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martedì 19 aprile 2016

DINOSAURI: SCOPERTO TITO, PRIMO SAUROPODE ITALIANO ALTO SEI METRI



DINOSAURI: SCOPERTO TITO, PRIMO SAUROPODE ITALIANO ALTO SEI METRI




E' del gruppo dei Titanosauri, e' il quinto dinosauro trovato
nel nostro Paese

 Roma, 19 apr. (AdnKronos) - Scoperto Tito, primo dinosauro sauropode
italiano, un Titanosauro di sei metri. E le ossa sono state studiate
al Museo di Storia Naturale di Milano. Un gruppo di paleontologi
italiani svela infatti oggi, con un articolo pubblicato sulla rivista
internazionale Cretaceous Research, che ossa fossili trovate sui Monti
Prenestini, a meno di 50 km da Roma, appartengono ad un Titanosauro.

 Con questa scoperta, i resti scheletrici di dinosauri trovati in
Italia diventano cinque e ben tre di essi sono stati studiati al Museo
di Storia Naturale di Milano, uno dei principali musei civici del
Comune di Milano - Cultura, che si conferma come centro di eccellenza
nelle ricerche sui dinosauri italiani.

 "Con Tito, il soprannome dato al sauropode che è il più antico
rappresentante del gruppo dei Titanosauri in Europa meridionale, sono
cinque i dinosauri trovati finora in Italia sotto forma di ossa
fossilizzate" afferma all' Adnkronos il paleontologo Cristiano Dal
Sasso del Museo di Storia Naturale di Milano. "Ben tre di essi
-continua- sono nuove specie, e Tito, con le sue bizzarre
articolazioni vertebrali ' invertite', potrebbe rappresentarne
un' altra". "E' possibile -osserva il paleontologo- che i dinosauri
italiani siano così particolari, perché evolutisi in parziale
isolamento, oppure semplicemente in ambienti diversi dai grandi spazi
continentali". Il primo in assoluto è stato Scipionyx detto ' Ciro', un
teropode, un dinosauro carnivoro bipede. (segue)

 (Ada/AdnKronos)

ISSN 2465 - 1222
19-APR-16 16: 30
DINOSAURI: SCOPERTO TITO, PRIMO SAUROPODE ITALIANO ALTO SEI METRI (2)





 (AdnKronos) - Queste nuove ossa, seppur poche, sottolineano gli
studiosi, risalgono a 112 milioni di anni fa e appartengono ad un
sauropode, che rappresenta il primo dinosauro erbivoro quadrupede dal
collo lungo scoperto in Italia, e il più antico rappresentante del
gruppo dei Titanosauri in Europa meridionale. Da qui il soprannome di
Tito, che evoca anche un imperatore romano della vicina Capitale.

 La presenza in Italia centrale di un dinosauro medio-grande, quando
morì, Tito era lungo almeno 6 metri, ma stava ancora crescendo,
indica, spiegano i ricercatori, "che nel Cretaceo inferiore la nostra
paleo-penisola doveva formare una catena di piattaforme più ampie del
previsto, che consentivano il passaggio di dinosauri e altri animali
terrestri tra Africa ed Europa attraverso il Mare di Tetide, antenato
del Mediterraneo". La scoperta dunque aggiunge dati paleogeografici
importanti per la conoscenza della preistoria d' Italia.

 "' Datemi un osso, e io ricostruirò l' intero animale' diceva il famoso
anatomista francese Cuvier. E così abbiamo fatto con Tito" ricorda
Cristiano Dal Sasso. "Infatti -spiega- delle tre ossa estratte, due
sono frammentarie, tanto che si può solo dedurre che appartengano a
porzioni del cinto pelvico di un grande rettile. Invece la vertebra,
perfettamente conservata in 3D, manca soltanto della spina neurale e
di una articolazione sul lato destro". (segue)

 (Ada/AdnKronos)

ISSN 2465 - 1222
19-APR-16 16: 30
DINOSAURI: SCOPERTO TITO, PRIMO SAUROPODE ITALIANO ALTO SEI METRI (3)





 (AdnKronos) - Rocambolesca la storia della scoperta del dinosauro
Tito. Anni fa, Antonio Bangrazi, mentre costruiva un muretto a secco
con massi recuperati da una parete rocciosa situata tra i comuni di
Cave e Rocca di Cave, presso Palestrina (Roma), si accorse che alcuni
blocchi sembravano contenere ossa fossilizzate. Ma non le mostrò a
nessuno fino all' estate del 2012, quando l' amico Gustavo Pierangelini,
fortemente incuriosito, riuscì a fotografarle e ad inviarle per email
a Cristiano Dal Sasso, del Museo di Storia Naturale di Milano (Msnm),
per una valutazione paleontologica preliminare.

 "Confermai subito la presenza di ossa fossili, ma per capirne la forma
e classificarle era necessario estrarle dalla roccia" dice Dal Sasso.
Pertanto il ritrovamento fu notificato prima a Sandra Gatti, poi ad
Alessandro Betori, funzionari della Soprintendenza del Lazio e
dell' Etruria meridionale guidata da Alfonsina Russo, che autorizzarono
le successive indagini e il deposito dei reperti presso il Msnm.

 Mesi fa, da uno dei blocchi affidati a Fabio Fogliazza del Laboratorio
di Paleontologia del Msnm era emersa una vertebra quasi completa, che
mostrava inequivocabili caratteri diagnostici: stava emergendo la
carta d' identità di un dinosauro mai visto in Italia.

 (Ada/AdnKronos)

ISSN 2465 - 1222
19-APR-16 16: 30

NNN 

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