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mercoledì 16 giugno 2021

Covid, Galli: non è ancora il momento di esagerare

 

MERCOLEDÌ 16 GIUGNO 2021 07.48.13


Covid, Galli: non è ancora il momento di esagerare

Covid, Galli: non è ancora il momento di esagerare Covid, Galli: non è ancora il momento di esagerare Riaprire le discoteche solo per certe categorie Roma, 16 giu. (askanews) - "Rispetto all'anno scorso abbiamo il vantaggio di uno zoccolo duro di vaccinati, soprattutto tra le categorie fragili. Il rimescolamento delle carte ci sarà anche questo autunno, ma fa meno paura. Questo mi fa ben sperare che oltre alle attività economiche potremo riportare alla normalità anche il lavorodegli ospedali". Lo dice Massimo Galli, primario al Sacco di Milano e professore ordinario alla Statale, in un'intervista a La Stampa. "Mi rivolgo per esempio ai giovani: vedete amici e parenti, ma con attenzione. Evitiamo ancora per un'estate gli assembramenti eccessivi. E poi bisognerebbe fare una distinzione tra vaccinati, guariti, tamponati e non. Per esempio riaprirei le discoteche solo per certe categorie", suggerisce. La popolazione non inizia a pensare che senso abbia con tanti vaccinati e pochi contagi? "Per ora i vaccinati con due dosi sono un quarto degli italiani e poi è probabile che la variante indiana sostituisca quella inglese colpendo chi non si è vaccinato o ha reagito poco al vaccino", spiega il virologo. La variante indiana "nel Regno Unito ha soppiantato l'inglese facendo vittime tra i non vaccinati e tra chi ha risposto poco al vaccino" ma la doppia dose può fermarla, "In gran parte sì, ma per chi non risponde al vaccino c'è poco da fare. Si tratta di una piccola minoranza, però i medici se ne devono occupare". Il rischio delle varienti secondo Galli si combatte "monitorandole, facendo tamponi, limitando la circolazione del virus e vaccinando tutti, ma proprio tutti" perchè il virus può circolare tra i vaccinati "anche se non è frequente e non provoca gravi conseguenze. Può capitare pure dopo due dosi". Il virologo si dice sfavorevole alla seconda dose con AstraZeneca: "Sì - risponde -, sono per un test anticorpale e nel caso ci fossero gli anticorpi rimandare all'autunno, quando ci saranno più informazioni, come suggerisce uno studio di Merryn Voysey su Lancet". E sulla vaccinazione eterologa: "Penso che sia possibile, ma se si hanno gli anticorpi va detto che c'è anche l'opzione di rimandare. Se uno ha gli anticorpi li ha e se incontra il virus si rinforza come con una seconda dose. Quello che conta nella vaccinazione è la capacità reattiva dell'organismo". Insomma, AstraZeneca è da lasciar perdere? "Non va demonizzato, anche perché sarà molto utile in Paesi del mondo dove il rapporto rischi-benefici è come era in Italia fino a pochi mesi fa, ma ora forse siamo in grado di farne a meno. È una questione di disponibilità di altre dosi e di trasferimento dell'analisi dei rischi da generali a individuali, anche perché i vaccini a mRna si sono dimostrati più performanti". Non darebbe AstraZeneca neppure agli over 60? "A loro si può dare, ma certo non va dato agli under 60. E andava chiarito prima che si organizzassero gli open day per i ragazzi". E infine sulla necessità di vaccinare i bambini Galli dice: "Sarà necessario per ridurre la circolazione del virus in una categoria che altrimenti ne diventerebbe il serbatoio principale. Non dimentichiamo che la variante inglese ha moltiplicato le infezioni nei piccoli, da cui l'importanza di riaperture delle scuole a settembre con test salivari frequenti". Gal 20210616T074805Z

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