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giovedì 30 settembre 2021

Scienza: suoni oranghi riscrivono origine linguaggio umano

 

GIOVEDÌ 30 SETTEMBRE 2021 10.57.41


Scienza: suoni oranghi riscrivono origine linguaggio umano =

(AGI) - Roma, 30 set. - I suoni, simili a vocali e consonanti, emessi dagli oranghi sono i piu' vicini ai precursori del linguaggio umano e sono in grado di viaggiare attraverso la foresta per lunghe distanze senza perdere il loro significato. A scoprirlo sono stati i ricercatori dell'Universita' di Warwick, nel Regno Unito, ed il loro studio e' stato pubblicato su Biology Letters. Il modello attualmente accettato, sviluppato da matematici, prevede che gli antenati umani abbiano messo insieme i suoni nei loro richiami per aumentare le loro possibilita' di trasmetterne il contenuto a un destinatario a distanza. Poiche' la qualita' del segnale si degrada su distanze maggiori, si pensa che gli antenati umani abbiano iniziato a collegare i suoni per trasmettere efficacemente un pacchetto di informazioni anche se distorto. "Abbiamo utilizzato la nostra banca di registrazioni di dati audio dai nostri studi sugli oranghi in Indonesia", ha spiegato Adriano Lameira, psicologo evoluzionista dell'Universita' di Warwick che ha guidato lo studio. (AGI)Sci/Bas (Segue) 301057 SET 21 NNNN

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(AGI) - Roma, 30 set. - "Abbiamo selezionato i chiari segnali vocalici e consonantici e li abbiamo riprodotti e registrati nuovamente su distanze misurate in un ambiente di foresta pluviale - ha proseguito Lameira - Lo scopo di questo studio era analizzare i segnali stessi e capire come si comportavano da pacchetto di informazioni. Questo studio e' accurato perche' e' solo a distanza che puoi sperare di valutare la teoria del limite di errore, ignorando altri aspetti della comunicazione come gesti, posture, manierismi ed espressioni facciali". I ricercatori del Dipartimento di Psicologia dell'Universita' di Warwick anno selezionato una gamma di suoni da registrazioni audio raccolte in precedenza di comunicazioni di oranghi. Specifici segnali, simili a consonanti e vocali, sono stati riprodotti e ri-registrati attraverso la foresta pluviale a distanze prestabilite di 25, 50, 75 e 100 metri. E' stata cosi' successivamente analizzata la qualita' ed il contenuto dei segnali ricevuti. Il team ha scoperto che sebbene la qualita' del segnale potesse essere peggiorata, il contenuto del segnale era ancora intatto, anche a lunga distanza. Infatti, le caratteristiche informative dei richiami sono rimaste inalterate fino a quando il segnale e' diventato impercettibile. Cio' mette in discussione la teoria esistente e accettata sullo sviluppo del linguaggio. "Sappiamo che il suono si degrada man mano che ti allontani dalla fonte. Abbiamo tutti sperimentato questo effetto gridando per chiamare un parente o un amico. Non si sentono tutte le parole dette, ma riconoscono che stai parlando con loro e che e' la tua voce", ha continuato Lameira. "Usando i veri suoni di comunicazione delle grandi scimmie, che sono i piu' vicini a quelli usati dai nostri antenati ominidi, abbiamo dimostrato che, sebbene il pacchetto sonoro venga distorto e allontanato, il contenuto rimane inalterato. E' un invito alla comunita' scientifica a ricominciare a pensare a come si e' evoluto il linguaggio". (AGI)Sci/Bas 301057 SET 21 NNNN

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