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mercoledì 16 giugno 2021

Salute: prosegue calo nascite, cresce fecondazione assistita

 

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Salute: prosegue calo nascite, cresce fecondazione assistita =

(AGI) - Roma, 16 giu. - Prosegue il calo delle nascite in Italia, registrato in tutte le aree del Paese, mentre aumenta il ricorso alla fecondazione assistita. E' quanto emerge dal Rapporto annuale sull'evento nascita in Italia, a cura del ministero della Salute, riferito al 2019. Il fenomeno, oltre 20mila nati in meno in un anno, e' in larga misura l'effetto della modificazione della struttura per eta' della popolazione femminile e in parte dipende dalla diminuzione della propensione ad avere figli. Le cittadine straniere hanno finora compensato questo squilibrio strutturale; negli ultimi anni si nota, tuttavia, una diminuzione della fecondita' delle donne straniere. Il tasso di natalita', si legge nel report, varia da 5,4 nati per mille donne in eta' fertile in Sardegna a 9,9 nella Provincia Autonoma di Bolzano rispetto a una media nazionale del 7,0. Le Regioni del Centro presentano tutte un tasso di natalita' con valori inferiori alla media nazionale. Nelle Regioni del Sud, i tassi di natalita' piu' elevati sono quelli di Campania, Calabria e Sicilia che presentano valori superiori alla media nazionale. Anche la fecondita' mantiene l'andamento decrescente degli anni precedenti: nel 2019 il numero medio di figli per donna scende a 1,22 (rispetto a 1,46 del 2010). I dati per il 2019 danno livelli piu' elevati di fecondita' al Nord nelle Province Autonome di Trento e Bolzano e nel Mezzogiorno in Campania e Sicilia. Le regioni in assoluto meno prolifiche sono invece Sardegna e Molise. Il tasso di mortalita' infantile, che misura la mortalita' nel primo anno di vita, e' pari nel 2018 a 2,88 bambini ogni mille nati vivi. Negli ultimi 10 anni tale tasso ha continuato a diminuire su tutto il territorio italiano, anche se negli anni piu' recenti si assiste ad un rallentamento di questo trend. Permangono, inoltre, notevoli differenze territoriali. Il tasso di mortalita' neonatale rappresenta la mortalita' entro il primo mese di vita e contribuisce per oltre il 70% alla mortalita' infantile. (AGI)Pgi (Segue) 161455 GIU 21 NNNN

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(AGI) - Roma, 16 giu. - Si conferma inoltre il ricorso eccessivo all'espletamento del parto per via chirurgica. In media, nel 2019 il 31,8% dei parti e' avvenuto con taglio cesareo, con notevoli differenze regionali che comunque evidenziano che in Italia vi e' un ricorso eccessivo all'espletamento del parto per via chirurgica. I dati denotano comunque una tendenza alla diminuzione in linea con le indicazioni delle "Linee di indirizzo per la promozione e il miglioramento della qualita', della sicurezza e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo". Rispetto al luogo del parto si registra un'elevata propensione all'uso del taglio cesareo nelle case di cura accreditate, in cui si registra tale procedura in circa il 45,9% dei parti contro il 30,0% negli ospedali pubblici. Il parto cesareo e' piu' frequente nelle donne con cittadinanza italiana rispetto alle donne straniere: si ricorre al taglio cesareo nel 27,1% dei parti di madri straniere e nel 32,9% dei parti di madri italiane. Quanto alla fecondazione assistita, risulta effettuata in media in 3,06 gravidanze ogni 100, contro le 2,53 per 100 dell'anno precedente. Nel 2019, entrando nel dettaglio, delle 415.070 schede pervenute, 12.729 sono relative a gravidanze in cui e' stata effettuata una tecnica di procreazione medicalmente assistita, in media 3,06 per ogni 100 gravidanze. A livello nazionale circa il 9,8% dei parti con procreazione medicalmente assistita ha utilizzato trattamento farmacologico. La fecondazione in vitro con trasferimento di embrioni in utero riguarda il 41,2% dei casi mentre la fecondazione in vitro tramite iniezione di spermatozoo in citoplasma riguarda il 32,8% dei casi e il 5,8% il trasferimento dei gameti maschili in cavita' uterina. L'utilizzo delle varie metodiche e' molto variabile dal punto di vista territoriale. Nelle gravidanze con PMA il ricorso al taglio cesareo nel 2019 si e' verificato nel 48,8% di casi. La percentuale di parti plurimi in gravidanze medicalmente assistite (12,0%) e' sensibilmente superiore a quella registrata nel totale delle gravidanze (1,6%). Si osserva una maggiore frequenza di parti con procreazione medicalmente assistita tra le donne con scolarita' medio alta (4,46%) e tra le donne con eta' superiore ai 35 anni. La percentuale di parti con PMA aumenta al crescere dell'eta', in particolare e' pari al 13,3% per le madri con eta' maggiore di 40 anni. (AGI)Pgi 161455 GIU 21 NNNN

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