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giovedì 7 ottobre 2010

AUTOSTRADE: RIENZI (CODACONS), SU PEDAGGI GRA NUOVO RICORSO AL TAR

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Roma, 7 ott. (Adnkronos) - "Trasformare il Gra in una arteria a
pagamento e' una idea folle oltre che illegittima". Lo ha dichiarato
il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. "Folle perche'
determinerebbe il blocco totale della circolazione nella capitale - ha
spiegato Rienzi - con gli automobilisti che, pur di non pagare
l'ennesimo balzello, utilizzerebbero strade alternative, che di certo
non sono in grado di reggere il traffico del Grande Raccordo".

"Illegittima- ha continuato Rienzi- perche' i cittadini gia'
pagano le infrastrutture stradali attraverso una miriade di tasse, a
partire da quelle sulle retribuzioni, tasse che servono anche a
finanziare tali servizi. Non e' tollerabile quindi far pagare due
volte gli utenti una prima volta attraverso i tributi, la seconda
volta attraverso i pedaggi. Si tratterebbe in tal caso di una
duplicazione assurda di un qualcosa che si e' gia' pagato".

"Se il decreto del Governo non rispettera' il principio europeo
del chi usa paga, imponendo agli automobilisti il finanziamento di
strutture che non vengono direttamente utilizzate, sara' suscettibile
di annullamento dinanzi al Tar", ha concluso Rienzi.

(Asa/Ct/Adnkronos)
07-OTT-10 15:10

NNNN

Medico competente “Le cartelle sanitarie, i registri, le relazioni annuali”,



COMUNICATO STAMPA - "Silp Cgil - Il taglio delle risorse per la poliza palermitana è taglio di legalità"



RICEVO E PUBBLICO 
COMUNICATO STAMPA - 
"Silp Cgil - Il taglio delle risorse per la poliza palermitana è taglio di legalità"



FEDERALISMO: ANAAO, DECRETO SU COSTI STANDARD SMANTELLA SSN



Roma, 7 ott. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - "Il decreto sui
costi standard vola verso la sua definitiva approvazione e, nonostante
sia salutato come la soluzione di tutti i mali che affliggono la
sanita' italiana, rischia invece di sferrare il colpo definitivo al
Ssn unico, solidaristico e universale e di sancire definitivamente la
frattura dell'Italia in due parti: una con la sanita' efficiente e
produttiva, un'altra con una sanita' povera di efficacia e di
sicurezza". Questo il commento del segretario nazionale dell'Anaao
Assomed, Costantino Troise, al decreto approvato oggi dal Consiglio
dei ministri.

"Dopo la legge 133 del 2008, con la quale si e' ridotto il
finanziamento del Ssn per il triennio successivo ben al di sotto del
fabbisogno; dopo il Patto della salute 2010-2012, con il quale si sono
tagliati 10 mila posti letto e si sono ridotte le consistenze
organiche del personale del Ssn; dopo la manovra economica del luglio
2010, con la quale si sono tagliati 8,5 miliardi alle Regioni in due
anni con una restrizione dell'offerta dei servizi socio-sanitari con
le inevitabili ricadute sul Ssn, oggi - sottolinea in una nota Troise
- il federalismo sanitario, con la sua parola magica 'costo standard',
rappresenta l'ultimo atto di una strategia mirata allo smantellamento
del servizio sanitario nazionale e pubblico".

Per il segretario nazionale dell'Anaao Assomed, "in Italia, dove
la spesa sanitaria e la sua dinamica di crescita sono inferiori alla
media dei paesi Ocse, dove i posti letto, il numero degli ospedali e
le giornate di degenza sono inferiori a quelle dei maggiori Paesi
europei (Francia e Germania su tutti), il ripetersi di manovre
economiche, di provvedimenti legislativi e del 'mantra' del costo
standard, letti nella loro naturale evoluzione, rivelano - conclude
Troise - il vero obbiettivo che e' quello di abbandonare la sanita'
del Sud al proprio destino".

(Com-Fed/Ct/Adnkronos)
07-OTT-10 15:14

NNNN

Interlocutore unico del Centro Amministrativo dell'Esercito Italiano ai fini dei provvedimenti di riscatto, prosecuzione volontaria, ricongiunzione, computo, sistemazione contributiva nonché costituzione della posizione assicurativa Inps.

Interrogazione parlamentare sui gravi fatti di repressione avvenuti da parte delle Forze dell'Ordine a Palermo in occasione della visita del Papa.



INTERNET: SICUREZZA SU FACEBOOK, INCONTRO POLIZIA POSTALE E DIRIGENTI SOCIAL NETWORK










BASI PER EFFETTIVA COOPERAZIONE TRA INVESTIGATORI E SETTORE
PRIVATO

Roma, 7 ott. - (Adnkronos) - Rendere piu' sicuro l'uso della
piattaforma del piu' noto Social Network, Facebook, da parte degli
utenti, in particolare i minori. Questo lo scopo dell'incontro
avvenuto recentemente tra investigatori della Polizia Postale e delle
Comunicazioni italiani e vertici del settore sicurezza Facebook venuti
in Italia dagli Stati Uniti, dalla sede californiana di Palo Alto.

In particolare, la responsabile del settore ''sicurezza e
rapporti con le forze di polizia'' ed il responsabile delle relazioni
per l'area Europa, Africa e Medio Oriente (Emea) hanno posto le basi
di una effettiva cooperazione dei cyberpoliziotti della Polizia con il
settore privato per rendere piu' utile e piu' sicuro l'uso della
famosa piattaforma di Social Network da parte degli utenti,
specialmente i minori.

Durante l'incontro sono state definite le ''linee guida'' che
regoleranno i rapporti tecnico-operativi fra la Polizia Italiana e
l'azienda statunitense con particolare attenzione agli aspetti di
prevenzione e riduzione degli illeciti commessi online. Il documento
riflette l'ottimo rapporto di collaborazione da tempo in atto tra il
Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni e i responsabili di
Facebook e potrebbe divenire a breve uno standard internazionale.
Infatti, unico del suo genere, costituisce una importante innovazione
nei rapporti di cooperazione internazionale tra rappresentanti del
settore pubblico e privato. (segue)

(Tao/Col/Adnkronos)
07-OTT-10 13:11

NNNN
(Adnkronos) - Antonio Apruzzese, direttore del Servizio Polizia
Postale e delle Comunicazioni, soddisfatto per i risultati dello
scambio informativo che i suoi uomini hanno avuto con i funzionari di
Facebook, ha sottolineato la valenza dell'accordo. ''Il contrasto agli
abusi commessi nel mondo dei Social Network - ha detto - si
arricchisce di uno strumento assolutamente innovativo che consentira'
sia a noi che a Facebook di garantire agli utenti una migliore e piu'
serena fruizione di un servizio a cui hanno iniziato ad affacciarsi
anche importanti realta' imprenditoriali, attratte dalla grande
popolarita' di questo poliedrico sistema di comunicazione''.

Al termine dei due giorni di intenso lavoro tra i 'cybercop'
italiani e gli esperti di Facebook, il prefetto Oscar Fioriolli,
responsabile della Direzione Centrale delle Specialita' della Polizia
ha ringraziato per il prezioso contributo i responsabili dell'azienda
di Palo Alto. ''La societa' moderna - ha detto - ha investito
significative risorse nello sviluppo delle nuove tecnologie di
comunicazione e ha dato di fatto vita ad un mondo parallelo in cui le
nuove opportunita' di socializzazione vengono inquinate da individui
che, agendo nell'ombra, ne abusano per perseguire i propri intenti
criminali".

"Le linee guida, - Ha continuato Fioriolli - stilate in
collaborazione con Facebook, rappresentano una pietra miliare nei
rapporti di cooperazione tra forze dell'ordine e societa' private che
forniscono servizi via internet. Serviranno ad illuminare piu'
adeguatamente proprio quelle zone buie di internet a beneficio
dell'intera comunita' internazionale, impegnata nella lotta alla
criminalita' informatica''. (segue)

(Tao/Col/Adnkronos)
07-OTT-10 13:16

NNNN

Adnkronos) - Viva soddisfazione per l'accordo e' stata espressa
anche da Cristian Perrella, responsabile delle relazioni Law
Enforcement Emea, il quale ha sottolineato il costante impegno di
Facebook per la sicurezza dei propri utenti. "Il nostro obiettivo e'
di garantire la migliore esperienza possibile su Facebook - ha
affermato Perrella - e cerchiamo di farlo adottando tutte le
iniziative che premiano i comportamenti positivi e scoraggiano quelli
negativi".

"Abbiamo costruito - ha spiegato Perrella - un sistema di regole
e una struttura del sito che incoraggiano le persone a utilizzare i
nomi reali e disincentivano i comportamenti negativi; abbiamo
sviluppato una tecnologia straordinaria e un efficace processo
operativo che consente di eliminare lo spam e di bloccare gli utenti
che non rispettano le regole; coinvolgiamo le autorita' soltanto nelle
situazioni piu' gravi e, quando questo avviene, vogliamo che gli
organi di polizia abbiano tutte le informazioni utili a perseguire i
reati, che si tratti di malware, phishing, ladri d'identita' o
pedofili. Nella maggior parte dei casi - ha concluso - facciamo un
ottimo lavoro internamente, ma nelle situazioni peggiori ci rivolgiamo
all'autorita' giudiziaria. Esattamente come avviene nel mondo reale.''

(Tao/Col/Adnkronos)
07-OTT-10 13:19

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Min.Istruzione: obblighi per il personale della scuola di documentare i requisiti per i benefici L.104/92 e L.68/99

MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA
Il Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, il Ministero della
salute e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali hanno pubblicato,
sulla Gazzetta Ufficiale n. 234 del 6 ottobre 2010, il Decreto 30 luglio 2010, n. 165,
contenente il Regolamento in materia di obblighi per il personale della scuola di
documentare i requisiti per avvalersi dei benefici previsti dalla legge n.104 del 1992

 
 

La Cgil contro Brunetta

In un video la Fp Cgil Medici attacca il ministro parlando di "flop Brunetta sui certificati di malattia on line"

I.N.A.I.L. (Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro) Circ. 6-10-2010 n. 37 Bando di mobilità volontaria [1] per la copertura, a tempo pieno ed indeterminato, di n. 9 posti per l'area C, livello economico 1 o 2, profilo professionale delle attività amministrative, presso la Direzione Generale dell'INAIL in Roma. [1] D.Lgs. n. 165/2001, art. 30.

Emanata dall'Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro, Direzione generale, Direzione centrale risorse umane.

Circ. 6 ottobre 2010, n. 37 (1).

Bando di mobilità volontaria [1] per la copertura, a tempo pieno ed indeterminato, di n. 9 posti per l'area C, livello economico 1 o 2, profilo professionale delle attività amministrative, presso la Direzione Generale dell'INAIL in Roma.

[1] D.Lgs. n. 165/2001, art. 30.

(1) Emanata dall'Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro, Direzione generale, Direzione centrale risorse umane.



Quadro normativo

Il Direttore Centrale Risorse Umane ha indetto [2] una procedura di mobilità volontaria per la copertura, a tempo pieno ed indeterminato, di n. 9 posti per l'area C, livello economico 1 o 2, profilo professionale delle attività amministrative presso la Direzione Generale dell'INAIL in Roma, destinato ai dipendenti di Pubbliche Amministrazioni [3].

La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 20 novembre 2010.

Per garantire agli interessati tutte le informazioni relative a termini e modalità di partecipazione, è necessario dare la massima diffusione a:

- Bando di mobilità con i relativi allegati [4]

- G.U. contenente l'avviso per estratto del bando [5].

[2] Determinazione n. 174 del 3 agosto 2010.

[3] D.Lgs. n. 165/2001, art. 1, comma 2.

[4] Allegati 1, 2 e 3.

[5] Gazzetta Ufficiale, IV serie speciale, n. 75 del 21 settembre 2010.



Diffusione dell'avviso per estratto e del bando di mobilità

I Responsabili delle Sedi territoriali provvederanno a:

- mettere a disposizione n. 1 copia della Gazzetta Ufficiale per coloro che ne richiedono la consultazione;

- distribuire copia del bando di mobilità, completo degli allegati, a tutti coloro che ne fanno richiesta;

- inviare un congruo numero di copie del bando ad ognuno degli organismi territoriali di seguito indicati:

- Prefetture;

- Comuni più importanti;

- Università degli studi;

- Associazioni sindacali;

- Ordini professionali.



Pubblicizzazione del bando di mobilità

La Direzione Centrale Comunicazione provvederà ad una efficace pubblicizzazione della selezione tramite:

- pubblicazione delle necessarie informazioni sul sito Internet nazionale.

L'Ufficio Stampa provvederà ad:

- inoltrare un comunicato stampa alle agenzie di informazione e alle testate giornalistiche nazionali.

Le Direzioni Regionali provvederanno a:

- pubblicare le necessarie informazioni sul sito Internet regionale

- inoltrare un comunicato stampa alle testate giornalistiche locali.


Il Direttore generale

Giuseppe Lucibello



Allegato


Bando di mobilità volontaria ai sensi dell’art. 30 del D.Lgs. n. 165/2001 e s.m.i. per la copertura a tempo pieno ed indeterminato di n. 9 posti nell’area C, profilo amministrativo


Art. 1

Requisiti di ammissione.


È indetta una procedura di mobilità volontaria esterna per la copertura a tempo pieno ed indeterminato di n. 9 posti per l’area C, livello economico 1 o 2, profilo professionale delle attività amministrative, presso la Direzione Generale dell’INAIL, in Roma.

I posti da ricoprire sono così individuati:

n. 3 Direzione centrale ragioneria;

n. 3 Direzione centrale patrimonio;

n. 3 Direzione centrale programmazione organizzazione e controllo.

Sono ammessi a partecipare i dipendenti a tempo indeterminato presso una Pubblica Amministrazione di cui all’art. 1, comma 2, del D.Lgs. n. 165/2001 e successive modifiche ed integrazioni che si trovino in regime di specifiche limitazioni delle assunzioni.

Apposita attestazione in tal senso, rilasciata dall’Amministrazione di appartenenza, dovrà essere allegata alla domanda di partecipazione.

I candidati dovranno, inoltre, appartenere ad un’area o categoria e profilo professionale presso l’Amministrazione di provenienza equivalenti all’Area C, livello economico 1 o livello economico 2, del sistema di classificazione del personale non dirigente del comparto Enti Pubblici Non Economici (vedi tabella Allegato 1).

Per l’ammissione alla procedura è richiesto il possesso dei seguenti ulteriori requisiti:

- anzianità di servizio a tempo indeterminato di almeno 3 anni presso una P.A.;

- essere in possesso almeno di diploma di istruzione secondaria di secondo grado conseguito al termine di un percorso di studi di durata quinquennale;

- non avere riportato condanne penali nell’ultimo biennio né avere procedimenti penali in corso;

- non avere riportato sanzioni disciplinari nell’ultimo biennio né avere procedimenti disciplinari in corso;

- godere dei diritti politici;

- anzianità di servizio di almeno 2 anni in uno dei seguenti settori:

- nel settore della Amministrazione e Contabilità, con particolare riferimento a:

- attività relative alla redazione di bilanci e/o alla gestione della contabilità e/o alla gestione in materia previdenziale e fiscali;

ovvero nel settore degli Appalti Pubblici con particolare riferimento a:

- espletamento delle procedure di gara ad evidenza pubblica per lavori, forniture e servizi;

ovvero nel settore della Organizzazione e Pianificazione con particolare riferimento a:

- analisi organizzativa, analisi e progettazione di strutture organizzative, analisi e dimensionamento organico, progettazione, descrizione, misurazione e controllo dei processi;

- residenza nel territorio della provincia di Roma.

I suddetti requisiti debbono essere posseduti alla data di scadenza del termine utile per la presentazione delle domande.


Art. 2

Presentazione della domanda, termini e modalità.


La domanda di ammissione dovrà essere redatta su carta semplice e in carattere stampatello utilizzando esclusivamente il modello allegato al presente bando (Allegato 2).

Il predetto modello di domanda è reperibile sul Portale dell’Istituto (www.inail.it).

In tale domanda ciascun candidato, consapevole delle sanzioni penali previste dall’art. 76 del D.P.R. n. 445/2000 e successive modifiche ed integrazioni, deve autocertificare, ai sensi degli artt. 46 e 47 del citato decreto, il possesso dei requisiti richiesti.

Alla domanda di ammissione dovrà essere allegato un curriculum formativo e professionale, debitamente documentato e firmato.

La domanda dovrà essere spedita esclusivamente con raccomandata con avviso di ricevimento, al seguente indirizzo: INAIL - Direzione Centrale Risorse - Uff. II - Piazzale Giulio Pastore, 6 - 00144 - Roma e non potrà assolutamente essere trasmessa per il tramite di Uffici centrali o periferici dell'Istituto o di altre pubbliche amministrazioni.

Sulla busta dovrà essere indicato cognome, nome e recapito del candidato, nonché la seguente dicitura “CONTIENE DOMANDA BANDO DI MOBILITÀ PER 9 POSTI, AREA C, PROFILO AMMINISTRATIVO”.

Il termine perentorio per la presentazione della domanda è di 60 (sessanta) giorni a decorrere dal giorno successivo a quello di pubblicazione del presente bando di mobilità per estratto, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana - IV serie speciale.

Il predetto termine, qualora venga a cadere in giorno festivo, si intenderà differito al primo giorno non festivo immediatamente successivo.

La domanda di partecipazione alla procedura di mobilità è considerata prodotta in tempo utile se spedita entro il predetto termine di 60 (sessanta) giorni. A tal fine fa fede il timbro a data apposto sulla raccomandata dall'Ufficio Postale accettante.

L'Istituto declina ogni responsabilità per eventuali disguidi o ritardi postali nonché per il caso di dispersione di comunicazioni dipendente da inesatta o non chiara indicazione dei dati anagrafici o dell'indirizzo da parte dei candidati oppure da mancata, o tardiva, comunicazione del cambiamento di indirizzo indicato nella domanda.

La domanda di partecipazione, pena l’esclusione, deve recare in calce la firma autografa, resa in forma leggibile e per esteso, del candidato stesso, la quale, ai sensi dell’art. 39 del D.P.R. n. 445/2000, non necessita di autentica.

Alla domanda deve essere allegata una fotocopia in carta semplice di un documento di identità in corso di validità.

Si rende noto che, fermo restando quanto previsto in materia di responsabilità civile e penale dall’art. 76 del D.P.R. n. 445/2000, qualora dal controllo di cui al D.P.R. stesso emerga la non veridicità del contenuto della dichiarazione, il dichiarante decade dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base della dichiarazione non veritiera.

Non saranno prese in considerazione domande di mobilità già presentate all’Istituto in data anteriore alla pubblicazione del presente bando.


Art. 3

Casi di esclusione.


Sono esclusi dalla procedura i candidati che:

- abbiano spedito la domanda di ammissione oltre il termine di cui all’art. 2;

- abbiano spedito la domanda di partecipazione con modalità diverse dalla raccomandata A.R. a mezzo di Poste Italiane;

- abbiano prodotto la domanda di partecipazione priva della sottoscrizione autografa;

- non abbiano compilato integralmente la domanda secondo lo schema allegato;

- non abbiano allegato il curriculum formativo e professionale.

L’esclusione di coloro che non siano in possesso dei requisiti prescritti può essere disposta in qualsiasi momento con provvedimento motivato. Di tale esclusione verrà data comunicazione all’interessato.

Ai fini della presente procedura di mobilità non verranno prese in considerazione le domande di mobilità già in possesso dell’Istituto. Pertanto coloro che abbiano già presentato domanda di mobilità e siano tuttora interessati ad eventuale trasferimento presso l’INAIL dovranno presentare una nuova domanda secondo le modalità di cui al presente bando.


Art. 4

Commissione esaminatrice.


La Commissione esaminatrice sarà nominata dal Presidente dell’Istituto e sarà composta da:

- un Dirigente Generale o equiparato, con funzioni di Presidente;

- due dirigenti delle Direzioni Centrali interessate dalla procedura di mobilità.

Le funzioni di segretario saranno svolte da un dipendente dell’Istituto appartenente all’Area C.


Art. 5

Punteggio, colloquio e formazione della graduatoria.


La Commissione esaminatrice procederà, anche in presenza di una sola domanda, alla valutazione, in relazione al posto da ricoprire, del curriculum professionale e formativo, assegnando un punteggio complessivo non superiore a 20 punti, secondo i seguenti criteri:

- possesso di titolo di studio superiore rispetto a quello richiesto: fino ad un massimo di 5 punti:

- diploma di laurea, laurea magistrale: punti 3;

- laurea di primo livello, diploma universitario di durata triennale: punti 2;

- ulteriori titoli di studio: punti 1 per ogni titolo;

- esperienze lavorative maturate nei settori interessati dalla procedura di mobilità: punteggio massimo attribuibile 10;

- ulteriore anzianità di servizio negli specifici settori oltre il requisito minimo di due anni: 0,50 punti per ogni anno, fino ad un massimo di 2 punti;

- corsi di formazione nei settori interessati: 0,50 punti per ogni corso, fino ad un massimo di 3 punti.

La Commissione individuerà un numero di candidati non superiore a quindici per ciascuna figura professionale il cui profilo risulti maggiormente rispondente alle esigenze dell’Istituto che saranno invitati a sostenere un colloquio di approfondimento finalizzato alla verifica delle conoscenze formative e professionali indicate nella domanda di ammissione e nel curriculum e all’accertamento delle attitudini e capacità personali.

Il colloquio comporta l’attribuzione di un punteggio massimo di 10 punti.

L’eventuale assenza dal colloquio sarà considerata rinuncia alla partecipazione alla procedura.

A parità di punteggio costituirà preferenza, nell’ordine:

- minore anzianità di servizio complessiva nella P.A.

- provenienza da un’amministrazione appartenente al medesimo Comparto Enti Pubblici non Economici.

Ad un ulteriore parità di punteggio si darà preferenza alla minore età.

È fatta salva, in ogni caso, la facoltà dell’Ente di non procedere alla copertura dei posti oggetto della presente procedura di mobilità qualora la Commissione incaricata non rilevi l’esistenza di professionalità adeguate tra le candidature esaminate, senza che alcun candidato possa vantare diritti di sorta.


Art. 6

Assunzioni in servizio.


I candidati risultati idonei per la copertura dei posti oggetto della presente procedura di mobilità saranno invitati a sottoscrivere, con l’INAIL, il contratto individuale di lavoro a tempo pieno ed indeterminato, la cui stipulazione è subordinata al rilascio del nulla osta da parte dell’Amministrazione di provenienza, nonché all’accertamento del possesso dei requisiti richiesti dal presente bando di mobilità.

Qualora venga accertata la mancanza di uno dei predetti requisiti non si darà luogo alla mobilità e la procedura si intenderà conclusa con esito negativo.

L’assunzione comporta il riconoscimento dell’anzianità maturata nell’amministrazione di provenienza.


Art. 7

Riserve dell’Istituto.


Il presente bando è finalizzato esclusivamente alla copertura dei posti richiesti con lo stesso e non costituisce in alcun modo obbligo di assunzione né la graduatoria redatta a tal fine potrà essere valida per successive assunzioni presso l’Istituto.

L’INAIL si riserva la facoltà di prorogare il termine per la presentazione delle domande di ammissione alla procedura, nonché di riaprire il termine, di sospendere o revocare tale procedura per ragioni di pubblico interesse, o di non dar corso alla mobilità, dandone comunicazione all’interessato, a seguito di sopravvenuti vincolo legislativi e/o finanziari, o a seguito della variazione delle esigenze organizzative dell’Istituto.


Art. 8

Trattamento dei dati personali.


Ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, i dati personali forniti dai candidati in sede di partecipazione alla procedura di mobilità o comunque acquisiti a tal fine dall’Istituto saranno oggetto di trattamento, con modalità sia manuale che informatizzata, al fine di assolvere tutti gli obblighi previsti da leggi, regolamenti, normative comunitarie, nonché da disposizioni imperative promananti da autorità a ciò legittimate.

Il conferimento di tali dati è obbligatorio ai fini della valutazione dei requisiti di partecipazione, pena l’esclusione dalla procedura.

Ai candidati sono riconosciuti i diritti di cui all’art. 7 del citato D.Lgs. tra i quali il diritto di accesso ai dati che lo riguardano, nonché alcuni diritti complementari tra cui quello di far rettificare i dati erronei, incompleti o raccolti in termini non conforme alla legge, nonché ancora quello di opporsi al loro trattamento per motivi legittimi.

Tali diritti potranno essere fatti valere inoltrando le relative richieste all’INAIL - Direzione Centrale Risorse Umane, Ufficio Risorse Umane, Piazzale G. Pastore 6, 00144 Roma.


Art. 9

Informazioni ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241.


La struttura dell’Istituto incaricata dell'istruttoria delle domande e dell'esecuzione degli adempimenti connessi ai diversi provvedimenti previsti dal presente bando è la Direzione Centrale Risorse Umane, Ufficio Risorse Umane, Piazzale Giulio Pastore n. 6, 00144 ROMA, (tel. 06.5487.3006 - fax 06.5487.2613) presso la quale ciascun candidato potrà conoscere il nominativo del Responsabile del procedimento e dei provvedimenti relativi.


Il Direttore centrale risorse umane

Dr. Giuseppe Antola



Allegato 1


Tabella di equiparazione (2)

(2) Si omette la tabella in quanto illeggibile.



Allegato 2


N.B. Barrare le caselle □

La barratura delle caselle e le relative indicazioni richieste per i campi contrassegnati con l’asterisco (*) sono obbligatorie, a pena di esclusione.


Raccomandata A.R


     

All’
   

INAIL
           

Direzione centrale risorse umane
           

Ufficio II - Risorse umane
           

Piazzale Giulio Pastore, 6
           

00144 - Roma
       


Il/la sottoscritto/a ________________________________________________________(*)

presa visione del bando di mobilità emanato da codesto Istituto, chiede di essere ammesso/a alla relativa procedura per la copertura a tempo pieno ed indeterminato di n. 9 posti nell’area C - livello economico 1 o 2 - profilo professionale delle attività amministrative, presso la Direzione Generale dell’INAIL.

A tal fine, ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. n. 445/2000, consapevole delle sanzioni civili e penali, previste dall’art. 76 del citato D.P.R., cui incorrerebbe in caso di dichiarazioni false e mendaci,


Dichiara


di essere nato il ___________ a _________________________________ prov. _______ Cod. Fiscale _____________________ sesso M □ F □ di essere residente a ___________________ (prov. _____) Via /piazza _____________________________ n. ________ CAP_________ di voler partecipare per i posti disponibili presso la Direzione Centrale ________________________________________ (*)


di indicare il seguente recapito presso il quale ricevere ogni comunicazione relativa alla selezione (specificare solo se diverso dalla residenza anagrafica) _________________________________________ tel. ____________________ cell. _________________________ e-mail _______________________

(facoltativi)


□ di essere in possesso della cittadinanza ___________________________________________ (*)

(specificare se italiana o di altro paese membro dell’Unione Europea o equiparato)


□ di godere dei diritti politici e di essere iscritto nelle liste elettorali del Comune di _______________ (*)

(in caso di non iscrizione o di cancellazione dalle liste indicarne i motivi)


□ di non avere riportato - nell’ultimo biennio precedente alla data di scadenza della domanda di partecipazione - condanne penali né sanzioni disciplinari, e di non avere procedimenti penali e/o disciplinari in corso (*)


□ di possedere l’idoneità fisica all’impiego (*)


□ di prestare attualmente servizio presso_____________________________________________ (*)


□ di essere inquadrato nell’area o categoria ___________________________________________ (*) (specificare quella posseduta presso l’Ente di provenienza, corrispondente all’area C, livello econ. 1 ovvero 2, comparto EPNE)


□ di avere un’anzianità di servizio a tempo indeterminato presso la P.A. dal _____/____/_______ (*)


□ di essere in possesso del seguente titolo di studio: _________________________________ (*)

conseguito presso _______________________________________in data_________________.


□ di avere un’anzianità di servizio di almeno 2 anni nel seguente settore _______________________ (*)


□ di essere residente nel territorio della provincia di Roma (*)


□ Allega curriculum formativo e professionale (*)


□ Allega dichiarazione dell’Amministrazione di appartenenza di essere soggetta a regime di specifiche limitazioni delle assunzioni


Il sottoscritto dichiara di aver preso visione dell’informativa, di cui all’art. 8 del bando, sul trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003.


Allega ai sensi dell’art. 38, c. 3, del D.P.R. n. 445/2000, fotocopia del seguente documento d’identità, in corso di validità: ________________________________, rilasciato da _______________________ il _________________________.


Data ______________________


______________________________________

(firma per esteso e leggibile)



D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, art. 13
L. 7 agosto 1990, n. 241
D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445
D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 1
D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 30

Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca Nota 5-10-2010 n. 18243 SIDI - Integrazione base dati nazionale del personale amministrativo collocato in part time in servizio negli uffici del MIUR. Emanata dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali, Direzione generale per le risorse umane del Ministero, acquisti e affari generali.

Nota 5 ottobre 2010, n. 18243 (1).

SIDI - Integrazione base dati nazionale del personale amministrativo collocato in part time in servizio negli uffici del MIUR.

(1) Emanata dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali, Direzione generale per le risorse umane del Ministero, acquisti e affari generali.



     

All'
   

Ufficio di gabinetto On. le Ministro
     

Alla
   

Segreteria dell'On. le Sottosegretario
     

All'
   

Ufficio legislativo
     

Ai
   

Capi dipartimento
     

Alle
   

Direzioni generali
     

Agli
   

Uffici scolastici regionali
     

All'
   

Ufficio centrale di bilancio
           

Loro sedi
     

Ai
   

Dirigenti
           

N.D.G.

e, p.c.:
   

All'
   

Ufficio relazioni con il pubblico
           

Sede
       



Con la nota 13 luglio 2009, n. 9485 la scrivente ha regolamentato gli adempimenti da porre in essere circa l'argomento citato in oggetto.

Ciò a seguito delle disposizioni impartite dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ispettorato della Funzione Pubblica.

Risulta che taluni Uffici sono inadempienti rispetto alle disposizioni impartite con la nota di cui sopra.

Al fine di consentire a ciascun ufficio la verifica e l'eventuale inserimento dei dati mancanti e/o l'integrazione di quelli già presenti ma incompleti, in modo da garantire la completezza e l'esattezza dei dati nazionali, la scrivente Direzione Generale ha riaperto (temporaneamente) alcune funzioni.

In particolare all'utente abilitato alla responsabilità "Gestione ufficio" verranno associate dall'11 ottobre al 22 ottobre 2010 (ultimo giorno valido) due nuove funzioni, "Gestione richiesta part time" e "Gestione istanza full time", che consentiranno l'inserimento dei dati rispettivamente delle richieste di part time di ripristino del tempo pieno e di modifica già approvate, senza l'attivazione dell'iter di approvazione, e del relativo contratto.

I dati obbligatori richiesti sono:

per le domande di part time

- data presentazione, data e numero protocollo domanda;

- tipologia part time (Misto, Orizzontale, Verticale);

- descrizione part time (part time standard, part time e pensione, part time con seconda attività lavorativa);

- data inizio proposta e data inizio effettiva del periodo di part time;

- data sottoscrizione, data e numero registrazione presso l'Ufficio Centrale di Bilancio del contratto;

- articolazione part time (sulla base della quale il sistema calcola in automatico la percentuale di part time):

- per part time orizzontale/ verticale settimanale n. giorni e n. ore lavorate a settimana,

- per part time verticale mensile n. giorni e n. ore lavorate al mese,

- per part time verticale annuale semplice indicazione mesi di astensione completa dal lavoro,

- per part time verticale annuale con articolazione mensile n. giorni e n. ore lavorate al mese, indicazione mesi di astensione completa dal lavoro,

- per part time verticale annuale con articolazione settimanale n. giorni e n. ore lavorate a settimana, indicazione mesi di astensione completa dal lavoro;

- parere decorrenza (MOV RICHIESTO DIFFERIMENTO);

- parere direzione (POSITIVO);

- esito richiesta (POSITIVO).

per le domande di ripristino del tempo pieno

- data presentazione, data e numero protocollo domanda;

- data ripristino richiesto e data ripristino effettiva;

- data sottoscrizione, data e numero registrazione presso l'Ufficio Centrale di Bilancio del contratto;

- esito richiesta (POSITIVO);

- parere direzione (POSITIVO).

Gli utenti potranno trovare tutte le informazioni di dettaglio su come operare a sistema consultando gli appositi manuali utente, a cui sarà possibile accedere direttamente on line dalla propria responsabilità oppure dalla sezione "Guide operative - Personale amministrativo" del portale SIDI.

Per quanto concerne le nuove richieste, invece, gli utenti dovranno utilizzare le funzioni "Inserisci richiesta part-time" e "Inserisci richiesta full-time" attualmente già disponibili, per attivare l'iter approvativo delle stesse.

Nel corso del periodo di aggiornamento le attività degli uffici verranno costantemente monitorate e a conclusione delle operazioni verrà effettuata l'opportuna verifica.

Infine si invitano Codeste Direzioni a predisporre un elenco in formato Excel del personale collocato in part time e del personale che ne ha richiesto la modifica e/o la revoca (con indicazione della data di decorrenza) da inviare all'indirizzo e-mail .......@istruzione.it. Si precisa che l'invio di questi dati deve essere preceduto dall'aggiornamento effettuato a sistema dei predetti dati.

Si invitano codeste Direzioni Generali e Regionali ad attivare gli uffici competenti affinché adempiano agli obblighi summenzionati.


Si ringrazia per la cortese collaborazione.


Il Direttore generale

Antonio Coccimiglio

Collegamento delle Prefetture-UTG all'Indice Nazionale delle Anagrafi.

Ministero dell'interno
Circ. 1-10-2010 n. 28/2010
Collegamento delle Prefetture-UTG all'Indice Nazionale delle Anagrafi.
Emanata dal Ministero dell'interno, Dipartimento per gli affari interni e territoriali, Direzione centrale per i servizi demografici, INA - SAIA.

Circ. 1 ottobre 2010, n. 28/2010 (1).

Collegamento delle Prefetture-UTG all'Indice Nazionale delle Anagrafi.

(1) Emanata dal Ministero dell'interno, Dipartimento per gli affari interni e territoriali, Direzione centrale per i servizi demografici, INA - SAIA.



     

Ai
   

Sigg.ri Prefetti della Repubblica
           

Loro sedi
     

Al
   

Commissario del Governo per la provincia di Bolzano
           

39100 - Bolzano
     

Al
   

Commissario del Governo per la provincia di Trento
           

38100 - Trento
     

Al
   

Presidente della Regione autonoma Valle d'Aosta
           

Servizio affari di prefettura
           

P.zza della Repubblica, 15
           

11100 - Aosta

e, p.c.:
   

All'
   

Università di Tor Vergata
           

Via dell'Archiginnasio - Casale 4
           

00173 - Roma
       



Si fa seguito alla precorsa corrispondenza concernente l'Indice Nazionale delle Anagrafi (INA) istituito ai sensi dell'art. 1 della L. n. 1228/1954 e disciplinato dal D.M. n. 240/2005.

Al riguardo si comunica che, anche al fine di aderire alle numerose richieste pervenute, questa Direzione sta predisponendo un progetto per consentire a codesti Uffici di accedere ai servizi dell'INA, previa sottoscrizione di un'apposita convenzione ai sensi degli art. 5, comma 1, lett. b) e comma 2 del citato D.M.

L'accesso all'INA sarà reso possibile attraverso il collegamento telematico con il Centro Nazionale per i Servizi Demografici, già attivato da codesti Uffici in base alle istruzioni comunicate con precedenti circolari ed in particolare con la Circ. 14 dicembre 2005, n. 60 disponibile sul sito di questa Direzione Centrale.

L'efficienza dei sistemi di connessione delle Prefetture al Centro Nazionale per i Servizi Demografici è un presupposto indispensabile per l'attuazione del progetto in esame.

Pertanto questa Direzione ha affidato all'Università di Tor Vergata, che collabora alla realizzazione dello stesso, l'incarico di avviare opportuni contatti con codesti Uffici per fornire un supporto tecnico finalizzato alla soluzione delle problematiche eventualmente riscontrate.

Ciò posto, nel segnalare l'importanza dell'iniziativa, preordinata a promuovere la circolarità delle informazioni anagrafiche in un ottica di snellimento dell'attività amministrativa, si prega di fornire assicurazione circa il corretto funzionamento dei predetti collegamenti telematici.

Nel ringraziare per l'attenzione che verrà riservata all'argomento, si confida nella consueta collaborazione.


Il Direttore centrale

Menghini



L. 24 dicembre 1954, n. 1228, art. 1
D.M. 13 ottobre 2005, n. 240, art. 5

LAVORO: CORTE UE A ITALIA,SU CANTIERI COORDINATORE SICUREZZA



(ANSA) - BRUXELLES, 7 OTT - Quando piu' imprese sono presenti
in un cantiere, il diritto dell'Unione europea ''esige che venga
designato un coordinatore per la sicurezza e che questi rediga
un piano di sicurezza, qualora esistano rischi particolari''. Lo
sottolinea una sentenza della Corte europea di giustizia che
interviene su un caso sollevato nella provincia di Bolzano.
Secondo i giudici comunitari, inoltre, ''la circostanza che un
permesso di costruire sia o no richiesto e' irrilevante''.
Alla Corte di giustizia del Lussemburgo si era rivolto il
Tribunale di Bolzano che nutriva dubbi sulle deroghe previste
dalla normativa italiana in relazione all'obbligo di designare
un coordinatore per la sicurezza quando si tratta di lavori
privati non soggetti a permesso di costruire. Il caso era
arrivato davanti ai giudici dopo un'ispezione presso un cantiere
edile per il rifacimento del tetto di una casa dove la
manodopera veniva fornita da tre diverse imprese.
Un coordinatore in materia di sicurezza e di salute,
sottolinea la Corte Ue nella sentenza emessa oggi, ''deve essere
sempre nominato per qualsiasi cantiere in cui sono presenti piu'
imprese al momento della progettazione o, comunque, prima
dell'esecuzione dei lavori, indipendentemente dalla circostanza
che i lavori siano soggetti o meno a permesso di costruire,
ovvero che tale cantiere comporti o no rischi particolari''.
La direttiva europea, spiega ancora la Corte Ue, e' contraria
ad una normativa nazionale che, nel caso di un cantiere di
lavori privati non soggetti a permesso di costruire e nel quale
sono presenti piu' imprese, ''consenta di derogare all'obbligo
di nominare un coordinatore per la sicurezza e la salute al
momento della progettazione dell'opera o, comunque, prima
dell'esecuzione dei lavori''. (ANSA).

PUC
07-OTT-10 10:22 NNNN

Programmazione della formazione delle amministrazioni pubbliche. (Direttiva n. 10/2010). (10A11699) (GU n. 234 del 6-10-2010 )

Direttiva 30 luglio 2010
Programmazione della formazione delle amministrazioni pubbliche. (Direttiva n. 10/2010). (10A11699) (GU n. 234 del 6-10-2010 )

Alle Amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), ai sensi del comma 3, dell'articolo 1, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, incluse le autorita' indipendenti. IL MINISTRO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E L'INNOVAZIONE Premessa. Il Programma di riforma della Pubblica Amministrazione, delineato dal documento «Linee programmatiche sulla riforma della pubblica amministrazione - Piano industriale» (28 maggio 2008) e trasferito in larga parte nei provvedimenti normativi in materia di ottimizzazione della produttivita' del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni adottati da questo Governo, ha posto l'accento sulla rilevanza che la modernizzazione del sistema amministrativo assume ai fini della crescita dell'intero sistema economico nazionale. Tale constatazione diventa ancor piu' strategica in un momento di rilevante rallentamento dell'economia mondiale. L'introduzione di sistemi di valutazione della performance delle strutture amministrative e del personale, cosi' come la previsione di strumenti di valorizzazione del merito e di incentivazione dell'impegno dei dipendenti pubblici, sono strumenti finalizzati a ridurre il divario di efficienza che ancora separa il sistema pubblico dal settore privato e a migliorare la qualita' dei servizi erogati. Il rilievo dei servizi pubblici infatti (si pensi all'istruzione, alla sanita', alla difesa, alla giustizia, all'assistenza ecc.) e' tale che dalla loro qualita' e disponibilita' dipende il recupero complessivo di qualita' e produttivita' del sistema economico e sociale del Paese. Nell'ambito della strategia di riforma del sistema amministrativo assumono centralita' le politiche di valorizzazione del capitale umano e di gestione della conoscenza, la cui efficacia all'interno di ogni sistema organizzativo dipende in misura determinante dalla quantita' e soprattutto dalla qualita' delle risorse allocate per la formazione. Peraltro il tema dell'investimento nelle risorse umane gioca un ruolo-chiave nelle strategie dell'Unione europea. La rinnovata strategia di Lisbona attribuisce al capitale umano il ruolo di fattore essenziale di crescita e di leva centrale per la politica di coesione sociale. La dotazione di capitale umano e' considerata come un elemento cruciale nello sviluppo delle nuove tecnologie e come un fattore necessario per il loro utilizzo efficace, nonche' come una condizione imprescindibile della capacita' di inserimento professionale nei contesti organizzativi innovativi. La dotazione di capitale umano di ogni sistema dipende dalla consistenza delle risorse umane e dalla loro qualita', in termini di conoscenza e capacita' di sostenere il funzionamento del sistema economico e sociale. Dipende altresi', oltre che dalla quantita', dalla qualita' delle risorse allocate per la formazione, iniziale e continua, da parte della pubblica amministrazione e dalle decisioni delle imprese di investire nello sviluppo delle proprie risorse umane. La formazione e', peraltro, una dimensione costante e fondamentale del lavoro e uno strumento essenziale nella gestione delle risorse umane. Tutte le organizzazioni, per gestire il cambiamento e garantire un'elevata qualita' di prodotti e servizi, devono oggi fondarsi sulla conoscenza e sullo sviluppo delle competenze. La formazione del personale della pubblica amministrazione costituisce una leva strategica per la modernizzazione dell'azione amministrativa e per la realizzazione di effettivi miglioramenti qualitativi dei servizi ai cittadini e alle imprese. La formazione rappresenta, inoltre, uno strumento indispensabile per trarre significativi vantaggi dai cambiamenti nell'organizzazione dell'azione amministrativa e nei processi di lavoro ad essa sottesi, effetto del generale processo di riforma della pubblica amministrazione e del processo di continua evoluzione tecnologica che caratterizza lo scenario all'interno del quale si e' sviluppata l'azione amministrativa degli ultimi anni. La crisi economico-finanziaria che ha recentemente colpito l'economia mondiale ha indotto tutti i Governi europei ad adottare politiche di bilancio rigorose, per garantire la stabilita' dei conti pubblici. Anche il Governo italiano ha seguito la medesima strada attraverso l'adozione del decreto-legge n.78/2010 recante «Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitivita' economica», convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 30 luglio 2010. Il provvedimento contiene misure di riduzione della spesa e di aumento delle entrate per il periodo 2010-2013, dirette a riportare i saldi di finanza pubblica ai livelli concordati con le istituzioni europee nell'ambito del Patto di stabilita' e crescita. A tal fine prevede anche, all'art. 6, comma 13, che «a decorrere dall'anno 2011 la spesa annua sostenuta dalle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell'art. 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, incluse le autorita' indipendenti, per attivita' esclusivamente di formazione deve essere non superiore al 50 per cento della spesa sostenuta nell'anno 2009. Le predette amministrazioni svolgono prioritariamente l'attivita' di formazione tramite la Scuola superiore della pubblica amministrazione ovvero tramite i propri organismi di formazione. Gli atti e i contratti posti in essere in violazione della disposizione contenuta nel primo periodo del presente comma costituiscono illecito disciplinare e determinano responsabilita' erariale. La disposizione di cui al presente comma non si applica all'attivita' di formazione effettuata dalle Forze armate, dal Corpo nazionale dei Vigili del fuoco e dalle Forze di Polizia tramite i propri organismi di formazione». Stante il ruolo di «indirizzo, coordinamento e programmazione in materia di formazione, aggiornamento professionale e sviluppo del personale delle pubbliche amministrazioni», attribuito al Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione dal decreto di delega delle funzioni del presidente del Consiglio dei Ministri del 13 giugno 2008, e in considerazione del forte impatto che la citata norma del decreto-legge n. 78/2010 produce sulla disponibilita' finanziaria complessiva che le amministrazioni pubbliche possono utilizzare per il finanziamento di attivita' di sviluppo e potenziamento delle competenze dei dipendenti, si ritiene opportuno fornire indicazioni atte a favorire un efficiente ed efficace utilizzo delle risorse disponibili, in modo da garantire la necessaria qualita' delle azioni di formazione che saranno poste in essere. Il Ministro svolge le funzioni suddette con il supporto del Dipartimento della funzione pubblica, che si avvale della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione (d'ora innanzi SSPA) e di Formez PA. Si ritiene, altresi', opportuno fornire specifiche linee di indirizzo ai dirigenti che rivestono responsabilita' in materia di programmazione e gestione degli interventi formativi, con l'obiettivo di informare l'attivita' amministrativa ai principi di sana gestione, da perseguire anche attraverso il corretto ed efficace utilizzo delle risorse dedicate allo sviluppo delle competenze del personale pubblico. 1. Destinatari della direttiva. Le disposizioni contenute all'art. 6, comma 13, del richiamato decreto-legge n. 78/2010 sono dettate con riferimento a tutte le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell'art. 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, incluse le autorita' indipendenti. Deve, al riguardo, notarsi che le citate disposizioni hanno l'evidente obiettivo di contribuire al contenimento e alla riduzione della spesa pubblica e sono, pertanto, dettate in relazione a tutte le pubbliche amministrazioni inserite nel conto economico consolidato, comprese le autorita' indipendenti. Tuttavia, in virtu' della ripartizione delle competenze tra lo Stato e le regioni operata dall'art. 117 della Costituzione e confermata dalla recente giurisprudenza costituzionale, le indicazioni contenute nel presente atto si rivolgono esclusivamente alle attivita' delle amministrazioni centrali dello Stato, degli enti pubblici non economici nazionali e delle autorita' indipendenti inserite nel citato conto economico consolidato. Per tutte le altre amministrazioni, invece, esse costituiscono linee-guida finalizzate a garantire un miglior utilizzo delle risorse finanziarie assegnate alla formazione dei pubblici dipendenti. Infatti, benche' si tratti di formazione pubblica, sia essa impartita presso strutture pubbliche territoriali sia presso organismi privati con i quali gli enti territoriali possono stipulare apposite convenzioni, la presente direttiva reca disposizioni fondamentali in ossequio al principio di coordinamento della finanza pubblica, che rientra nella competenza concorrente ai sensi dell'art. 117, terzo comma, Cost., nonche' a quello di leale collaborazione di cui al successivo art. 118. 2. Quantificazione delle risorse finanziarie. La norma in oggetto richiama le amministrazioni al contenimento della spesa, ponendo un limite preciso al finanziamento delle attivita' esclusivamente formative dei pubblici dipendenti. In particolare, prevede che, a partire dal 2011, le amministrazioni debbano ridurre del 50% rispetto al 2009 le risorse finanziarie destinate agli interventi formativi. Si precisa che per attivita' esclusivamente formative devono intendersi tutti gli interventi di formazione, aggiornamento ed informazione svolti in presenza o con metodologie e-learning. Sono pertanto escluse dal campo di applicazione della norma le altre modalita' primarie, informali e non strutturate nei termini della formazione, di apprendimento e sviluppo delle competenze, costituite dalla reingegnerizzazione di processi e luoghi di lavoro, in modo da assicurare lo sviluppo delle opportunita' di informazione, valutazione e accumulazione delle competenze nel corso del lavoro quotidiano (tutoring, mentoring, peer review, circoli di qualita' e focus group, affiancamento, rotazione delle mansioni ecc.: European Commission 1997, Partnership for a new organization of work. Green Paper, «Bulletin of the European Union - Supplement», no. 4.). Dovra', pertanto, essere cura di ciascuna Amministrazione la quantificazione dell'ammontare delle risorse utilizzate per azioni esclusivamente formative nel corso dell'esercizio finanziario 2009, attraverso una puntuale individuazione degli interventi finanziati e delle fonti di finanziamento. Al riguardo si precisa altresi' che dovranno essere prese in considerazione solo le azioni formative realizzate con risorse stanziate nell'ambito del bilancio dello Stato, senza considerare gli interventi finanziati con i fondi strutturali dell'UE. L'individuazione della quota di finanziamento delle attivita' formative e' necessaria, oltre che per la determinazione dell'ammontare massimo delle risorse che nel corso del 2011 potranno essere destinate ai citati interventi, anche per la determinazione di eventuali responsabilita' dirigenziali. La norma in oggetto, infatti, stabilisce che «gli atti e i contratti posti in essere in violazione della disposizione contenuta nel primo periodo del presente comma costituiscono illecito disciplinare e determinano responsabilita' erariale». 3. Ruolo nel sistema formativo della Scuola superiore della Pubblica amministrazione e degli altri organismi di formazione. L'art. 6, comma 13, del decreto-legge n.78/2010, oltre a stabilire il limite di spesa che ogni amministrazione e' tenuta a rispettare nel 2011, prevede altresi' che le attivita' di formazione debbano essere prioritariamente svolte tramite la Scuola superiore della pubblica amministrazione ovvero tramite i propri organismi di formazione. L'imposizione di un limite alla spesa destinata alle attivita' formative risponde, come detto in premessa, all'obiettivo generale di garantire l'attuazione di politiche di bilancio rigorose ed il rispetto dei requisiti stabiliti nel Patto di Stabilita'. La riduzione degli stanziamenti porta inevitabilmente ad una contrazione delle attivita' formative di sviluppo delle competenze del personale pubblico; tuttavia un utilizzo delle risorse finanziarie improntato a criteri di efficacia ed economicita' potra' indubbiamente garantire il mantenimento, se non il miglioramento, degli standard qualitativi delle azioni che saranno realizzate. Va in tale direzione la previsione, contenuta nella norma, che le amministrazioni debbano prioritariamente rivolgersi alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione ovvero ai propri organismi di formazione. In altri termini e' necessario che le amministrazioni, prima di affidare all'esterno la realizzazione delle attivita' formative, si rivolgano alla Scuola superiore della pubblica amministrazione o ai propri organismi di formazione. Resta in ogni caso ferma la possibilita' per le pubbliche amministrazioni centrali di affidare attivita' di formazione a Formez PA, secondo quanto previsto dall'art. 2, comma 3, del decreto legislativo 25 gennaio 2010, n. 6, a norma del quale «le attivita' affidate direttamente dalle amministrazioni centrali e associate a Formez PA sono considerate attivita' istituzionali.». Le scuole e gli istituti pubblici che a vario titolo sono impegnati nella progettazione, nel coordinamento, nell'erogazione e monitoraggio delle attivita' di formazione costituiscono un universo differenziato per dimensioni, modelli istituzionali, caratteristiche organizzative, fonti e forme di finanziamento e incardinamento nelle istituzioni di riferimento. In assenza di un preciso elemento di indirizzo, il ricorso a tali strutture da parte delle amministrazioni centrali, se da un lato riduce i tempi di affidamento, dall'altra potrebbe presentare alcune criticita', quali il mancato coordinamento nella programmazione, con tutti i rischi che ne derivano in termini di spreco di risorse, ridondanza degli interventi e autoreferenzialita' dei sistemi di valutazione di efficacia e di impatto. Al fine di assicurare la necessaria capacita' di affrontare le richieste formative delle pubbliche amministrazioni, unendo alla qualita' i necessari elementi di economicita', il Dipartimento della funzione pubblica, con il supporto della SSPA, attivera' le necessarie intese con tutte le scuole pubbliche di formazione. Favorira', altresi', una programmazione degli interventi formativi condivisa e concertata tra le amministrazioni, per massimizzare l'efficacia e la pertinenza delle azioni formative e al tempo stesso valutare la congruita' dei costi rispetto agli obiettivi delle azioni. 4. Alcune indicazioni sulla predisposizione dei piani formativi. La qualita' del processo di programmazione e gestione delle attivita' formative e' un elemento fondamentale per garantire trasparenza e qualita' alle attivita' di formazione. Il processo dovra' essere condotto secondo i principi tipici di ogni ciclo di programmazione e dovra' tenere conto di quanto previsto dalla decisione di finanza pubblica, di cui all'art. 10 della legge 31 dicembre 2009, n. 196 e dalla direttiva generale per l'attivita' amministrativa e per la gestione, di cui all'art. 8 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286. Il processo dovra' concludersi con la messa a punto di un piano di formazione del personale, che, in linea con quanto previsto dall'art.7-bis del decreto legislativo n. 165/2001, tenga «conto dei fabbisogni rilevati, delle competenze necessarie in relazione agli obiettivi, nonche' della programmazione delle assunzioni e delle innovazioni normative e tecnologiche. Il piano di formazione indica gli obiettivi e le risorse finanziarie necessarie nei limiti di quelle, a tale scopo, disponibili (...), nonche' le metodologie formative da adottare in riferimento ai diversi destinatari». Il predetto piano va trasmesso, sempre secondo le previsioni della norma citata, entro il 30 gennaio di ogni anno al Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed al Ministero dell'economia e delle finanze. In relazione ai nuovi compiti attribuiti dal decreto-legge n. 78 del 2010, e' necessario che il Piano sia predisposto a seguito di un adeguato iter di rilevazione dei fabbisogni formativi e di confronto con l'offerta formativa della SSPA e degli altri organismi pubblici di formazione, in modo da garantire che l'offerta formativa delle scuole pubbliche sia coerente con le reali esigenze di aggiornamento delle competenze espresse dalle singole amministrazioni. A tal fine si forniscono di seguito alcune indicazioni utili a definire l'iter per una corretta predisposizione dei piani ed un'adeguata offerta formativa: 1. In attuazione di quanto previsto dal decreto-legge n. 78 del 2010, e con la finalita' di assicurare la pertinenza, l'efficacia e l'economicita' dei piani formativi della pubblica amministrazione, entro il 15 settembre di ciascun anno, a partire dall'anno in corso, il Dipartimento della funzione pubblica, congiuntamente alla SSPA, avvia, con la collaborazione delle altre scuole pubbliche di formazione, un processo di consultazione con le amministrazioni interessate, finalizzato alla predisposizione, da parte delle stesse, dei piani formativi per l'anno successivo; 2. Ferma restando la possibilita' per le pubbliche amministrazioni di svolgere prioritariamente l'attivita' di formazione tramite i propri organismi di formazione, ai sensi dell'art. 6, comma 13, del decreto-legge n. 78 del 2010, entro il 15 ottobre di ciascun anno, a partire dall'anno in corso, le amministrazioni interessate sottopongono alla SSPA ed al Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ufficio per la formazione del personale delle pubbliche amministrazioni, il piano generale di formazione per l'anno successivo Nel piano formativo devono essere definiti gli obiettivi generali della formazione nell'anno di riferimento, le linee ed i temi strategici per la definizione dei programmi specifici in attuazione degli obiettivi stessi, l'ammontare complessivo delle risorse che verranno dedicate ai programmi, il numero dei beneficiari e le strutture pubbliche a cui le attivita' saranno affidate; 3. Entro il 15 novembre di ciascun anno, a partire dall'anno in corso, le amministrazioni interessate, sulla base del quadro strategico definito nei piani formativi di cui al punto 2 e considerate anche le eventuali osservazioni espresse dal Dipartimento della funzione pubblica e dalla SSPA, identificano e comunicano al Dipartimento della funzione pubblica e alla SSPA i programmi formativi specifici richiesti, in cui vengono definiti: a) i fabbisogni formativi a cui essi rispondono, b) gli obiettivi che intendono conseguire, anche al fine di una successiva valutazione, c) il numero dei partecipanti ai diversi percorsi formativi e le loro qualifiche, d) le risorse messe a disposizione, anche al fine della valutazione della loro congruita'. Le Amministrazioni possono delegare alla SSPA la definizione dei programmi specifici in attuazione dei piani formativi generali predisposti dalle stesse; 4. La SSPA, in base ai programmi richiesti dalle singole Amministrazioni, predispone e propone entro il 30 dicembre le attivita' formative specifiche di attuazione degli stessi, definendo gli specifici obiettivi quantitativi e qualitativi di ciascuna attivita', la pertinenza dei contenuti, la metodologia didattica, la congruita' dei costi, i requisiti e le modalita' di ammissione ai corsi. La SSPA procede all'organizzazione delle attivita' formative sulla base di convenzioni stipulate con le pubbliche amministrazioni interessate, in cui sono definiti i termini e le modalita' dell'offerta formativa. 5. Il Dipartimento della funzione pubblica acquisisce informazioni dalla SSPA e dagli altri organismi di formazione sui programmi richiesti a ciascun Istituto di formazione, con la finalita' di coordinarne le attivita' e l'offerta formativa e di evitare la duplicazione di corsi ed il conseguente dispendio di risorse finanziarie. 6. Il ciclo si chiude con la presentazione al Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero dell'economia e delle finanze, entro il 30 gennaio di ogni anno, del Piano nella versione definitiva, come risultante dall'iter di verifica, coordinamento e adeguamento tra domanda e offerta delineato ai punti precedenti. La SSPA predisporra', in collaborazione con le altre strutture di formazione pubblica e in base agli indirizzi del Dipartimento della funzione pubblica, un sistema di valutazione ex ante ed ex post di tutte le attivita' formative piu' rilevanti. Roma, 30 luglio 2010 Il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione Brunetta Registrato alla Corte dei conti l'11 agosto 2010 Ministeri istituzionali - Presidenza del Consiglio dei Ministri registro n. 10, foglio n. 390.