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giovedì 26 maggio 2011

PROSTITUZIONE:POLIZIOTTA 'ESCA' SU WEB,COSI'LI ABBIAMO PRESI

PROSTITUZIONE:POLIZIOTTA 'ESCA' SU WEB,COSI'LI ABBIAMO PRESI
(V. 'PROSTITUZIONE: SESSO DOPO COCAINA..' DELLE 8:42)
(ANSA) - LUCCA, 26 MAG - E' stato grazie all' ''esca''
gettata da una poliziotta della questura di Lucca, che si e'
finta interessata a diventare una escort, che la polizia ha
sgominato un'organizzazione criminale ungherese che aveva
organizzato lo sfruttamento della prostituzione a Viareggio e a
Genova. Ha compilato il form predisposto per il reclutamento,
che le Š stato inviato ad un indirizzo di posta elettronica
fittizio.
''Attraverso una finta mail e con l'aiuto di una interprete
mi sono spacciata per una ragazza che voleva iniziare a
prostituirsi - ha spiegato la poliziotta -. Loro mi hanno
contattato inviandomi un prospetto con prestazioni e tariffe
necessarie per entrare a fare parte dell'organizzazione. In
pratica avrei dovuto offrire pratiche sessuali anche spinte.
Molto spinte. E piu' la prestazione era fuori dall'ordinario,
piu' aumentava il tariffario''.
''Poi - racconta - mi hanno indicato le persone che avrei
dovuto contattare a Viareggio. A quel punto, quando e' stato
chiaro a tutti gli effetti il ruolo dei capi di questo sodalizio
criminale, e' scattata l'operazione vera e propria con le
manette per cinque persone''.
Al vertice dell'organizzazione c'era Monica Kozma, chiamata
Cinzia, una donna ungherese di 35 anni che selezionava le
ragazze e gestiva gli affari. Ogni casa fruttava 30.000 euro al
mese. Adesso Kozma, incinta di sette mesi, si trova agli arresti
domiciliari. Ad eseguire i suoi ordini erano quattro
connazionali e un italiano. Tra i suoi subalterni il suo
compagno Balas Laza, adesso in carcere. Gabriela Dragho, nota
con nome di Petra, era una delle prostitute, ma anche la
sorvegliante delle altre ragazze. Coinvolto nell'organizzazione
anche un italiano di 47 anni per il quale l'autorita'
giudiziaria ha disposto l'obbligo di dimora nel Comune di
residenza, Poggibonsi (Siena). Lui era il factotum
dell'organizzazione. Tra le sue mansioni anche quella di
fotografo delle ragazze per gli annunci erotici.
L'organizzazione aveva gia' preso contatti per aprire altre due
case a Prato e Firenze. (ANSA).

Y5G-FBB/SPO
26-MAG-11 18:27 NNNN

La Fiom Cgil ha avviato una campagna per la prevenzione e il riconoscimento delle patologie da lavoro, in particolare quelle muscolo scheletriche.


Modulo per la richiesta di dati sull'idoneità alla mansione specifica” (Fiom)


























Sessualit: arriva ritocco soft per maschi 'troppo veloci', é made in Italy. Contro eiaculazione precoce filler di acido ialuronico inserito nel glande

SESSUALITA': ARRIVA RITOCCO SOFT PER MASCHI 'TROPPO VELOCI', E' MADE IN ITALY =
CONTRO EIACULAZIONE PRECOCE FILLER DI ACIDO IALURONICO INSERITO
NEL GLANDE

Roma, 26 mag. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Un ritocco soft
per gli uomini troppo veloci sotto le lenzuola, ben 3 italiani su 10
stando alle stime degli addetti ai lavori. Il filler di acido
ialuronico, ovvero le punturine gettonatissime per eliminare i segni
del tempo, diventano un'arma contro la eiaculazione precoce,
allungando "i tempi del rapporto di ben 4 volte", assicura
all'Adnkronos Salute Alessandro Littara, fondatore e direttore
dell'Istituto di laser-chirurgia sessuale di Milano, che domani
presentera' i risultati del primo studio sulla tecnica 'made in Italy'
al Congresso internazionale 'Genital Plastic Surgery & Aesthetics', in
programma nel capoluogo lombardo.

"Dunque niente pillole e attese, cronometro alla mano, per
rispettare i tempi dettati dalla pasticca", fa notare l'esperto, ma
una procedura "semplice e veloce per risolvere il problema per 1
anno/1 anno e mezzo". Dopodiche' "l'iniezione puo' essere
tranquillamente rifatta". Si tratta, nello specifico, di una punturina
"di acido ialuronico - precisa Littara - all'interno del glande, in
sede superficiale intradermica, mediante anestesia locale e ago
sottile".

Il suo scopo e' triplice: "ingrossamento estetico del glande,
con un aumento del volume di circa il 15-20%; aumento del piacere
femminile, dovuto a una maggiore stimolazione 'da contatto' derivante,
appunto, dal maggior volume raggiunto; trattamento dell'eiaculazione
precoce". Ma come puo' un filler allungare i tempi del rapporto? "La
presenza dell'acido ialuronico - sintetizza l'esperto - determina una
barriera naturale tra ambiente esterno e terminazioni nervose interne,
riducendo quindi la sensibilita' del glande. Motivo, questo, che
allunga inevitabilmente i tempi del rapporto". (segue)

(Ile/Pn/Adnkronos)
26-MAG-11 14:47

NNNNSESSUALITA': ARRIVA RITOCCO SOFT PER MASCHI 'TROPPO VELOCI', E' MADE IN ITALY (2) =
LITTARA, I TEMPI DEL RAPPORTO AUMENTANO DI 3,5 VOLTE

(Adnkronos/Adnkronos Salute) - E cosi' gli 'Speedy Gonzales'
soliti a performance che non superano gli 80 secondi, "dopo essersi
sottoposti al filler glandulare - spiega Littara - in media potranno
superare i 300, con rapporti che vedono soddisfatti l'82% degli uomini
e il 66% delle partner".

Finora la tecnica "e' gia' stata eseguita su un migliaio di
pazienti", precisa lo studioso che l'ha messa a punto. Mentre lo
studio che verra' presentato domani a Milano e' stato condotto su 120
uomini. Oltre al maggior livello di soddisfazione raggiunto non solo
da lui (82%) ma anche da lei (66%), la ricerca evidenzia "un aumento
del tempo di latenza eiaculatoria di circa 3,5 volte; un incremento
del volume del glande, misurato a 6 mesi di distanza, di circa il 15%;
nessun effetto collaterale o complicanza degna di nota".

Risultati che rendono Littara "entusiasta" e certo che la
tecnica "fara' proseliti. E' da considerarsi praticamente innocua -
ribadisce - semplice e assolutamente soddisfacente, e rappresenta
un'alternativa veloce ed efficace nella cura di quella che e'
considerata la disfunzione sessuale piu' frequente, vero e proprio
guaio per chi e' costretto a farci i conti. L'assenza di complicanze,
la velocita' di esecuzione, la ripetitivita' e soprattutto
l'efficacia, rendono il filler del glande una metodica di prima scelta
nel trattamento dell'eiaculazione precoce, anche alla luce del fatto
che le cure disponibili, spesso solo sintomatiche, non possono essere
considerate del tutto soddisfacenti". (segue)

(Ile/Pn/Adnkronos)
26-MAG-11 14:47

NNNNSESSUALITA': ARRIVA RITOCCO SOFT PER MASCHI 'TROPPO VELOCI', E' MADE IN ITALY (3) =
UN AIUTO PER LA COPPIA, SODDISFAZIONE LIEVITA PER ENTRAMBI I
PARTNER

(Adnkronos/Adnkronos Salute) - "In questo campo - ricorda - le
terapie attualmente adottate sono molteplici, e differiscono
notevolmente a seconda della causa scatenante il problema. Si va
dall'uso di farmaci antidepressivi e ansiolitici agli esercizi fisici
con e senza la partner.

Ma anche a terapie psicologiche di carattere
cognitivo-comportamentale, fino alle pratiche chirurgiche quali
circoncisione e/o neurotomia glandulare. Tecniche, queste ultime, di
gran lunga piu' invasive" rispetto al ritocco soft proposto da
Littara.

Il filler per 'stirare' il viso scongiurando l'eta' che avanza
diventa dunque "un alleato delle coppie alle prese con l'eiaculazione
precoce. Gli studi clinici hanno dimostrato l'efficacia di tale
metodica in circa l'80% dei casi trattati - conclude Littara - sia in
termini di aumento dei tempi del rapporto sia come soddisfazione
propria e della partner".

(Ile/Pn/Adnkronos)
26-MAG-11 14:47

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Tumori: esperti, per cancro prostata più sorveglianza attiva e cure in team. Psa solo a pazienti a rischio o sintmatici, linee guida per medici

TUMORI: ESPERTI, PER CANCRO PROSTATA PIU' SORVEGLIANZA ATTIVA E CURE IN TEAM =
PSA SOLO A PAZIENTI A RISCHIO O SINTOMATICI, LINEE GUIDA PER
MEDICI

Roma, 26 mag. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Test del Psa solo
ai pazienti a rischio, piu' sorveglianza attiva sui malati senza
sintomi, linee guida per i medici, equipe multidisciplinari per
un'assistenza 'in team' agli uomini colpiti dal tumore alla prostata.
Questa la 'ricetta' di Giario Conti, presidente dell'Associazione
urologi italiani (Auro.it) e presidente incoming della Societa'
italiana di urologia oncologica (Siuro), e di Giacomo Carteni',
direttore dell'Unita' operativa di oncologia medica del Cardarelli di
Napoli, che oggi hanno partecipato a Roma al media tutorial 'Il tumore
della prostata tra diagnosi precoce, certezze scientifiche e
innovative prospettive di cura', promosso da Sanofi.

"La sorveglianza attiva - spiega Conti - consiste nel tenere
sotto controllo quegli uomini con tumore indolente (ovvero cosi' lento
che non dara' mai problemi al paziente e che non lo portera' alla
morte), piuttosto che sottoporli all'asportazione chirurgica del
tumore o alla radioterapia". Un approccio efficace e che "costa poco -
osserva l'esperto - Il fatto che da noi non prenda piede e' un
problema culturale, e non tanto economico. Pensiamo, infatti, che nel
2007 in Italia sono state eseguite 30 mila Tac alla prostata inutili,
per un costo di circa 30 mila euro. Queste risorse potrebbero essere
spostate su programmi molto meno dispendiosi e piu' utili. Il Psa,
test di screening per il tumore della prostata, invece - continua
Conti - va suggerito a pazienti a rischio per familiarita' o al
paziente sintomatico. Il medico e' tenuto a dare una corretta
informazione su possibili vantaggi e svantaggi di una diagnosi
precoce". (segue)

(Sav/Ct/Adnkronos)
26-MAG-11 16:52

NNNNTUMORI: ESPERTI, PER CANCRO PROSTATA PIU' SORVEGLIANZA ATTIVA E CURE IN TEAM (2) =

(Adnkronos) - Carteni' punta l'accento anche sull'importanza
della comunicazione tra medico e paziente: "Bisogna far capire al
malato per quale motivo vengono prese determinate decisioni e non
altre, perche' le opzioni sono diverse. Ci sono il trattamento
chirurgico e quello radiante. Poi ci sono anche trattamenti adiuvanti,
come quello ormonale. Noi medici dobbiamo valutare sia gli effetti
della malattia che gli effetti collaterali a lungo termine del
trattamento ormonale. Fino al 2004 con i farmaci a disposizione si
riusciva a ridurre il dolore, ma non si allungava la sopravvivenza del
paziente. Dopo il 2004 con i nuovi farmaci si e' riusciti a guadagnare
mesi di vita, se non anni, in buona salute", conclude.

(Sav/Ct/Adnkronos)
26-MAG-11 17:10
TUMORI: ESPERTI, ALLA PROSTATA PER 1 ITALIANO SU 7 NEL CORSO DELLA VITA =
CASI IN AUMENTO PER INVECCHIAMENTO POPOLAZIONE, 70% CASI E' A
BASSO RISCHIO

Roma, 26 mag. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Tumore alla
prostata 'tallone d'Achille' dei maschi italiani. Si tratta infatti
della forma di cancro piu' frequente tra gli uomini del nostro Paese.
Circa uno su 7 sviluppera' una neoplasia prostatica clinicamente
evidente nel corso della vita, e uno su 33 morira' proprio di questa
malattia. A scattare la fotografia sono gli esperti riuniti oggi a
Roma in occasione dell'incontro 'Il tumore della prostata tra diagnosi
precoce, certezze scientifiche e innovative prospettive di cura',
promosso da Sanofi.

"Ogni anno in Italia si registrano tra i 45 mila e i 50 mila
nuovi casi di tumore alla prostata, con circa 9 mila decessi - spiega
Giario Conti, presidente dell'Associazione urologi italiani (Auro.it)
e presidente 'incoming' della Societa' italiana di urologia oncologica
(Siuro) - Di questi nuovi casi, il 70% e' a basso rischio, mentre il
30% e' a rischio intermedio o alto". L'incidenza e la prevalenza di
questa forma patologica, pero', sono in costante aumento anche per
l'incremento dell'eta' media della popolazione, che e' proprio uno dei
principali fattori di rischio conosciuti.

Per quanto riguarda le stime mondiali, il carcinoma della
prostata e' il terzo tumore piu' frequente e il secondo per mortalita'
nell'uomo dopo quello del polmone. Nel mondo l'incidenza della
neoplasia non appare costante; in termini generali e' stata confermata
la minor predisposizione delle popolazioni orientali, Cina in testa,
ad ammalarsi. In ogni caso, il cancro prostatico e' il tumore maschile
piu' frequentemente diagnosticato.

(Sav/Ct/Adnkronos)
26-MAG-11 15:08

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Ministero della salute Nota 12-5-2011 n. 15844-P Reg. (UE) n. 10/2011 riguardante i materiali e gli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari. Emanata dal Ministero della salute, Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti, Direzione generale della sicurezza degli alimenti e della nutrizione.

Nota 12 maggio 2011, n. 15844-P (1).
        Reg. (UE) n. 10/2011 riguardante i materiali e gli oggetti di  materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari.   

(1) Emanata dal Ministero della salute, Dipartimento per la sanità pubblica  veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti, Direzione generale della sicurezza degli alimenti e della nutrizione.


                               
                                                    
Agli                                                  
Assessorati alla sanità delle regioni e province autonome di Trento e Bolzano                                           
                                                                      
Loro sedi                                           
                                                    
Agli                                                  
Usmaf                                           
                                                                      
Loro sedi                                           
                                                    
All'                                                  
Istituto superiore di sanità                                           
                                                                      
Viale Regina Elena, 299                                           
                                                                      
00161 - Roma                                           
                                                    
Agli                                                  
Istituti zooprofilattici sperimentali                                           
                                                                      
Loro sedi                                           
                                                    
Al                                                  
Comando carabinieri per la tutela della salute                                           
                                                                      
Piazza Guglielmo Marconi, 25                                           
                                                                      
00144 - Roma                                           
                                                    
Al                                                  
Ministero dello Sviluppo economico                                           
                                                                      
Via Molise n. 2                                           
                                                                      
00187 - Roma                                           
                                                    
Alla                                                  
Federchimica                                           
                                                                      
Via Giovanni da Procida 11                                           
                                                                      
20149 - Milano                                           
                                                    
Alla                                                  
Federalimentare                                           
                                                                      
Viale Pasteur, 10                                           
                                                                      
00144 - Roma                                           
                                                    
Alla                                                  
Federdistribuzione                                           
                                                                      
Via Albricci, 8                                           
                                                                      
20122 - Milano                                           
                                                    
Agli                                                  
Uffici II, III, IV, V, VIII DGSAN                                           
                                                                      
Sede                                         



                 



Si comunica che a decorrere dal 1° maggio 2011 è applicabile il Reg. (UE) n. 10/2011 della Commissione del 14 gennaio 2011 riguardante i materiali e gli oggetti di materia plastica destinati  a venire a contatto con i prodotti alimentari, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea, serie L, n. 12 del 15 gennaio 2011.     
Tale Regolamento (detto anche "Reg. P.I.M." - "Plastic Implementation Measure") costituisce una misura specifica ai sensi dell'art. 5 del Reg. (CE) n. 1935/2004 e stabilisce norme per la fabbricazione e la commercializzazione di materiali e oggetti di materia  plastica destinati ad entrare in contatto con i prodotti alimentari oppure già a contatto con i prodotti alimentari o di cui si prevede ragionevolmente che possano entrare in contatto con prodotti alimentari.     
In particolare il Reg. (UE) in oggetto rappresenta un ulteriore passo avanti verso l'armonizzazione della normativa europea in quanto ingloba le disposizioni comunitarie finora adottate nel settore e di seguito riportate:     
- Dir. 2002/72/CE, relativa ai materiali e agli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari (che viene abrogata) ed i suoi sei emendamenti (Dir.  2004/1 e Dir. 2004/19/CE, recepite con D.M. n. 227/2006; Dir. 2005/79/CE, recepita con D.M. n. 82/2007; Dir. 2007/19/CE, recepita con D.M. n.  174/2008; Dir. 2008/39/CE, recepita con D.M. 23 aprile 2009; Reg. (CE) n. 975/2009).     
Al riguardo si rammenta come la Dir. 2002/72/CE avesse a sua volta abrogato la Dir. 90/128/CEE e le sue sette  modifiche, di cui la Dir.  2002/72/CE costituiva un testo consolidato (la Dir. 90/128/CEE e la sua prima modifica ad opera della Dir. 92/39/CEE erano state recepite con il D.M. n.  220/1993; le successive modifiche erano state apportate dalle direttive di seguito riportate: Dir. 93/9/CEE, recepita con D.M. n.  735/1994; Dir. 95/3/CE, recepita con D.M. n.  572/1996; Dir. 96/11/CE, recepita con D.M. n.  91/1997; Dir. 1999/91/CE, recepita con D.M. n.  210/2000; Dir. 2001/62/CE e Dir. 2002/17/CE, recepite con D.M. n.  123/2003);     
- Dir. 82/711/CEE che fissa norme di base necessarie per la verifica della migrazione dei costituenti dei materiali e degli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari, come modificata dalla Dir. 93/8/CEE e  dalla Dir. 97/48/CE (direttive recepite con D.M. n.  220/1993 - all. III, che ha sostituito l'allegato IV sez. 1 del D.M. 21 marzo 1973 -, D.M. n.  735/1994 e D.M. n.  338/1998);     
- Dir. 85/572/CEE, che fissa l'elenco dei simulanti da impiegare e la classificazione convenzionale degli alimenti  per la verifica della migrazione dei costituenti dei materiali e degli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti  alimentari (recepita con D.M. n.  220/1993 - all. II, che ha sostituito l'allegato III del D.M. 21 marzo 1973);     
- Dir. 78/142/CEE, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti i materiali e gli oggetti contenenti cloruro di vinile monomero destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari (recepita con D.M. 2 dicembre 1980).     
La nuova disciplina del settore introduce novità su diversi argomenti riguardanti soprattutto:     
- Campo di applicazione;     
- Elenco comunitario di sostanze autorizzate per la preparazione di plastica destinata al contatto con alimenti;     
- Prove di conformità.   



Campo di applicazione     
Il Reg. (UE) n. 10/2011 si applica ai materiali ed oggetti di plastica (stampati o non e/o rivestiti o non), ai multistrato di plastica tenuti insieme da adesivi o altri mezzi, agli  strati o rivestimenti in plastica che formano guarnizioni di coperchi e  chiusure e, per la prima volta a livello europeo, agli strati di materia plastica presenti nei materiali e oggetti multistrato multimateriali; invece non si applica alle resine a scambio ionico, alle  gomme ed ai siliconi. Inoltre, pur rientrando nel campo di applicazione  del regolamento in oggetto le plastiche stampate, rivestite o tenute insieme da adesivi, non sono oggetto di disciplina da parte dello stesso  gli inchiostri di stampa, gli adesivi ed i rivestimenti (art. 2).     
Pertanto, nei limiti in cui non contrastano con quanto stabilito a livello comunitario, rimangono applicabili le norme nazionali che disciplinano le gomme (D.M. 21 marzo 1973 e successive modifiche), i siliconi, le resine epossidiche, i rivestimenti superficiali (applicati su materiali diversi dalla plastica) e (fatto salvo quanto previsto dal Reg. P.I.M. per i multistrato multimateriali di cui si dirà in seguito) i materiali e oggetti composti di due o più strati, di cui quello destinato al contatto diretto con i prodotti alimentari è di plastica e almeno uno strato non è di plastica (art. 9 del D.M. 21 marzo 1973 come modificato da ultimo dal D.M. 24 settembre 2008, n. 174).     
Inoltre per quanto concerne gli adesivi e i coloranti per materie plastiche resta applicabile quanto previsto dagli artt. 10, 11 e 12 del D.M. 21 marzo 1973 e successive modifiche.     
Con particolare riferimento ai multistrato si evidenzia quale novità prevista dal Reg. (UE) in oggetto l'estensione delle disposizioni comunitarie oltre che ai materiali ed oggetti multistrato di plastica (cd. "multistrato omogenei"), già disciplinati a  livello europeo dalla Dir. 2002/72/CE, anche ai materiali multistrato multimateriali ovvero composti da due o più strati di differenti tipi di  materiali di cui almeno uno di plastica.     
Per i multistrato di plastica l'art. 13 del Reg. P.I.M. stabilisce che la composizione di ogni strato di materia plastica deve essere conforme al regolamento stesso. Tuttavia viene fatta salva la possibilità di impiegare, dietro una barriera funzionale,  sostanze non presenti nell'elenco comunitario o non conformi alle specifiche previste, eccetto il cloruro di vinile monomero, purché la migrazione non sia superiore a 0,01 mg/kg. Tali sostanze non devono in ogni caso essere sostanze classificate come mutagene, cancerogene o tossiche per la riproduzione né sostanze in nanoforma. (art. 13, comma 2, Reg. P.I.M.).     
I multistrato multimateriali sono invece per la prima volta oggetto di applicazione della disciplina europea che regolamenta i requisiti di composizione dello strato di plastica. In particolare l'art. 14 del Reg. (UE) n. 10/2011 stabilisce che la composizione di ogni strato di materia plastica deve essere conforme al regolamento stesso e quindi lo stesso deve essere fabbricato con le sostanze riportate nell'elenco comunitario di cui al suo allegato I. Tuttavia è fatta salva la possibilità, anche per i multistrato multimateriali, di impiegare sostanze non presenti nell'elenco dell'Unione dietro una barriera funzionale. Valgono anche per gli strati  di materia plastica dei multistrato multimateriali le restrizioni relative al cloruro di vinile monomero contenute nell'allegato I del Reg. P.I.M..     
Per contro non si devono applicare ai multistrato multimateriali i limiti di migrazione di cui agli articoli 11 e 12 del Reg. (UE) in oggetto. Infatti poiché altri materiali sono combinati agli strati di materia plastica e per tali materiali non sono ancora state adottate misure specifiche a livello comunitario il Reg. P.I.M. non ha fissato i requisiti applicabili ai materiali e agli oggetti multistrato multimateriali finali (cons. 28, Reg. P.I.M.).     
Pertanto, in assenza di misure specifiche comunitarie per i materiali o agli oggetti multistrato multimateriali nel loro insieme, restano applicabili i limiti di migrazione specifica e  globale previsti dalla normativa nazionale, quindi per il lato di plastica a diretto contatto con gli alimenti dei multistrato eterogenei i  limiti di migrazione globale di 60 mg/kg o 10 mg/dm2 (art. 9-bis, comma 4, del D.M. 21 marzo 1973 come modificato da ultimo dal D.M. 24 settembre 2008, n. 174).   



Elenco comunitario di sostanze autorizzate, requisiti generali, restrizioni e specifiche     
Il Reg. (UE) n. 10/2011 riporta nell'allegato I  un unico elenco comunitario di sostanze autorizzate per la produzione di materie plastiche destinate al contatto alimentare comprendente: monomeri ed altre sostanze di partenza, additivi (esclusi i coloranti), sostanze ausiliarie della polimerizzazione (ad esclusione dei solventi),  macromolecole ottenute per fermentazione microbica (art. 5 ed allegato I, Reg. P.I.M.).     
Le sostanze della lista sopra citata devono rispettare le restrizioni e le specifiche ivi previste e, precisamente, su una sola riga della tabella sono contenute tutte le informazioni relative alla sostanza in questione. Detta lista può essere aggiornata secondo la procedura fissata nel  Reg. (CE) n. 1935/2004.     
Il Reg. P.I.M. stabilisce poi, all'art. 6, deroghe per sostanze non incluse nella lista comunitaria. Ad esempio possono essere utilizzati, anche se non presenti nell'elenco dell'UE, i coloranti, i solventi, sostanze ausiliarie della polimerizzazione purché  in accordo con le norme nazionali (artt. 10 e 12 del D.M. 21 marzo 1973 e successive modifiche).     
Le sostanze usate nella fabbricazione degli strati di materia plastica in materiali e oggetti di materia plastica devono, ai sensi dell'art. 8 del Reg. (UE) n. 10/2011, essere di una qualità tecnica e di una purezza appropriata all'uso previsto e prevedibile del materiale o dell'oggetto. Al riguardo si evidenzia che l'articolo sopra citato pone lo specifico obbligo per il fabbricante di rendere disponibile alle autorità di controllo, su richiesta, la composizione della sostanze stesse.     
I limiti di migrazione specifica riportati nell'elenco di cui all'allegato I del regolamento in oggetto sono espressi in mg/kg di alimento e, se non è indicato un limite o altra restrizione, si applica il limite di migrazione specifica generico di 60  mg/kg di alimento (art. 11).     
Il nuovo regolamento comunitario fissa inoltre, al comma 3 dell'art. 11, regole per gli additivi a doppio uso ovvero gli additivi impiegati nelle plastiche ed al tempo stesso autorizzati quali additivi alimentari o aromi dal Reg. (CE) n. 1333/2008  e dal Reg. (CE) n. 1334/2008.     
I materiali e gli oggetti di plastica devono poi rispettare il limite di migrazione globale di 10 mg/dm2 mentre per le plastiche destinate ad alimenti per lattanti e bambini il  limite è di 60 mg/kg di alimento (art. 12 Reg. P.I.M. e cons. 26).   



Prove di conformità     
Il Reg. (UE) n. 10/2011  fissa le norme di base per le prove di migrazione globale e specifica (art. 18).     
In particolare per i materiali già a contatto con gli alimenti la conformità deve essere accertata secondo le regole stabilite dall'allegato V del regolamento stesso.     
Per i materiali non ancora a contatto con gli alimenti la conformità può essere accertata negli alimenti o nei simulanti alimentari secondo le regole stabilite dagli allegati III (simulanti alimentari e classificazione convenzionale degli alimenti) e V  (modalità di prova e condizioni di contatto).     
Al riguardo si segnala che il Reg. (UE) n. 10/2011, tenendo conto delle nuove conoscenze scientifiche, ha modificato le norme relative alle prove di migrazione. Ad esempio per tali prove vengono introdotti nuovi simulanti (il simulante E per la simulazione del contatto negli alimenti secchi, sinora esclusi, e per il  simulante A è previsto l'etanolo al 10% in luogo dell'acqua distillata). L'art. 20 del regolamento in oggetto sostituisce infatti l'allegato della Dir. 85/572/CEE e pertanto i simulanti da impiegare per  la verifica della migrazione sono quelli definiti nell'allegato III, punto 3 dello stesso Reg. (UE). In particolare quest'ultimo allegato riporta una tabella ove è designato specificamente il simulante per ciascuna categoria di prodotti alimentari.     
Inoltre in merito alle modalità di prova stabilite all'allegato V si segnala quale novità la previsione della possibilità, per materiali ed articoli non ancora in contatto con gli alimenti, di utilizzare approcci di screening per determinare la conformità ai limiti di migrazione.     
Le nuove disposizioni sulle prove per la verifica dei limiti di migrazione e i simulanti da impiegare si applicheranno a decorrere dal 31 dicembre 2012 (art. 23, ultimo paragrafo, del Reg. P.I.M.).     

     
Per essere immessi sul mercato i materiali e gli oggetti di materia plastica devono rispettare i requisiti di cui agli articoli 3, 15 e 17 del Reg. (CE) n. 1935/2004 e devono essere fabbricati secondo il Reg. (CE) n. 2023/2006. Devono inoltre essere conformi ai requisiti di cui ai capi II e III (composizione) nonché IV (dichiarazione di conformità e documentazione) del Reg. (UE) n. 10/2011 (art. 4, Reg. P.I.M.).     
Con riferimento alla dichiarazione di conformità la disciplina è contenuta nell'art. 15 e nell'allegato IV del  Reg. P.I.M. e riprende gli stessi principi di quella previgente.     
Per quanto riguarda in particolare la documentazione a supporto della conformità dei materiali, vista la modifica delle norme relative alle prove di migrazione, il Reg. P.I.M. ha previsto disposizioni transitorie al fine di consentire l'adeguamento, da parte delle Autorità di controllo e dell'Industria, del sistema previgente in materia di prove di migrazione alle norme del nuovo regolamento in materia (art. 23, Reg. (UE) n. 10/2011).     
In particolare tale documentazione fino al 31 dicembre 2012 dovrà basarsi ancora sulle previgenti norme relative alla verifica della migrazione globale e specifica, mentre a partire dal 1° gennaio 2013 potrà basarsi sia sulle norme previgenti che sulle nuove disposizioni del regolamento PIM relative alle prove di migrazione. Infine a decorrere dal 1° gennaio 2016, la documentazione a supporto sopra citata dovrà invece basarsi esclusivamente sulle nuove norme comunitarie (art. 22, Reg. P.I.M.).   



Abrogazioni ed applicazione     
Il Reg. (UE) n. 10/2011  si applica a partire dal 1° maggio 2011 (art. 23) e con effetto da tale data abroga (art. 21)  la Dir. 80/766/CEE e la Dir. 81/432/CEE (recepite con il D.M. 2 dicembre 1980 e con il D.M. 2 giugno 1982)  che stabilivano i metodi analitici - ormai obsoleti - di verifica della  migrazione e del contenuto residuo del cloruro di vinile monomero ed abroga inoltre la Dir. 2002/72/CE (relativa ai materiali e agli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari) di cui riprende, al suo interno, i contenuti.     
Come noto in virtù della preminenza delle fonti comunitarie rispetto alle norme interne il regolamento UE prevale sulla normativa nazionale vigente in materia che, in caso di contrasto, andrà disapplicata. Pertanto, nonostante la coesistenza dal 1° maggio 2011 delle disposizioni nazionali di attuazione delle direttive abrogate  o accorpate nel settore in argomento (contenute nel D.M. 21 marzo 1973 e nei decreti di recepimento delle direttive sopra citate), e delle disposizioni del Reg. (UE) n. 10/2011 , a partire da tale data la fabbricazione e la commercializzazione di materiali e oggetti di materia  plastica in argomento dovrà attenersi a quanto da quest'ultimo previsto.     

     
Da ultimo si informa che a livello comunitario  è in esame un provvedimento volto alla rettifica della versione italiana del Reg. (UE) n. 10/2011 a seguito di talune discordanze rispetto al testo inglese a cui nel caso di dubbi si invita, nelle more,  a fare riferimento.     
Si comunica inoltre che il Reg. (UE) n. 10/2011 è stato oggetto di modifica da parte del Reg. (UE) n. 321/2011 della Commissione del 1° aprile 2011 (pubblicato sulla GUUE, serie L, n.  87 del 2 aprile 2011) che ha compreso in esso le restrizioni d'uso del bisfenolo A nei biberon di plastica poste dalla Dir. 2011/8/UE (recepita  con D.M. 16 febbraio 2011).     
Nel ringraziare per la collaborazione si prega di dare la massima diffusione della presente nota.     

     
Il Direttore generale     
Dott. Silvio Borrello         



Reg. (CE) 14 gennaio 2011, n. 10/2011
Reg. (CE) 27 ottobre 2004, n. 1935/2004
Dec. 21 gennaio 2002, n. 2002/72/CE
Dir. 18 ottobre 1982, n. 82/711/CEE
Dir. 19 dicembre 1985, n. 85/572/CEE
Dir. 30 gennaio 1978, n. 78/142/CEE
D.M. 21 marzo 1973
Reg. (CE) 1 aprile 2011, n. 321/2011
Reg. (CE) 22 dicembre 2006, n. 2023/2006 D.M. 16 febbraio 2011

Ris. 25-5-2011 n. 59/E Istituzione dei codici tributo per il versamento, tramite modello F24, dell'imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle relative addizionali, nonché delle imposte di registro e di bollo, sul canone di locazione relativo ai contratti aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo e le relative pertinenze locate congiuntamente all'abitazione - Art. 3, del D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23. Emanata dall'Agenzia delle entrate, Direzione centrale servizi ai contribuenti, Settore gestione tributi, Ufficio gestione dichiarazioni.

Agenzia delle Entrate
Ris. 25-5-2011  n. 59/E
Istituzione dei codici tributo per il versamento, tramite modello F24, dell'imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle relative addizionali, nonché delle imposte  di registro e di bollo, sul canone di locazione relativo ai contratti aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo e le relative pertinenze locate congiuntamente all'abitazione - Art. 3, del D.Lgs. 14 marzo 2011,  n. 23.
Emanata dall'Agenzia delle entrate, Direzione centrale servizi ai contribuenti, Settore gestione tributi, Ufficio gestione dichiarazioni.
Ris. 25 maggio 2011, n. 59/E (1).
 Istituzione dei codici tributo         per il versamento, tramite modello F24, dell'imposta sostitutiva dell'imposta         sul reddito delle persone fisiche e delle relative addizionali, nonché delle         imposte di registro e di bollo, sul canone di locazione relativo ai contratti         aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo e le relative pertinenze locate         congiuntamente all'abitazione - Art. 3, del D.Lgs. 14 marzo 2011, n.         23.     

(1) Emanata dall'Agenzia delle entrate, Direzione centrale servizi ai contribuenti, Settore gestione tributi, Ufficio gestione dichiarazioni.


L'art. 3, del D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23,         recante disposizioni in materia di cedolare secca sugli affitti, prevede al         comma 2 che "A decorrere dall'anno 2011, il canone di locazione relativo ai         contratti aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo e le relative pertinenze         locate congiuntamente all'abitazione, può essere assoggettato, in base alla         decisione del locatore, ad un'imposta, operata nella forma della cedolare         secca, sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle         relative addizionali, nonché delle imposte di registro e di bollo sul contratto         di locazione; la cedolare secca sostituisce anche le imposte di registro e di         bollo sulla risoluzione e sulle proroghe del contratto di locazione. Sul canone         di locazione annuo stabilito dalle parti la cedolare secca si applica in       
ragione di un'aliquota del 21 per cento. La cedolare secca può essere applicata         anche ai contratti di locazione per i quali non sussiste l'obbligo di         registrazione. Per i contratti stipulati secondo le disposizioni di cui agli         articoli 2, comma 3, e 8 della L. 9 dicembre 1998, n. 431, relativi ad         abitazioni ubicate nei comuni di cui all'articolo 1, comma 1, lettere a) e b),        del D.L. 30 dicembre 1988, n. 551, convertito, con modificazioni, dalla L. 21         febbraio 1989, n. 61, e negli altri comuni ad alta tensione abitativa         individuati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica,         l'aliquota della cedolare secca calcolata sul canone pattuito dalle parti è         ridotta al 19 per cento".      
Il comma 4 del D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23,         stabilisce che "La cedolare secca è versata entro il termine stabilito per il         versamento dell'imposta sul reddito delle persone fisiche.... ".      
Con         Provv. 7 aprile 2011        del Direttore dell'Agenzia delle entrate emanato in attuazione della predetta         disposizione normativa, sono stati stabiliti, tra l'altro, i termini e le         modalità di versamento in acconto e a saldo della cedolare secca, per il         periodo d'imposta 2011 e per i periodi successivi.      
Per consentire ai soggetti interessati il         versamento, tramite modello F24, delle somme dovute per l'imposta sostitutiva         in parola, si istituiscono i seguenti codici tributo:      
- "1840" - denominato "Imposta sostitutiva         dell'IRPEF e delle relative addizionali, nonché delle imposte di registro e di         bollo, sul canone di locazione relativo ai contratti aventi ad oggetto immobili         ad uso abitativo e le relative pertinenze locate congiuntamente all'abitazione         - Art. 3, D.Lgs. n. 23/2011-ACCONTO PRIMA RATA";      
- "1841" - denominato "Imposta sostitutiva         dell'IRPEF e delle relative addizionali, nonché delle imposte di registro e di         bollo, sul canone di locazione relativo ai contratti aventi ad oggetto immobili         ad uso abitativo e le relative pertinenze locate congiuntamente all'abitazione         - Art. 3, D.Lgs. n. 23/2011-ACCONTO SECONDA RATA O ACCONTO IN UNICA         SOLUZIONE";      
- "1842" - denominato "Imposta sostitutiva         dell'IRPEF e delle relative addizionali, nonché delle imposte di registro e di         bollo, sul canone di locazione relativo ai contratti aventi ad oggetto immobili         ad uso abitativo e le relative pertinenze locate congiuntamente all'abitazione         - Art. 3, D.Lgs. n. 23/2011- SALDO";      
In sede di compilazione del modello di versamento         F24, i suddetti codici tributo sono esposti nella "Sezione Erario" in         corrispondenza delle somme indicate nella colonna "importi a debito versati"         con evidenza, quale "anno di riferimento", dell'anno d'imposta cui si riferisce         il versamento, espresso nella forma "AAAA". Il codice tributo "1842" è         utilizzabile anche in corrispondenza degli "importi a credito         compensati".      
Per i codici tributo "1840" e "1842" in caso di         versamento rateale, nel campo "rateazione/regione/prov./mese rif." è riportato         il numero della rata nel formato "NNRR" dove "NN" rappresenta il numero della         rata in pagamento e "RR" indica il numero complessivo delle rate. Si precisa         che, in caso di pagamento in un'unica soluzione il suddetto campo è valorizzato         con "0101".      
        
      
Il Direttore centrale      
Aldo Polito    



D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23, art.       3
Provv. 7 aprile 2011

REFERENDUM: WWF SCRIVE A NAPOLITANO, CON DL CALPESTATA SOVRANITA' POPOLARE

REFERENDUM: WWF SCRIVE A NAPOLITANO, CON DL CALPESTATA SOVRANITA' POPOLARE =

Roma, 26 mag. (Adnkronos) - "Il referendum sul nucleare e' stato
disattivato in modo strumentale". La denuncia del presidente di Wwf
Italia, Stefano Leoni, e' contenuta in una lettera inviata al
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "Il Governo - si legge
in una nota - che ha posto la fiducia sul decreto legge Omnibus,
approvato dall'Aula di Montecitorio, dimostra che in materia di
nucleare non solo non si fida degli italiani, ma neanche del
Parlamento: la sovranita' popolare (diretta e indiretta) e'
definitivamente calpestata dall'Esecutivo".

Nella lettera il presidente dell'associazione ambientalista
solleva due questioni di fondo: ''il Governo con un proprio
emendamento presentato nel corso dell'iter di conversione del decreto
legge - aggirando il preventivo esame del presidente della Repubblica
in sede di emanazione - e definitivamente approvato dal Parlamento con
il voto di fiducia posto dall'Esecutivo, puo' impedire agli italiani
di pronunciarsi sul referendum? E ancora, questa modalita' di operare
del Governo e' costituzionalmente compatibile con l'istituto
referendario quale tipico mezzo di esercizio della sovranita'
popolare?''. (segue)

(Vim/Col/Adnkronos)
26-MAG-11 12:51

REFERENDUM: WWF SCRIVE A NAPOLITANO, CON DL CALPESTATA SOVRANITA' POPOLARE (2) =

(Adnkronos) - La Corte Costituzionale - osserva ancora Leoni
nella missiva a Napolitano - ha posto la sua attenzione sulle leggi
che modificano norme sottoposte a referendum, rilevando come, da un
lato, si debbano rispettare i 'principi ispiratori' dei promotori dei
quesiti e, dall'altro, si debbano valutare le reali 'intenzioni del
legislatore', che non possono essere finalizzate solo a bloccare
l'esercizio della sovranita' popolare''.

''Per il Wwf - conclude la nota - con la questione di fiducia
sulla conversione del decreto legge, a meno di due settimane dalla
consultazione referendaria, l'esecutivo ha definitivamente alterato il
normale confronto parlamentare e impedito agli italiani di
pronunciarsi con il proprio voto''.

(Vim/Col/Adnkronos)
26-MAG-11 12:55

REFERENDUM: CELENTANO, E' QUESTIONE DI VITA O DI MORTE - NUCLEARE: WWF SI APPELLA A NAPOLITANO PER REFERENDUM - REFERENDUM: LOMBARDO, SI' NUCLEARE, ACQUA E LEGITTIMO IMPEDIMENTO

REFERENDUM: CELENTANO, E' QUESTIONE DI VITA O DI MORTE
(V. 'BALLOTTAGGI: CELENTANO A GRILLO...' DELLE 11.35)
(ANSA) - ROMA, 26 MAG - ''Potrebbe sembrare un'esagerazione,
ma e' una questione di vita o di morte. Il 12 e 13 giugno
bisogna assolutamente andare a votare contro l'assurdita' delle
centrali nucleari e quindi contro l'ottusita' di quei governi
che, come il nostro, sono invece favorevoli a dar vita a delle
macchine infernali che prima o poi ci uccideranno''. Adriano
Celentano ribadisce in questi termini la sua posizione sui
referendum del 12 e 13 giugno in un'intervista all'Espresso, in
edicola domani. (ANSA).

MAJ
26-MAG-11 11:37 NNNN

NUCLEARE: WWF SI APPELLA A NAPOLITANO PER REFERENDUM =
(AGI) - Roma, 26 mag. - Il presidente del WWF Italia, Stefano
Leoni, in una lettera al Capo dello Stato denuncia
"la disattivazione strumentale del referendum sul nucleare
attraverso un emendamento e il voto di fiducia del Governo,
eludendo cosi' il vaglio preventivo del Quirinale".
Secondo il WWF, il governo "prima con un proprio
emendamento all'originario decreto legge, ha trasformato
l'iniziale sospensione del programma in materia di energia
nucleare in una abrogazione di facciata delle norme oggetto del
referendum del 12 e 13 giugno: tutto cio' con il solo obiettivo
di non permettere agli italiani di esprimersi sul quesito
referendario, mantenendo pero' l'obiettivo del rilancio della
strategia nucleare. E poi, ponendo la questione di fiducia
sulla conversione del decreto legge, a meno di due settimane
dalla consultazione referendaria, ha definitivamente alterato
il normale confronto parlamentare e impedito agli italiani di
pronunciarsi con il proprio voto". (AGI)
Cav
261224 MAG 11

NNNN
 REFERENDUM: LOMBARDO, SI' NUCLEARE, ACQUA E LEGITTIMO IMPEDIMENTO =
(AGI) - Palermo, 26 mag. - "Sono contro il legittimo
impedimento, a favore dell'acqua pubblica e contro il nucleare.
Andro' a votare e cerchero' di convincere mia moglie e i miei
figli". Lo ha detto il presidente della Regione Raffaele
Lombardo a margine del Forum Mediterraneo in Sanita' a Palermo.
(AGI)
Pa5/Rap/Mzu
261203 MAG 11

NNNN

“NIENTE TRUCCHI: FERMIAMO IL NUCLEARE CON IL REFERENDUM” di Alfiero Grandi*

 

 l'unità 25 maggio 2011

 “NIENTE TRUCCHI: FERMIAMO IL NUCLEARE CON IL REFERENDUM”

di Alfiero Grandi*

da L’Unità del 25 maggio 2011
IL DIRITTO DI VOTARE

Governo in fuga dal nucleare: ha fatto cancellare con voto di fiducia le stessenormeche aveva fatto approvare, sempre con voto di fiducia, nel 2009. La retorica sulla nuova era nucleare in Italia lascia il posto alla paura del voto degli italiani. Del resto la Sardegna (votanti 60 %, contrari al nucleare 97%)ha ulteriormente spinto il Governo ad una retromarcia clamorosa. Il Governo tenta di nascondere la ritirata. Le sparate di Berlusconi sul nucleare, presente Sarkozy, i commi che accompagnano l’abrogazione delle norme di legge oggetto di referendum ne sono la conferma. Il Governo ha affrontato la crisi nucleare con doppiezza e strumentalità, preoccupato solo di impedire agli italiani di votare per sottrarsi ad una sconfitta e per tagliare la strada ai referendum sull’acqua e sul legittimo impedimento. Eppure il Governo ha voluto ad ogni costo la legge per tornare al nucleare, fregandosene dei referendum del 1987, tentando di ignorare le Regioni, tacitando gli Enti locali e le popolazioni interessate, prevedendo la militarizzazione dei siti delle centrali per sottrarli al controllo democratico. La grande torta degli affari legati al nucleare (30 miliardi di euro solo per i primi quattro reattori) era già pronta per il taglio delle fette. L’opinione pubblica italiana era contraria al nucleare prima di Fukyshima. Dopo l’incidente i contrari sono molto aumentati e il Governo ha capito che poteva perdere il referendum e che anche gli altri potevano arrivare al quorum, ma non ha avuto ripensamenti sul nucleare. Il Governo ha avuto solo paura del quorum e della sconfitta politica. Di fronte al tentativo di riprovarci era meglio votare il 12 e 13 giugno per cancellare le norme sul nucleare e togliere di mezzo le doppiezze che il Governo ha cercato di disseminare e – ancora di più – di dichiarare. Ora la parola sul referendum è alla Corte di Cassazione. Non è il Governo che può decidere se il referendum si terrà oppure no. In ogni caso il Governo si illude se pensa di tornare al nucleare come se nulla fosse. le conseguenze di Fukushima purtroppo dureranno anni. Solo ora sappiamo che dopo la fusione del nocciolo del primo reattore anche il secondo e il terzo sono fusi. Non si può fare un bilancio di Fukushima solo perché l’incidente non è risolto. Il ripensamento sul nucleare nel mondo è profondo, ma non mancano tentativi trasformisti come ridurre gli stress test a un controllo burocratico. Il Governo italiano, trasformista ed insipiente, non ha compreso la gravità dell’incidente in Giappone e continua a sottovalutare l’opinione pubblica italiana, ma si illude. Non ci saranno tempi migliori per il nucleare in Italia, che si voti oppure no il 12 e 13 giugno. In attesa della Corte la campagna elettorale sul nucleare deve continuare, senza tentennamenti, per aiutare il quorum di tutti i referendum e la vittoria dei Sì.
*PORTAVOCE COMITATO VOTA SI

Un altro di polizia che viene soppresso a detrimento della sicurezza pubblica - Manifestazione davanti alla Prefettura

"Auto speronata esplode agenti della Mobile feriti"

La Corte Europea dei diritti dell'uomo a Strasburgo condanna l'Italia per non aver condannato Dell'Utri

Tratto da "Il Fatto Quotidiano del 25 maggio 2011 pagina 6"

Stress da lavoro, le linee guida dell’Inail (collegamento diretto al sito dell'autore)

Pensioni: Crescimbeni, sistema obbligatorio in sicurezza

PENSIONI: CRESCIMBENI, SISTEMA OBBLIGATORIO E' IN SICUREZZA

(ANSA) - ROMA, 25 MAG - ''Il sistema di previdenza
obbligatorio e' in sicurezza: lo dicono gli esperti e lo dicono
i numeri''. Lo ha detto il presidente dell'Inpdap, Paolo
Crescimbeni, nel corso dell'incontro organizzato dall'Istituto
su ''Previdenza Obbligatoria e Complementare'', a Roma, in
occasione della ''Giornata per il Futuro'', indetta dal
Ministero del Lavoro.
A seguito delle diverse riforme apportate al sistema, ha
osservato, ''era inevitabile che si riducesse la spesa
pensionistica e quindi i conti tornassero in ordine''. Il
sistema ''e' sostenibile, ma le pensioni non sono adeguate'', ha
aggiunto. ''In effetti, il meccanismo di calcolo contributivo ha
restituito al sistema una modalita' tipica delle assicurazioni,
che prevede accantonamenti annuali rivalutati secondo
coefficienti legati alle dinamiche di sviluppo dell'economia''.
In sostanza ''nell'arco di due anni , tra il 1993 e il 1995,
si e' creato sia un nuovo modello di sistema previdenziale, ma
anche gli strumenti per contemperarne gli effetti negativi. Da
quelle basi, sono poi partiti tutti gli altri correttivi e
integrazioni, sia alla previdenza obbligatoria che al decreto
124 per la previdenza complementare. Tra questi, anche il
perfezionamento delle regole per la previdenza complementare del
pubblico impiego''. Nel settore pubblico, la situazione e' meno
rosea che nel privato: il divario tra la popolazione
potenzialmente interessata ai Fondi pensione pubblici ed il
numero degli effettivi aderenti e' comunque significativo.
''Attendiamo ora di vedere cosa succedera' con la partenza del
nuovo Fondo Perseo - ha spiegato - che riguarda oltre 1.300.000
dipendenti della Sanita' e degli Enti locali''. (ANSA).

COM-CLA
25-MAG-11 12:24 NNNN
PENSIONI: CRESCIMBENI (INPDAP), SISTEMA OBBLIGATORIO IN SICUREZZA =

Roma, 25 mag. - (Adnkronos) - "Il sistema di previdenza
obbligatorio e' in sicurezza: lo dicono gli esperti e lo dicono i
numeri". E' quanto ha ribadito il presidente dell'Inpdap, Paolo
Crescimbeni, durante l'incontro organizzato dall'Istituto su
"Previdenza Obbligatoria e Complementare", a Roma, in occasione della
"Giornata per il Futuro", indetta dal Ministero del Lavoro.

A seguito delle diverse riforme apportate al sistema, ha
osservato, "era inevitabile che si riducesse la spesa pensionistica e
quindi i conti tornassero in ordine". Il sistema "e' sostenibile, ma
le pensioni non sono adeguate", ha aggiunto. "In effetti, il
meccanismo di calcolo contributivo ha restituito al sistema una
modalita' tipica delle assicurazioni, che prevede accantonamenti
annuali rivalutati secondo coefficienti legati alle dinamiche di
sviluppo dell'economia''.

In sostanza "nell' arco di due anni , tra il 1993 e il 1995, si
e' creato sia un nuovo modello di sistema previdenziale, ma anche gli
strumenti per contemperarne gli effetti negativi. Da quelle basi, sono
poi partiti tutti gli altri correttivi e integrazioni, sia alla
previdenza obbligatoria che al decreto 124 per la previdenza
complementare. Tra questi, anche il perfezionamento delle regole per
la previdenza complementare del pubblico impiego". Nel settore
pubblico, la situazione e' meno rosea che nel privato: il divario tra
la popolazione potenzialmente interessata ai Fondi pensione pubblici
ed il numero degli effettivi aderenti e' comunque significativo.
"Attendiamo ora di vedere cosa succedera' con la partenza del nuovo
Fondo Perseo - ha spiegato - che riguarda oltre 1.300.000 dipendenti
della Sanita' e degli Enti locali".

(Sec-Cim/Col/Adnkronos)
25-MAG-11 11:51

NNNN

Cassazione: immigrazione Sì alla sanatoria degli irregolari renitenti all'espulsione

>Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 18586/11; depositata l'11 maggio)
(Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, sentenza n. 8/11; depositata il 10 maggio)Cass. pen. Sez. I, Sent., (ud. 29-04-2011) 11-05-2011, n. 18586Fatto - Diritto P.Q.M.
Svolgimento del processo - Motivi della decisione
1.   -  Con sentenza, deliberata il 22 maggio 2009 e depositata il  21 luglio 2009, la Corte di appello di Perugia ha confermato la sentenza del  Tribunale  ordinario di quella stessa sede, 26 luglio  2005,  di condanna alla pena della reclusione in mesi sei, a carico di      M.      S. e di                G.T., imputati del delitto previsto  e punito  dal D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, art. 14, comma 5 ter,  per non aver ottemperato i decreti di allontanamento dal territorio dello Stato  emessi  dal Questore di Perugia il 19 aprile  2005,  essendosi trattenuti in Italia fino al 21 luglio 2005.
La  Corte  territoriale ha motivato, in relazione  alle censure  degli appellanti: le prospettate difficoltà economiche dei giudicabili non costituiscono  giustificato motivo di inadempimento  dell'ordine  del Questore,   laddove  l'assunto  non  è  dimostrato  e  laddove   gli appellanti  neppure  hanno  presentato  richiesta  di  ammissione  al patrocinio a spese dello Stato; è irrilevante la circostanza  che  i provvedimenti  della  Autorità amministrativa fossero  passibili  di impugnazione,  in quanto i decreti sono esecutivi; la pena  è  stata contenuta  nel minimo edittale, con la massima riduzioni e consentita dalle elargite attenuanti generiche.
2.  -  Ricorrono per Cassazione entrambi gli imputati, col  ministero del  difensore  di  ufficio,  avvocata Silvia  Egidi,  mediante  atto recante  la data del 19 ottobre 2009, depositato il 20 ottobre  2009, col quale sviluppano quattro motivi.
2.1  -  Col  primo  motivo  il difensore dichiara  promiscuamente  di denunziare, ai sensi dell'art. 606 c.p.p., comma 1, lett. b) e c)  ed e),  inosservanza  ed  erronea applicazione della  legge  penale,  in relazione  al  D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, art. 14, comma  5  ter, inosservanza di norme processuali, in relazione all'art. 192  c.p.p.,  nonchè  mancanza,  contraddittorietà e manifesta illogicità  della motivazione, censurando l'omesso esame delle "questioni  inerenti  il diritto intertemporale", proposte col gravame con riferimento al D.L. n. 241 del 2004. 2.2  -  Col  secondo  motivo il difensore, ai sensi  delle  succitate lettere  dell'art.  606  c.p.p.,   osserva  che  i  provvedimenti  del Questore di Perugia "non avevano l'autorità di cosa giudicata". 2.3  -  Col  terzo  motivo  il  difensore   ripropone  la  tesi  della ricorrenza   del   giustificato  motivo,
facendo  riferimento   alle "precarie  attività  lavorative" dei ricorrenti,  alla  mancanza  di disponibilità economiche, alle disagiate  condizioni;  e  obiettando, in  relazione  al rilievo della Corte territoriale circa  la  mancata richiesta del patrocinio a spese dello Stato, che i giudicabili erano assistiti  (non  - come opina la Corte di  appello - da  difensore  di fiducia, bensì) da legale nominato di ufficio.
2.4  -  Col  quarto  motivo il difensore dichiara  promiscuamente  di denunziare, ai sensi dell'art. 606 c.p.p.,  comma 1, lett. b)  ed  e), inosservanza ed erronea applicazione della legge penale, in relazione agli  artt.  62 bis, 63, 118, 132 e 133 c.p. e  D.Lgs.  n.  25  luglio 1998,   n.   286,   art.   14,   comma  5  ter,   nonchè   mancanza, contraddittorietà  e  manifesta  illogicità  della  motivazione  in ordine  al  trattamento sanzionatorio del quale la Corte  - secondo  i ricorrenti - non avrebbe dato conto.
3.  -  Il  ricorso  è  infondato, in quanto  non  ricorrono  nè  la denunziate  violazioni di legge (alla stregua del diritto vigente  al momento  della deliberazione della sentenza), nè vizio alcuno  della motivazione,   rilevante  nella  sede  del  presente    scrutinio   di legittimità. 4.  - Tuttavia, successivamente alla proposizione del ricorso, il  25 dicembre  2010, essendo infruttuosamente spiratoci giorno precedente) il  termine stabilito per l'attuazione e/o per il recepimento,  hanno acquisito  efficacia diretta  nell'ordinamento giuridico  interno  gli artt.  15 e 16 della direttiva  del Parlamento europeo e del Consiglio 16  dicembre  2008,  2008/115/CE, recante norme  e  procedure  comuni applicabili  negli  Stati membri al rimpatrio di cittadini  di  paesi terzi  il  cui soggiorno è irregolare. E, in proposito,  è,  testè sopravvenuto  il recentissimo arresto della
Corte di giustizia  della Unione  europea, Sezione 1, 28 aprile 2001, nel procedimento  C-61/11 PPU,  sulla pregiudiziale interpretativa circa le disposizioni  della suddetta  direttiva, in relazione al D.Lgs. 25 luglio 1998,  n.  286, art. 14, comma 5 ter.
La  Corte  della  Unione ha stabilito: "La direttiva  del  Parlamento europeo  e  del Consiglio 16 dicembre 2008, etc..., in particolare  i suoi  artt. 15 e 16, deve essere interpretata nel senso che essa osta ad  una normativa di uno Stato membro, come quella in discussione nel procedimento principale, che preveda l'irrogazione della  pena  della reclusione  al  cittadino  di un paese terzo  il  cui  soggiorno  sia irregolare per la sola ragione che questi, in violazione di un ordine di lasciare entro un determinato termine il territorio di tale Stato, permane in detto territorio senza giustificato motivo".
E,  conseguentemente, ha affermato che ai giudici penali degli  Stati della Unione spetta "disapplicare ogni disposizione del D.Lgs. n. 286 del  1998  contraria al risultato della direttiva 2008/115",  tenendo anche   "debito   conto  del  principio  della   applicazione   della retroattiva della legge più mite il quale fa parte delle  tradizioni costituzionali comuni degli Stati membri" (p. 61).
La  Corte  di  Kirchberg ha motivato: "gli Stati membri  non  possono introdurre, al fine di ovviare all'insuccesso delle  misure coercitive adottate  per  procedere  all'allontanamento  coattivo  conformemente all'art. 8, n. 4, di detta direttiva, una pena detentiva, come quella prevista  al  D.Lgs.  n. 286 del 1998, art. 14,  comma  5  ter,  solo perchè  un  cittadino  di un paese terzo,  dopo  che  gli  è   stato notificato un ordine di lasciare il territorio di uno Stato membro  e che  il  termine  impartito con tale ordine è  scaduto,  permane  in maniera  irregolare nel territorio nazionale" (p. 58), in  quanto  la pena  detentiva  "segnatamente  in ragione  delle  sue  condizioni  e modalità  di applicazione, rischia di compromettere la realizzazione dell'obiettivo  perseguito da detta direttiva, ossia  l'instaurazione di  una  politica  efficace  di allontanamento  e  di
rimpatrio  dei cittadini   di   paesi  terzi  il  cui  soggiorno  sia   irregolare", ostacolando  l'applicazione delle misure di cui  all'art.  8,  n.  1, della   direttiva  2008/115  e  ritardar(dando)  l'esecuzione    della decisione di rimpatrio" (p. 59).
4.3  -  Il  principio di diritto stabilito dal Giudice  della  Unione implica la disapplicazione della norma incriminatrice, contestata  al giudicabile   nel   presente  giudizio  e,  per   l'effetto,   impone l'annullamento, senza rinvio, della sentenza impugnata colla  formula più  favorevole per i giudicabili "perche il fatto non  è  previsto dalla legge come reato".
Si  tratta, infatti, della formula che, secondo un arresto di  questa Corte  suprema,  si  attaglia  al caso della  inapplicabilità  della disposizione  penale  per  effetto  della  incompatibilità  con   la "normativa  comunitaria", stabilita dalla Corte  di  giustizia  della Unione europea (Sez. 7, 6 marzo 2008, n. 21579, Boujlaib, massima  n. 239960).P.Q.M.
Annulla, senza rinvio, la sentenza impugnata, perchè il fatto non è previsto dalla legge come reato.

sanzioni amministrative Multe notturne: bollettini postali con importi separati Vanno indicati nei bollettini postali sia la sanzione ordinaria prevista per l'infrazione commessa sia l'aggravio di un terzo di tale importo, dovuto quando la violazione è stata commessa di notte. (D.M. 30 marzo 2011; G.U. 16 maggio 2010, n. 112)

circolare

Cassazione: "Ancora una conferma dalla Cassazione: il medico convenzionato non paga l'Irap

IMPOSTA REDDITO PERSONE FISICHE E GIURIDICHE   -   TRIBUTI LOCALI
Cass. civ. Sez. V, Ord., 10-05-2011, n. 10295
Fatto - Diritto P.Q.M.
Svolgimento del processo - Motivi della decisione
Ritenuto   che  è  stata  depositata, dal  consigliere  appositamente nominato, la seguente relazione ai sensi dell'art. 380 bis c.p.c.:
"Con   l'impugnata  sentenza  la  commissione  tributaria   regionale dell'Emilia  Romagna,  adita con appello dell'agenzia  delle  entrate nella controversia insorta tra           R.M., medico convenzionato col  SSN,  e l'agenzia medesima, avente a oggetto il silenzio-rifiuto di  istanze  di  rimborso  per  Irap 1998,  1999,  2000  e  2001,  ha confermato  la  sentenza di primo grado della commissione  tributaria provinciale di Bologna, n. 62/04/2006, favorevole al contribuente.
Ha motivato la decisione ritenendo esser stata dimostrata in giudizio l'inesistenza del requisito dell'autonoma organizzazione, atteso  (1) che i beni strumentali utilizzati (un'autovettura, un pc, un telefono GSM  e  alcuni  mobili  e arredi di valore non  eccessivo)  erano  da ritenere  rispondenti  a  quelli minimi indispensabili  all'esercizio della  professione; (2) che il contribuente non possedeva un  proprio studio;  (3)  che il medesimo non  aveva dipendenti;  (4)  che  infine scarsa  rispetto  al  fatturato era  stata  l'incidenza  dei  compensi corrisposti   a   terzi   per  prestazioni   direttamente   afferenti l'attività  professionale.  Per la  cassazione  di  questa  sentenza ricorre  l'agenzia  delle entrate, articolando  un  motivo  inteso  a denunciare  violazione del D.Lgs. n. 446 del 1997, artt.  2  e  3,  e D.P.R. n. 270 del 2000, art. 22, in relazione all'art. 360
c.p.c., n. 3.
Il   motivo,   sorretto  da  idoneo  quesito   di    diritto,   appare manifestamente  infondato, dal momento che, secondo  la giurisprudenza di  questa  Corte,  il  requisito  organizzativo  rilevante  ai  fini considerati,  il cui accertamento spetta al giudice  di  merito  (con valutazione   insindacabile  se  sorretta  da  congrua   motivazione), sussiste   quando   il   contribuente,  che   sia   il   responsabile dell'organizzazione,  eserciti l'attività  di  lavoro  autonomo  con l'impiego di beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile  per lo   svolgimento  dell'attività  autorganizzata  col    solo   lavoro personale,  ovvero  si  avvalga in modo non  occasionale  del  lavoro altrui (tra le più recenti Cass. 2010/15110; Cass. 2009/13038). E  i dati  di  fatto accertati in sede di merito non appaiono  contraddire l'affermata mancanza del suddetto requisito. Sulla  base
delle esposte considerazioni,  il  ricorso  può  essere  trattato  in  camera   di consiglio e definito con pronunzia di manifesta infondatezza";
-  che  il collegio integralmente condivide le considerazioni di  cui alla ripetuta relazione;
-  che  nulla va disposto in tema di spese processuali, non essendovi stata attività difensiva dell'intimata in questa sede.P.Q.M.
La Corte rigetta il ricorso.