alla sede INPS competente, corredata dagli accordi conclusi dalle parti sociali (verbale di consultazione sindacale), conformi all'accordo quadro regionale del 27.5.2009, e dall'elenco dei beneficiari secondo la procedura resa disponibile dall'INPS all'indirizzo www.inps.it alla voce "Servizi on-line > per tipologia di utente > aziende consulenti e professionisti > servizi per le aziende e i consulenti > invio domande di CIGS".

L'applicazione sarà accessibile mediante PIN agli utenti Aziende e consulenti.

La manualistica per l'acquisizione e invio della domanda è disponibile nel medesimo sito on-line.

È prevista la possibilità di fornire telematicamente come allegato alla domanda (in formato pdf, gif, jpeg) una copia dell'accordo sindacale siglato, nonché un ulteriore allegato (in formato xls) con la lista dei beneficiari. Ove tale funzione non sia attivabile, tale documentazione potrà essere inviata con altri mezzi (fax, mail). Si sottolinea che l'accordo sindacale è indispensabile per procedere alla definizione della richiesta di anticipazione dei trattamenti in questione, e che non è sufficiente la sola comunicazione di avvio della procedura.

Contestualmente o successivamente alla richiesta di anticipazione all'INPS, il datore di lavoro dovrà presentare alla Regione Piemonte la domanda di CIG in deroga per ottenere l'autorizzazione regionale a convalida dell'anticipo corrisposto secondo le modalità descritte nel capitolo precedente, riportando nel riquadro "Informazioni supplementari" gli estremi del protocollo INPS relativo alla richiesta di anticipazione.

L'anticipazione potrà essere erogata solo dopo la verifica da parte della competente sede INPS dell'esistenza di adeguata capienza nell'ambito dello stanziamento disponibile alla Regione secondo quanto riportato in premessa, del rispetto del termine di presentazione della domanda alla Regione previsto dal comma 2 dell'articolo 7-ter della legge n. 33 del 9.4.2009, e dei requisiti soggettivi.

L'anticipazione dell'erogazione da parte dell'INPS può essere corrisposta soltanto per i primi quattro mesi dei periodi continuativi di integrazione salariale in deroga in attesa di autorizzazione. Trascorsi quattro mesi senza che l'autorizzazione regionale sia pervenuta, l'INPS sospenderà ogni pagamento e procederà al recupero nei confronti dell'azienda delle prestazioni anticipate, dandone comunicazione alla Regione. In caso di reiezione della domanda di CIG in deroga per la quale era stata richiesta l'anticipazione, l'INPS procederà al recupero delle somme anticipate nei confronti dell'azienda richiedente.

Nei casi di intervenuta autorizzazione per una domanda sulla quale era in corso anticipazione da parte dell'INPS, sarà possibile accedere all'anticipazione per una successiva domanda di CIG in deroga anche senza ripresa di attività. Nei casi di domanda di CIG in deroga con anticipazione per un periodo inferiore a quattro mesi che si esaurisca prima dell'emissione del provvedimento regionale di autorizzazione, a fonte di una nuova domanda di CIG in deroga l'ulteriore anticipazione potrà essere concessa soltanto qualora vi sia stata, dopo la precedente richiesta di anticipazione, una interruzione del periodo integrabile, con ripresa dell'attività lavorativa dell'intera unità locale interessata. Si considera avvenuta l'interruzione del periodo integrabile quando non vi siano state sospensioni in atto in un periodo di paga mensile.

A completamento della domanda dovranno essere inviati telematicamente i prescritti modelli SR41 e la DID secondo i termini e le modalità qui di seguito illustrati.



Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) e politiche attive del lavoro

Il comma 10 dell'art. 19 della legge n. 2/2009 e successive modifiche e integrazioni subordina il diritto a percepire qualsiasi trattamento a sostegno del reddito, compresa l'integrazione salariale in deroga, alla sottoscrizione da parte di ogni lavoratore interessato della Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) a partecipare a progetti di riqualificazione o, nelle situazioni di procedura concorsuale o cessazione di attività, ad accettare un'offerta lavorativa congrua.

Nel caso della CIG in deroga, il modello di DID predisposto dalla Regione Piemonte impegna il dipendente interessato a presentarsi al Centro per l'impiego competente in relazione alla sede di lavoro (e non di residenza o domicilio abituale), entro cinque giorni lavorativi per concordare le attività di politica attiva previste dall'Accordo Stato-Regioni del 12 febbraio 2009, finanziate dal Fondo Sociale Europeo e gestite dai Centri provinciali per l'impiego secondo le linee guida approvate dalla Giunta regionale.

Il datore di lavoro è tenuto a far sottoscrivere il documento ad ogni suo dipendente interessato dalla CIG in deroga all'atto della comunicazione della sospensione, e a comunicare per via telematica alla Regione, tramite la funzionalità all'uopo predisposta sull'applicativo "Aminder", la data di prima sospensione e la contestuale sottoscrizione della DID.

La sottoscrizione della DID e l'attivazione degli interventi di politica attiva correlati al sostegno al reddito si applicano anche ai dipendenti di sedi piemontesi di imprese con unità locali ubicate in più aree regionali coinvolti in domande di CIG in deroga gestite a livello ministeriale e per le quali è richiesto alla Regione l'assenso alla compartecipazione finanziaria nella misura del 30% dell'importo del solo sostegno al reddito, al netto degli oneri figurativi, come previsto dai dispositivi di attuazione dell'accordo Stato-Regioni del 12 febbraio 2009.

Le aziende interessate sono tenute a presentare la domanda riferita alle sole unità produttive ubicate in Piemonte sull'applicativo on-line Aminder (fermo restando che l'autorizzazione sarà di esclusiva competenza ministeriale e che la presentazione vale solo come acquisizione dei dati utili alla gestione delle politiche attive), inserendo negli allegati in pdf sia l'accordo sindacale, sia, quando disponibile, il decreto ministeriale di autorizzazione, registrando nei tempi e nelle modalità sopraindicati la prima data di sospensione dei dipendenti effettivamente collocati in CIGD e caricando, successivamente, la relativa consuntivazione. Tale disposizione vale anche per le pratiche di CIGD ancora aperte alla data di emissione della presente circolare.

La non sottoscrizione della DID, o il rifiuto di un percorso di riqualificazione professionale o di un lavoro congruo, qualora non venga prodotta alcuna valida giustificazione in merito, comporta, per i dipendenti interessati, la perdita del diritto a qualsiasi erogazione di carattere retributivo e previdenziale, anche a carico del datore di lavoro. Il Cpl è tenuto a comunicare alla Regione e all'INPS territorialmente competente tale evenienza, al fine dell'adozione dei provvedimenti conseguenti.



Rendicontazione

La fruizione effettiva dell'integrazione salariale da parte di ogni dipendente interessato va rendicontata mensilmente con le seguenti modalità:

- alla Regione, tramite la specifica funzionalità messa a disposizione sull'applicativo online "Aminder";

- all'INPS compilando il supporto informatico relativo ai moduli individuali SR41, peraltro indispensabile per la liquidazione delle relative prestazioni.

In merito alla rendicontazione alla Regione, si precisa che questa può avvenire solo per i dipendenti per i quali è stata caricata la data di prima sospensione e spuntato il flag relativo alla sottoscrizione della DID. Se nessuno dei dipendenti in elenco ha fruito dell'integrazione salariale nella prima mensilità richiesta l'invio della rendicontazione è comunque necessario, al fine di liberare le risorse finanziarie impegnate con autorizzazione alla CIG in deroga e non utilizzate: è sufficiente a tal fine selezionare il mese da consuntivare, dove le celle riferite alle ore da dichiarare per ogni lavoratore risulteranno disattivate, e premere il pulsante "Conferma". Il sistema richiede che sia effettuata la consuntivazione del primo mese di CIGD previsto prima di poter passare alla mensilità seguente, e così via per i periodi successivi.

Si ribadisce che il completamento della rendicontazione alla Regione è vincolante ai fini della presa in carico di un'eventuale domanda presentata successivamente dallo stesso datore di lavoro su Aminder, come specificato in precedenza nella Sezione "Presentazione e gestione della domanda".

Per quanto riguarda la consuntivazione all'INPS, l'accesso alla procedura informatica SR41 avviene dal sito dell'Istituto, selezionando la voce "Servizi online - Servizi per le Aziende e Consulenti" e, previa immissione del proprio PIN (utilizzato anche per l'invio del flusso dati "e-mens"), cliccando sul collegamento "CIG" e poi "CIG a pagamento diretto". I datori di lavoro privi del PIN per poter accedere direttamente alla sezione dedicata del sito INPS dovranno fame richiesta alla sede INPS territorialmente competente. Eventuali richieste di chiarimento sull'uso della procedura possono essere inviate alla casella di posta elettronica sostegnoreddito.cigsm@inps.it. I modelli SR41 in formato pdf, debitamente compilati, stampati e sottoscritti dai lavoratori e dal datore di lavoro dovranno essere conservati dal datore di lavoro ed eventualmente esibiti su richiesta dell'INPS o della Regione.

La rendicontazione, sia alla Regione che all'INPS, va effettuata entro il giorno 15 del mese successivo a quello da consuntivare. Non è possibile comunicare il rendiconto prima della fine del mese di riferimento. La prenotazione di risorse per il pagamento dell'integrazione salariale connessa all'autorizzazione regionale viene meno per il periodo scoperto se l'invio degli SR41 non è stato effettuato o completato entro 60 giorni dalla scadenza del periodo di CIGD richiesto, in relazione alle indicazioni contenute nella nota del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 14.6.2010, prot. 14/15340. Se gli SR41 vengono trasmessi dopo tale scadenza, il pagamento della prestazione da parte dell'INPS verrà effettuato solo dopo la liquidazione di tutti gli SR41 pervenuti nei termini previsti per le domande autorizzate e ancora inevasi alla data di ricevimento degli SR41 fuori termine, compatibilmente con le risorse ancora disponibili.

L'INPS, in assenza di presentazione dei modelli SR41 per mensilità autorizzate all'utilizzo di CIG in deroga, verifica nella procedura Aminder se non vi è stata fruizione della CIG in deroga autorizzata e, nel caso, chiude l'autorizzazione per il mese di cui trattasi, per il quale non sarà così possibile presentare successivamente modelli SR41. L'allineamento tra la compilazione dell'applicativo Aminder e la compilazione dei Mod. SR41 è, quindi, determinante ai fini della regolare erogazione delle prestazioni.

La sede INPS territorialmente competente è la stessa cui fa capo la matricola assicurativa utilizzata dall'azienda per il versamento dei contributi previdenziali, salvo che per le imprese con un accentramento contributivo fuori regione, per le quali la sede INPS competente è quella di Torino, indipendentemente dalla sede dell'unità operativa interessata.

Entro le scadenze mensili citate, tutte le aziende industriali con più di 15 dipendenti e le sole imprese artigiane o industriali fino a 15 dipendenti che accedano alla CIG in deroga in seguito a fallimento o a chiusura totale o parziale dell'attività sono tenute a trasmettere per via telematica a Italia Lavoro - Unità Territoriale del Piemonte, un prospetto in formato Excel disponibile sul sito regionale nella pagina "Modulistica e Documentazione scaricabile", alla voce "Modulistica Italia Lavoro", recante i dati dei lavoratori e delle lavoratrici interessati, del loro status occupazionale, delle ore effettivamente fruite, e dell'eventuale causale di uscita per le persone non più coinvolte nella fruizione dell'integrazione salariale.



Autorizzazione ed erogazione del trattamento di CIG

La Regione, completate le verifiche di natura istruttoria, provvede, con Determina del Direttore della Direzione Istruzione, Formazione Professionale e Lavoro, ad autorizzare l'INPS alla liquidazione del trattamento di CIG e comunica per via telematica all'INPS i dati della domanda e della relativa autorizzazione.

Le modalità di gestione delle risorse, di monitoraggio e rendicontazione delle spese e quanto riguarda in generale lo scambio di informazioni tra Regione ed INPS sono oggetto di specifica Convenzione fra i due Enti.

L'erogazione delle spettanze ai lavoratori e alle lavoratrici avviene con il sistema del pagamento diretto, eventualmente con modalità di anticipazione da parte dell'INPS prima del provvedimento formale di autorizzazione da parte della Regione, secondo le procedure prima specificate.

Non è prevista l'anticipazione del trattamento da parte del datore del lavoro, con successivo rimborso da parte dell'INPS.

Durante il periodo di integrazione salariale autorizzato i datori di lavoro beneficiari sono tenuti al versamento del contributo addizionale CIG. Esso si calcola nella misura del 3% per datori di lavoro fino a 50 dipendenti, e del 4,5% per datori di lavoro con più di 50 dipendenti, in relazione all'importo effettivamente corrisposto ai lavoratori e alle lavoratrici. Le aziende i cui lavoratori sono destinatari di CIG in deroga e che non rientrano nelle previsioni della legge n. 223/1991, e in quanto tali escluse dall'obbligo del versamento del contributo dello 0,90%, devono versare solo il contributo addizionale limitatamente al periodo per il quale usufruiscono del trattamento di integrazione salariale in deroga. Il contributo addizionale non è dovuto nel caso in cui l'azienda destinataria di trattamento CIGS in deroga versi in una delle procedure concorsuali, così come previsto dall'art. 8-bis della legge n. 160/1988 (messaggio 1 febbraio 2008, n. 2599 dell'INPS). Il versamento
del contributo addizionale sarà richiesto dall'INPS direttamente ai datori del lavoro.

La Cassa Integrazione in deroga non può essere concessa durante i periodi di normale fruizione delle ferie collettive. Per periodi normali devono intendersi quelli contrattualmente previsti. Si precisa che è facoltà delle parti - anche in relazione all'andamento del mercato - fissare le ferie collettive in periodi differenti rispetto a quelli praticati negli anni precedenti ed, altresì, di fissare ferie collettive differenziate per gruppi di personale. E' responsabilità del datore di lavoro, nell'inoltrare domanda di CIG in deroga, dichiarare che per i periodi e i lavoratori compresi nella domanda non sono previste ferie collettive secondo la contrattazione ad essi applicata.

Si ricorda che, come chiarisce la circolare INPS n. 52020/G.S. del 15.9.1979, durante il periodo di intervento della CIGS a zero ore il diritto alle ferie non matura.



Sospensione o decadenza

Qualsiasi prestazione lavorativa resa durante il periodo di godimento della CIG in deroga deve essere sempre preventivamente comunicata all'INPS ed al datore di lavoro. La mancata comunicazione preventiva comporta la decadenza dal diritto alla CIGD sin dall'inizio dell'autorizzazione (art. 8, e. 5, legge n. 160/1988). Nel caso di ammissione alla CIG in deroga di lavoratori che potevano non essere al corrente della relativa richiesta da parte dell'azienda, la Direzione regionale INPS del Piemonte, rispondendo ad un quesito in merito, ha ritenuto assolto l'obbligo di comunicazione preventiva se questa viene resa prima o contestualmente alla sottoscrizione del mod. SR41 per il primo mese autorizzato (in tale momento il lavoratore viene certamente a conoscenza del suo potenziale diritto alla CIG e deve comunicare all'INPS eventuali periodi di lavoro coincidenti con la CIG per le valutazioni inerenti la spettanza e la misura dell'integrazione concessa).

È incompatibile con la percezione di CIGD l'assunzione a tempo pieno ed indeterminato, che fa cessare, dal suo inizio, il rapporto di lavoro per il quale è concessa la prestazione. Sono invece compatibili con la CIG i rapporti a tempo determinato e quelli di lavoro autonomo, nonché i rapporti di lavoro dipendente se svolti in periodi non coincidenti con l'orario contrattuale per il quale si è sospesi e/o la differenza tra il reddito derivante contrattualmente dal lavoro per il quale si è sospesi (nelle percentuali di CIG pari all'80%) e quello ricavato dalla diversa attività.

Sono altresì compatibili le prestazioni di lavoro occasionale accessorio nel limite massimo di 3.000 Euro annui, per quanto previsto, per gli anni 2009 e 2010, dall'art.7-ter, comma 12, lettera b) della legge n. 33 del 9.4.2009 e dall'art. 2, comma 148, della Legge n. 191/2009 (Legge Finanziaria 2010).

I casi di compatibilità ed i relativi trattamenti sono esplicitati nella circolare n. 107 del 2010 dell'INPS (reperibile sul sito www.inps.it) cui si rimanda.



B) Disoccupazione speciale in deroga

B) Disoccupazione speciale in deroga

L'intervento sulla disoccupazione speciale in deroga previsto dall'Accordo Quadro del 27 maggio 2009 è stato ritenuto dalla Direzione generale INPS non attuabile perché non in linea con il quadro normativo che regola la materia e non è stato pertanto reso operativo, come indicato nella Comunicazione Urgente del 10 agosto 2009 pubblicata sull'area web degli ammortizzatori sociali del sito regionale.



C) Indennità di mobilità in deroga

Destinatari

All'indennità di mobilità in deroga è riservato il 10% delle risorse complessivamente disponibili per gli ammortizzatori sociali in deroga, come prima indicato.

Sono destinatari del trattamento di mobilità in deroga i soggetti in possesso dei requisiti appresso indicati:

a) Soggetti ultracinquantenni non in grado di completare la maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi necessari per il pensionamento di anzianità o di vecchiaia, il cui periodo mancante per raggiungere il diritto a pensione non superi i 12 mesi e maturi entro il 31.12.2010 e si trovino in una delle seguenti situazioni:

1) percettori dell'indennità di mobilità ai sensi della legge n. 223/1991, che si concluda dopo il 31.12.2008;

2) iscritti nelle liste di mobilità ai sensi della legge n. 236/1993 a partire dall'1.1.2009 in possesso di un'anzianità aziendale di almeno 12 mesi, di cui 6 di lavoro effettivamente prestato;

3) licenziati per giustificato motivo oggettivo o dimissionari per giusta causa a partire dall'1.1.2009 in possesso di un'anzianità aziendale di almeno 12 mesi, di cui 6 di lavoro effettivamente prestato, dipendenti da datori di lavoro non imprenditori, non aventi i requisiti per consentire l'accesso alle liste di mobilità.

Per il calcolo dell'anzianità aziendale di 12 mesi e del requisito lavorativo di 6 mesi si considerano validi anche i periodi di sospensione derivanti da ferie, festività, infortuni e astensione obbligatoria per gravidanza e puerperio. Inoltre si considerano valide anche le eventuali mensilità accreditate dalla medesima impresa presso la gestione separata di cui all'art. 2, comma 26 della legge n. 8.8.1995 n. 335, secondo quanto disposto dal comma 6 dell'art. 7-ter della legge n. 33/2009.

Come definito nella seduta della Commissione regionale per l'impiego del 1° luglio 2010, la copertura dell'indennità di mobilità in deroga si estende anche al periodo neutro che intercorre fra la data effettiva di maturazione dei requisiti pensionistici e la data di effettiva erogazione della pensione connessa alle "finestre di accesso alla decorrenza" stabilite dalla normativa, considerato che in tale periodo il soggetto interessato, se privo di lavoro, non percepisce alcuna forma di sostegno al reddito.

Tale estensione di copertura è soggetta al limite previsto dei dodici mesi massimi di erogazione dell'indennità, più oltre specificato, e non può protrarsi oltre la data del 31.12.2010: può quindi essere solo parziale, se la data di raggiungimento della "finestra" ricade oltre tali limiti temporali, senza con ciò pregiudicare la concessione dell'indennità, subordinata alla sola verifica della maturazione dei requisiti richiesti entro i termini prima indicati.

Si precisa che il diritto all'indennità di mobilità in deroga sorge solo in mancanza dei requisiti anagrafici e contributivi e non per le situazioni di sola apertura della "finestra".

La risoluzione della Commissione regionale per l'impiego ha valore interpretativo e sarà applicata a tutti i casi che la interessano, ivi inclusi quelli già liquidati, che saranno rivisti d'ufficio alla luce del nuovo, più ampio, criterio di concessione.

b) Soggetti in stato di disoccupazione ai sensi della normativa vigente, privi dei requisiti per maturare il diritto all'indennità di disoccupazione ordinaria o all'indennità di mobilità, che si trovino, a partire dal 1.4.2009, in una delle seguenti condizioni:

1) titolari di un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato della durata di almeno 12 mesi, anche non consecutivi, di cui 6 di effettivo lavoro, purché rientranti nei 24 mesi precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro, risolto alla scadenza da datori di lavoro che al momento della cessazione avevano in corso sospensioni dell'attività con intervento della CIGO, CIGS, CIG in deroga, o misure di riduzione del personale, o che le avevano comunque attivate nel semestre precedente;

2) titolari di missioni per contratto di lavoro somministrato risolto alla scadenza da datori di lavoro presso cui era svolta la missione, i quali, al momento della cessazione, avevano in corso sospensioni dell'attività con intervento della CIGO, CIGS, CIG in deroga, o misure di riduzione del personale, o che le avevano comunque attivate nel semestre precedente, alla condizione che la prestazione in somministrazione presso il datore di lavoro utilizzatore abbia avuto la durata di almeno 12 mesi, anche non consecutivi, di cui 6 di effettivo lavoro, purché rientranti nei 24 mesi precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro;

3) apprendisti con contratto di lavoro della durata di almeno 12 mesi, di cui 6 di effettivo lavoro, non trasformato a tempo indeterminato alla scadenza da datori di lavoro che al momento della cessazione avevano in corso sospensioni dell'attività con intervento della CIGO, CIGS, CIG in deroga, o misure di riduzione del personale, o che le avevano comunque attivate nel semestre precedente;

4) lavoratori con contratto di lavoro subordinato licenziati per giustificato motivo oggettivo o dimissionari per giusta causa, che hanno maturato presso il datore di lavoro di provenienza almeno 12 mesi, anche non consecutivi, di cui 6 di effettivo lavoro purché rientranti nei 24 mesi precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro.

Per il calcolo dell'anzianità aziendale di 12 mesi e del requisito lavorativo di 6 mesi presso l'azienda ove cessa il rapporto di lavoro si considerano validi anche i periodi di sospensione derivanti da ferie, festività, infortuni e astensione obbligatoria per gravidanza e puerperio, nonché le eventuali mensilità accreditate per lavoro prestato presso la medesima impresa nella gestione separata di cui all'art.2, comma 26 della legge n. 8.8.1995 n. 335, secondo quanto disposto dal comma 6 dell'art.7-ter della legge n. 33/2009.

In sanatoria, inoltre, le domande di indennità di disoccupazione ordinaria presentate dagli apprendisti licenziati ai sensi dell'art. 19, comma 1, lettera e) della legge n. 2/2009 e successive modifiche ed integrazioni, rimaste in sospeso in mancanza dell'intervento integrativo degli Enti bilaterali, verranno trasformate in domande di mobilità in deroga, e in quanto tali liquidate previa autorizzazione regionale, purché i richiedenti possiedano il requisito dell'anzianità aziendale e lavorativa sopracitato, secondo quanto previsto dalla circolare 29 marzo 2010, n. 43 dell'INPS.



Domanda e termini di presentazione

Il lavoratore, che si trovi in una delle condizioni di cui ai punti precedenti e in possesso dei requisiti previsti, può presentare domanda all'Agenzia INPS competente in base alla residenza o al domicilio abituale entro 68 giorni:

- dalla data di cessazione dell'indennità di mobilità, nei casi di cui alla lettera a), punto 1);

- nei casi di cui alla lettera a), punto 2), dalla data di iscrizione nelle liste di mobilità, oppure, per coloro che hanno diritto all'indennità di disoccupazione ordinaria, dalla data di cessazione di detto trattamento;

- nei casi di cui alla lettera a), punto 3), dalla data di licenziamento per giustificato motivo oggettivo o di dimissioni per giusta causa, oppure, per coloro che hanno diritto all'indennità di disoccupazione ordinaria, dalla data di cessazione di detto trattamento;

- dalla data di licenziamento per giustificato motivo oggettivo o di dimissioni per giusta causa nei casi di cui alla lettera b), punto 4);

- dalla data di scadenza del contratto di lavoro nei casi di cui alla lettera b), punti 1), 2) e 3).

Per la domanda deve essere utilizzato il modello DS21 (reperibile anche sul sito internet dell'INPS - codice SR05), sul quale il lavoratore dovrà precisare che si tratta di domanda di mobilità in deroga ai sensi dell'Accordo Quadro fra Regione Piemonte e Parti Sociali del 27.5.2009.

Alla domanda deve essere allegata una dichiarazione di responsabilità del lavoratore, la Dichiarazione di Immediata Disponibilità predisposta dalla Regione Piemonte, e, nei casi previsti, una dichiarazione del datore di lavoro, attestazioni da rendere compilando i modelli disponibili presso le sedi INPS, e che sono scaricabili dal sito della Regione Piemonte, seguendo il percorso Area tematica Istruzione, Formazione e Lavoro > Lavoro > Ammortizzatori Sociali > Mobilità.

L'Agenzia INPS competente in base alla residenza o al domicilio abituale del lavoratore verifica la completezza della documentazione, il possesso dei requisiti individuali previsti, eventuali trattamenti previdenziali e pensionistici incompatibili ed eventuali attività lavorative concomitanti incumulabili o incompatibili, e informa il lavoratore interessato che è tenuto a presentarsi entro 5 giorni lavorativi presso il Centro provinciale per l'impiego competente in relazione al Comune di residenza o di domicilio abituale, recando la Dichiarazione di Immediata Disponibilità predisposta dalla Regione Piemonte, per concordare gli interventi di politica attiva previsti dalla normativa.

Completata l'istruttoria, l'Agenzia INPS ne comunica l'esito alla Regione Piemonte.

La Regione Piemonte autorizza il pagamento dell'indennità per le domande per le quali l'istruttoria ha dato esito positivo e notifica il provvedimento all'INPS secondo le modalità di interscambio stabilite fra i due Enti, nonché al CPI competente.

Qualora l'istruttoria della domanda di mobilità in deroga evidenzi l'assenza dei requisiti soggettivi del richiedente, la Regione Piemonte emette un provvedimento di reiezione, dandone comunicazione all'INPS. Il provvedimento, notificato all'interessato, indicherà le motivazioni per le quali la domanda viene respinta e la possibilità di fare ricorso amministrativo alla medesima Regione Piemonte - Direzione Istruzione, Formazione Professionale e Lavoro - Via Magenta 12 - 10128 Torino.

La non sottoscrizione della DID, o il rifiuto di un percorso di riqualificazione professionale o di un lavoro congruo, qualora non venga prodotta alcuna valida giustificazione in merito, comporta, per i soggetti interessati, la perdita del diritto all'indennità di mobilità in deroga. Il Cpl è tenuto a comunicare alla Regione e all'INPS territorialmente competente tale evenienza, al fine dell'adozione dei provvedimenti conseguenti.

Le domande di mobilità in deroga gestite a livello ministeriale in seguito ad accordi sottoscritti in tale sede da aziende con unità locali in più aree regionali che specificano tempi e modalità di fruizione dell'indennità di mobilità seguono l'iter di autorizzazione previsto a livello centrale e vengono di norma liquidate dall'INPS sulla base di Decreti Ministeriali. I soggetti interessati, laddove sia richiesto alla Regione l'assenso alla compartecipazione finanziaria nella misura del 30% dell'importo del solo sostegno al reddito, al netto degli oneri figurativi, prevista dall'accordo Stato-Regioni del 12 febbraio 2009, devono sottoscrivere la DID predisposta dalla Regione Piemonte all'atto della presentazione della domanda all'INPS territorialmente competente e presentarsi ai Centri per l'impiego per concordare gli interventi di politica attiva connessi al sostegno al reddito.

La Regione Piemonte trasmetterà alla Direzione regionale INPS copia degli Accordi Ministeriali e delle lettere di assenso alla compartecipazione finanziaria del 30% inviate al Ministero.



Misura, durata e decorrenza dell'indennità

La misura dell'indennità di mobilità in deroga è equivalente all'importo previsto per l'indennità di mobilità ai sensi dell'art. 7 della legge n. 223 del 23 luglio 1991 e successive modificazioni e potrà essere erogata non oltre il 31.12.2010 per una durata massima di:

- 12 mesi per i soggetti di cui alla precedente lettera a), fino alla decorrenza della "finestra pensionistica" prevista dalla normativa, nei termini e nei limiti specificati in precedenza nella Sezione "Destinatari";

- di 6 mesi per i soggetti di cui alla precedente lettera b), e per gli apprendisti con domande di indennità di disoccupazione ex articolo 19, comma 1, lettera e) della legge n. 2/2009 trasformate in domande di indennità di mobilità in deroga.

L'indennità decorre normalmente dal quinto giorno successivo alla data di presentazione della domanda o dalla data della DID se successiva, comunque non prima dell'ottavo giorno successivo alla data di cessazione dei rapporti di lavoro. Per il solo caso di cui al precedente punto 1 sub a) l'indennità spetta dalla data di cessazione dell'indennità di mobilità ex legge n. 223/1991.

L'erogazione dell'indennità viene sospesa nel caso in cui il richiedente venga assunto a tempo determinato, fino alla scadenza del contratto, e cessa in via definitiva prima del termine previsto qualora il richiedente, nel corso del periodo di copertura della mobilità in deroga, venga assunto a tempo indeterminato o qualora il contratto a termine venga trasformato a tempo indeterminato, secondo le regole vigenti per la gestione delle altre prestazioni di sostegno al reddito.



Incompatibilità e incumulabilità

L'indennità di mobilità in deroga è incompatibile con qualsiasi trattamento previdenziale e pensionistico eventualmente spettante per il medesimo periodo.

Unica eccezione riguarda la possibilità, per il titolare di assegno di invalidità, di optare fra la percezione dell'assegno stesso oppure dell'indennità di mobilità in deroga; in questo secondo caso, l'assegno di invalidità sarà sospeso per la durata del diritto a percepire l'indennità di mobilità in deroga.

L'indennità di mobilità in deroga non dà di per sé diritto all'iscrizione nella lista di mobilità, né agli sgravi contributivi collegati all'iscrizione nel caso di avviamento al lavoro, fermo restando che i richiedenti, se in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa vigente, possono essere iscritti in lista ai sensi della legge n. 236/1993 su domanda individuale presentata ai Centri per l'impiego secondo i termini e le modalità ordinarie.

Per quanto riguarda l'attività lavorativa dipendente o autonoma valgono le regole di sospensione o di decadenza previste per l'indennità di mobilità di cui agli artt. 8 e 9 della legge n. 223/1991, compresa la decadenza se il beneficiario non abbia provveduto a dare preventiva comunicazione alla competente Agenzia INPS del lavoro prestato ai sensi dell'art. 8, comma 6, della suddetta legge. E' fatto salvo quanto previsto, per gli anni 2009 e 2010, dall'art.7-ter, comma 12, lettera b) della legge n. 33 del 9 aprile 2009 e dall'art. 2, comma 148, della legge n. 191/2009 (Legge Finanziaria 2010) in merito alle compatibilità con le prestazioni di lavoro accessorio (voucher) nel limite massimo di 3.000 Euro annui.



Particolari agevolazioni all'assunzione di lavoratori destinatari di ammortizzatori sociali in deroga

Il comma 7 dell'art.7-ter della legge n. 33/2009 prevede che ai datori di lavoro che non abbiano in atto sospensioni dal lavoro ai sensi dell'art. 1 della legge n. 223/1991 e successive modificazioni (cioè trattamenti di CIGS), e che senza esservi tenuti assumono lavoratori destinatari per gli anni 2009 e 2010 di ammortizzatori sociali in deroga, licenziati o sospesi per cessazione totale o parziale dell'attività o per intervento di procedura concorsuale da imprese non rientranti nella disciplina di cui alla medesima legge n. 223/1991, sia concesso dall'INPS un incentivo pari all'indennità spettante al lavoratore, nel limite di spesa autorizzato e con esclusione di quanto dovuto a titolo di contribuzione figurativa, per il numero di mensilità di trattamento a sostegno del reddito non erogato.

Tale incentivo è erogato attraverso il conguaglio con le somme dovute dai datori di lavoro a titolo di contributi previdenziali e assistenziali, fermo restando quanto previsto dall'art. 8, comma 4-bis, della citata legge n. 223/1991.

Per le modalità operative di fruizione dell'incentivo all'occupazione di cui al presente capitolo si rinvia alla circolare n. 5 del 13 gennaio 2010 dell'INPS.



Evoluzione delle procedure

L'INPS e la Regione Piemonte, all'interno del processo di comunicazione e consultazione delle parti sociali firmatarie dell'accordo del 27 maggio 2009, mettendo a frutto l'evoluzione delle procedure telematiche di collegamento, si riservano di rendere nota l'attuazione di modalità procedurali e gestionali più snelle, in una logica di semplificazione e in relazione al divenire della normativa, nonché alle risultanze del monitoraggio delle dinamiche applicative e dell'efficienza della rendicontazione delle risorse finanziarie disponibili.


I.N.P.S.


Regione Piemonte

Direzione regionale Piemonte


Direzione istruzione, formazione professionale e lavoro




D.L. 29 novembre 2008, n. 185, art. 19
L. 23 luglio 1991, n. 223, art. 1
L. 23 luglio 1991, n. 223, art. 7 e segg.

Anno Zero puntata del 14 ottobre 2010