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lunedì 13 febbraio 2017

USA: DA PERRY E BEYONCE MESSAGGI ANTI-TRUMP AI GRAMMY =




USA: DA PERRY E BEYONCE MESSAGGI ANTI-TRUMP AI GRAMMY =
Los Angeles, 13 feb. (AdnKronos) - Anche alla cerimonia di consegna
dei Grammy la notte scorsa le star americane si sono schierate per
l'ennesima volta contro Donald Trump e l'agenda repubblicana. Ma a
differenza di quanto successo ai Golden Globe, che fu l'occasione per
il durissimo attacco di Maryl Streep al presidente che ancora non si
era insediato, alla serata del più importante premio musicale il
messaggio di 'resistenza' è stato lanciato in modo più indiretto,
senza mai fare direttamente il nome di Trump.
Non è stato per questo inferiore l'impatto politico dell'esibizione di
Katy Perry, la cantante che è stata una delle star più attive nella
campagna di Hillary Clinton, che si è esibita mostrando al polso un
braccialetto con al scritta "Persist", parola diventata il simbolo
della protesta a sostegno di Elizabeth Warren, la senatrice
democratica a cui è stata tolta la parola in aula perché stava
leggendo un brano di una lettera scritta dalla vedova di Martin Luther
King, Coretta, contro l'attorney general Jeff Sessions.
Inoltre, con un chiaro riferimento alle accuse di incostituzionalità
rivolte ai provvedimenti di Trump, l'esibizione dell'artista si è
conclusa con la proiezione sull sfondo dell'incipit della Costituzione
americana, e con lo slogan "no hate", no all'odio. (segue)
(Ses/AdnKronos)
ISSN 2465 - 1222
13-FEB-17 11:13
NNNN
USA: DA PERRY E BEYONCE MESSAGGI ANTI-TRUMP AI GRAMMY (2) = 
(AdnKronos) - Beyoncé nel discorso con cui ha accettato il premio per
il suo album "Lemonade" ha sottolineato la bellezza della difesa
dell'identità razziale sottolineando quanto sia importante che i suoi
figli si vedano giustamente rappresentati "nell'informazione, nel
Super Bowl, alle Olimpiadi, alla Casa Bianca ed ai Grammy". "Questo è
qualcosa che voglio per i bambini di tutte le razze" ha concluso.
Ma l'appello anti-Trump più forte ed esplicito è arrivato da Busta
Rhymes e A Tribe called Quest con la loro canzone di protesta "We the
People". "Vogliamo dire che tutte le persone del mondo che stanno
chiedendo a chi è al potere di rappresentarli: questa sera vi
rappresentiamo noi" ha affermato il rapper newyorkese dal palco,
rivolgendosi poi direttamente a Trump chiamandolo 'presidente agente
orange".
"Vorrei ringraziare il presidente agente orange per aver perpetuato
tutto il male che sta perpetuando nel Paese - ha poi aggiunto - voglio
ringraziarti per il tutto fallito tentativo di imporre il bando ai
musulmani: quando noi ci uniamo, noi siamo il popolo". E l'esibizione
si è conclusa con la frase "resist, resist, resist".
(Ses/AdnKronos)
ISSN 2465 - 1222
13-FEB-17 11:13
NNNN