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venerdì 25 febbraio 2022

= Ucraina: lo "sconcerto" dei russi in Italia, "un brutto sogno"

 

VENERDÌ 25 FEBBRAIO 2022 17.07.54

= Ucraina: lo "sconcerto" dei russi in Italia, "un brutto sogno" =

Ucraina: lo "sconcerto" dei russi in Italia, "un brutto sogno" = (AGI) - Roma, 25 feb. - "Un brutto sogno", "sconcerto e vergogna". L'Ucraina "e' un paese fratello". Stesse radici ma anche legami familiari "intrecciati". Ed ora l'incubo e' dover scegliere "da che parte stare". Tra i 40mila russi che vivono in Italia molti sono contrari alla guerra e sono rimasti spiazzati dal via libera di Vladimir Putin all'invasione. Sono poche le voci che vanno apertamente controcorrente e plaudono alla "liberazione del Donbass". "Un conto e' il popolo e un conto e' il Cremlino", spiega Irina Fridrikh, 59 anni nata a Kasnoyarsk (in Siberia) e residente a Roma da otto anni. "Non riuscivo a smettere di piangere, per me e' una vergogna pensare al mio Paese come aggressore. Noi e l'Ucraina abbiamo radici molto simili. Il popolo soffre, Kiev e' stata la prima capitale della Russia". La guerra, emerge dalle testimonianze della comunita' residente in Italia raccolte dall'AGI, va a colpire non solo gli ucraini ma le stesse famiglie russe che vivono nel Paese confinante e ora sono bloccate senza la possibilita' di tornare in patria. Senza contare i tanti matrimoni misti tra (ex) cugini: questi alcuni esempi emersi dai racconti.(AGI)Nat (Segue) 251707 FEB 22 NNNN

VENERDÌ 25 FEBBRAIO 2022 17.07.47

= Ucraina: lo "sconcerto" dei russi in Italia, "un brutto sogno" (2)=

Ucraina: lo "sconcerto" dei russi in Italia, "un brutto sogno" (2)= (AGI) - Roma, 25 feb. - Per Katya Olkhovik, 36 anni, traduttrice e in Italia dal 2014, la guerra "e' stato un errore gravissimo". "Io mi vergogno, ho sentito mio zio che vive in Ucraina ed e' molto arrabbiato con i russi, con i suoi connazionali", ha raccontato, "ci sono tanti russi che non vogliono questa guerra. In molti hanno manifestato in Russia ma sono stati arrestati". Ekaterina Galanina, 39 anni, e' nata a Mosca e vive a Roma dove lavora come libraia. "Adesso ci sono tante persone che avendo parenti stretti sia in Russia che in Ucraina sono costrette a scegliere da che parte stare. E' molto doloroso". I due figli frequentano, al sabato (una volta a settimana) la scuola italo-russa nella Capitale. Insieme ad altri alunni originari dell'ex area sovietica, ucraini compresi. "Noi a Roma tramite questa scuola - sottolinea Elena Valik, 45 anni nata in Siberia - cerchiamo di aiutare i bambini che vivono in Ucraina. Siamo un popolo di fratelli. Molti di noi hanno parenti a Kiev. Questa guerra non doveva coinvolgere i civili". Voce fuori dal coro e' quella di Olga, russa di 43 anni che vive a Roma ed e' nata a Odessa. "Non e' un invasione - sostiene - ma una liberazione del Donbass dai 'nazisti' che hanno occupato il Paese da otto anni". (AGI)Nat 251707 FEB 22 NNNN

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