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giovedì 8 novembre 2018

PIRATERIA ON-LINE: COME LA COMBATTE GOOGLE




GIOVEDÌ 08 NOVEMBRE 2018 11.07.14

PIRATERIA ON-LINE: COME LA COMBATTE GOOGLE (1)

PIRATERIA ON-LINE: COME LA COMBATTE GOOGLE (1) (9Colonne) Roma, 8 nov - È stato pubblicato "How Google Fight Privacy", il rapporto annuale aggiornato al 2018, che spiega le strategie e le azioni dell'azienda californiana contro la pirateria online. Una guerra che Google combatte su due fronti. Da un lato la società si sforza di rendere ai creatori più facile la condivisione e la monetizzazione dei contenuti, dall'altro però cerca di impedire ai pirati di guadagnare attraverso contenuti illeciti. Per la "grande G" la pirateria online è in riduzione, una fase che si spera di trasformare in tendenza stabile, come spiegano anche i dati raccolti dall'istituto IVIR dell'Università di Amsterdam in un recente studio finanziato da Google, che certifica un aumento della spesa e dei profitti nei contenuti legittimi al livello mondiale. Dai risultati del report, Google, rimuove regolarmente gli indirizzi sospetti, così come richiesto dall'industria cinematografica e musicale, Nel 2018 sono stati rimossi dal motore di ricerca oltre 3 miliardi di URL con contenuti pirata. In media vengono penalizzati 500 siti web a settimana per la pubblicazione di pagine con materiale pirata. Sono oltre 10 milioni gli annunci pubblicitari rifiutati da Google nel 2017 per sospetta violazione di copyright o link a siti con contenuti pirata. Mentre da ottobre 2017 a settembre 2018 sono oltre 1,8 miliardi di dollari pagati da YouTube all'industria musicale in ricavi provenienti dalla pubblicità sul sito. Dall'inizio, invece, i dollari versati sono già oltre 6 miliardi. Il "Tubo" si dimostra ancora essere lo strumento preferito per ascoltare musica, più di Spotify, Apple Music e altre app simili. (SEGUE) 081107 NOV 18  
GIOVEDÌ 08 NOVEMBRE 2018 11.07.57

PIRATERIA ON-LINE: COME LA COMBATTE GOOGLE (2)

PIRATERIA ON-LINE: COME LA COMBATTE GOOGLE (2) (9Colonne) Roma, 8 nov - Oltre 100 milioni di dollari sono stati spesi dalla società della Mountain View nel potenziamento del Content ID, il tool di gestione dei diritti basato su Intelligenza artificiale e machine learning. Oltre 9.000 partner usano Content ID, tra cui studi cinematografici, emittenti TV, editori musicali e case discografiche. Il 98 per cento delle dispute per il copyright sono state risolte attraverso Content ID e meno dell'1 per cento delle conclusioni vengono contestate. Sono stati pagati, grazie a Content ID, ai titolari di copyright oltre 3 miliardi di dollari in royalty generate dai contenuti di terzi, un esempio può una canzone usata come sottofondo in un video. Google ha, inoltre, stillato 5 principi guida della sua lotta alla pirateria: la creazione di più alternative e di qualità superiore così da rendere la pirateria meno interessante per il pubblico, perché spesso essa cresce quando è difficile per i consumatori accedere a consumatori legittimi; "Seguire il denaro", cioè rompere con i meccanismi con cui i siti pirata guadagnano denaro attraverso annunci pubblicitari a cui Google nega l'accesso al suo network; efficienza, efficacia, scalabilità che equivale a rendere i sistemi di prevenzione e di antipirateria sempre più efficienti, così da adattarsi a situazioni in continua variazione e dalla massima portata possibile; vigilare gli abusi, evitando di trasformare la tutela della privacy e la prevenzione in censura, facendo attenzione però a chi riporta violazioni di copyright false solo perché non vuole determinati contenuti online e tenta così di farli rimuovere. Infine, ma non meno importante anzi, la trasparenza, Google comunica regolarmente i dati delle proprie azioni pubblicando report di dominio pubblico. (Pep) 081108 NOV 18  
 
 

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