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giovedì 27 aprile 2017

MEDICINA: SIGE, UN ITALIANO SU 4 HA IL FEGATO GRASSO, DIETA SOTTO ACCUSA =





MEDICINA: SIGE, UN ITALIANO SU 4 HA IL FEGATO GRASSO, DIETA SOTTO ACCUSA =
Roma, 27 apr. (AdnKronos Salute) - Un italiano su 4 è affetto da
'fegato grasso' (steatosi epatica non alcolica, Nafld): malattia un
tempo ritenuta innocua, ma ormai nota come fattore predisponente alle
patologie croniche di fegato (fino alla cirrosi) e alle malattie
cardiovascolari. La percentuale aumenta vertiginosamente negli obesi
(80-90%) e riguarda anche il 30-50% dei diabetici. La causa? Una dieta
ricca di grassi e calorie, avvertono gli esperti della Società
italiana di gastroenterologia e endoscopia digestiva (Sige).
"Nel corso degli ultimi millenni - spiega Antonio Craxì, presidente
Sige - l'evoluzione costante della specie umana ha selezionato gli
individui più capaci di accumulare grassi, premiandone la maggiore
resistenza alla malnutrizione. Questo assetto genetico 'frugale'
costituiva un importante vantaggio in tempi di fame e carestie, ma si
è trasformato in uno svantaggio potenzialmente letale per le
conseguenze metaboliche (diabete, malattie cardiovascolari), nel
momento in cui il nostro profilo alimentare si è arricchito a
dismisura di fonti caloriche e nel contempo lattività fisica si è
ridotta". (segue)
(Stg/AdnKronos)
ISSN 2465 - 1222
27-APR-17 15:18
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MEDICINA: SIGE, UN ITALIANO SU 4 HA IL FEGATO GRASSO, DIETA SOTTO ACCUSA (2) =
(AdnKronos Salute) - "Se nasciamo già predisposti ad accumulare
troppo, a peggiorare le cose generando una vera e propria epidemia di
fegato grasso - aggiunge Craxì- interviene una dieta ricca di grassi e
di calorie, tipica dei regimi dietetici di tipo occidentale. Negli
ultimi anni, tuttavia, ci si è resi conto che questo effetto negativo
delle diete piene di 'cibo spazzatura' non è sempre diretto, ma anche
mediato da un ospite silenzioso e importantissimo per la salute: il
microbiota intestinale".
"Oggi - osserva Ludovico Abenavoli, professore associato di
gastroenterologia dell'Università Magna Graecia di Catanzaro -
sappiamo che una ridotta variabilità del microbiota intestinale
predispone a una serie di patologie: aumenta la suscettibilità allo
stress ossidativo, altera il metabolismo degli zuccheri e dei grassi e
quindi predispone al sovrappeso-obesità, in particolare a livello
viscerale, all'insulino-resistenza e al diabete mellito, alle
patologie cardiovascolari, ai tumori e, come scoperto più di recente,
anche alla steatosi epatica non alcolica". (segue)
(Stg/AdnKronos)
ISSN 2465 - 1222
27-APR-17 15:18
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MEDICINA: SIGE, UN ITALIANO SU 4 HA IL FEGATO GRASSO, DIETA SOTTO ACCUSA (3) =
(AdnKronos Salute) - "Chi consuma una dieta ricca di frutta e verdura
- aggiunge Abenavoli - ha un microbiota ricco di tante specie
batteriche diverse (Actinobatteri, Bacteroides, Firmicutes,
Proteobatteri), mentre chi indulge in una dieta occidentale o nel cibo
'da fast food' presenta un microbiota ricco solo di Firmicutes. Questo
squilibrio predispone a maggior stress ossidativo, a un aumento della
permeabilità a livello dell'intestino, con conseguente passaggio delle
tossine batteriche e di altre componenti tossiche nel circolo portale
che le veicola al fegato, dove provocano danni e facilitano
l'infiammazione".
"Questo microbiota - prosegue il gastroenterologo - induce un aumento
dei livelli circolanti di citochine infiammatorie, che predispongono
alla formazione della placca ateromatosa e favoriscono l'aggregazione
piastrinica. Fattori, questi, che a loro volta predispongono allo
sviluppo di eventi cardiovascolari nel medio-lungo termine. Avere il
fegato grasso va dunque considerato un campanello d'allarme non tanto
per oggi, quanto per gli anni futuri. Secondo stime americane, entro
il 2030 il fegato grasso sarà la principale causa di cirrosi e la
prima causa di ricorso al trapianto di fegato, superando le epatopatie
croniche da virus dell'epatite B e C".
Qual è dunque il modo per contrastare questa epidemia di malattie
epatiche e cardiovascolari dei prossimi decenni? "La dieta
mediterranea -ricorda Abenavoli - bilanciata e facilmente accessibile,
non determina quegli squilibri nutritivi tipici delle diete
vegetariane o peggio di quella vegana, che a lungo andare possono
avere importanti ripercussioni sulla salute (anemia, problemi
neurologici, possibile predisposizione all'Alzheimer). Allo stesso
tempo ci consente di 'coltivare' il nostro amico microbiota
intestinale che è molto importante, ci accompagna per tutta la vita e
ci protegge da una serie di malattie".
(Stg/AdnKronos)
ISSN 2465 - 1222
27-APR-17 15:18
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