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giovedì 3 novembre 2016

TERREMOTO: BIOLOGI, OCCHIO A CONTAMINAZIONE ACQUA E RISCHI ALIMENTARI


TERREMOTO: BIOLOGI, OCCHIO A CONTAMINAZIONE ACQUA E RISCHI ALIMENTARI =
I consigli degli esperti per evitare pericoli
Roma, 2 nov. (AdnKronos Salute) - Contaminazione batterica della rete
idro potabile e rischio microbiologico nelle derrate alimentari. Sono
i pericoli più comuni dopo un evento sismico come quello che ha
colpito nei giorni scorsi il Centro Italia, secondo Luciano O. Atzori
e Sabina Rubini, biologi esperti in sicurezza alimentare e tutela
della salute dello Studio Abr. "Tra i vari aspetti legati a un evento
sismico - spiegano gli esperti all'AdnKronos Salute - da non
trascurare c'è quello dell'approvvigionamento e della somministrazione
alimentare. In questo ambito i pericoli possono trasformarsi in rischi
concreti igienico-sanitari per le persone colpite dal sisma".
Il rischio "non è quindi tanto legato al momento dell'evento sismico,
quanto a una gestione successiva nel caso di ritorno in case che
vengano dichiarate agibili, ma con pericoli nascosti legati a tubature
con micro lesioni e pertanto portatrici potenziali di acqua
microbiologicamente e a volte anche chimicamente contaminata". (segue)
(Mal/AdnKronos)
ISSN 2465 - 1222
02-NOV-16 16:57
NNNN

TERREMOTO: BIOLOGI, OCCHIO A CONTAMINAZIONE ACQUA E RISCHI ALIMENTARI (2) =
(AdnKronos Salute) - Gli esperti puntano il dito contro la potenziale
contaminazione microbiologica della rete idro-potabile da parte di
materiale terroso, nel caso di reti fognarie collassate sotto il peso
delle macerie. Sono possibili sia contaminazioni riconducibili a
microrganismi ambientali e spesso opportunisti quali Pseudomonas
aeruginosa, clostridi solfiti riduttori, macroparassiti (nematodi,
cestodi, ecc.), sia a microrganismi patogeni come coliformi fecali,
escherichia coli, streptococchi fecali, virus enterici, protozoi
patogeni.
"Senza trascurare una eventuale contaminazione delle falde acquifere
soprattutto superficiali, dalle quali, come spesso accade nei piccoli
centri urbani, l'acqua viene captata attraverso pozzi a scopo
familiare senza necessariamente potabilizzarla". (segue)
(Mal/AdnKronos)
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TERREMOTO: BIOLOGI, OCCHIO A CONTAMINAZIONE ACQUA E RISCHI ALIMENTARI (3) =
(AdnKronos Salute) - Quindi fare una doccia, oppure lavarsi il viso o
le mani, "potrebbe, in caso di microlesioni cutanee (piccoli tagli,
escoriazioni, eccetera), risultare potenzialmente pericoloso",
avvertono i biologi. Lo stesso vale per eventuali fontanelle presenti
nei comuni colpiti dal terremoto, "che dovranno, come gli organi di
controllo preposti ben sanno, essere serratamente controllate per un
periodo ben determinato, a seconda del rischio sismico alle quali son
state sottoposte".
Oltre al rischio idrico c'è quello microbiologico "derivante da una
non corretta gestione dello stoccaggio, del trasporto e della
somministrazione di pasti da fruire agli sfollati", ricordano gli
esperti. Ecco perché sarebbe da favorire ove possibile "la
somministrazione di alimenti non deperibili, prodotti preconfezionati,
disidratati o trattati con conservanti che ne aumentano la loro
stabilità e conservabilità. Ci riferiamo - spiegano - ai farinacei
(fette biscottate, grissini, cracker, pasta, biscotti e così via),
allo scatolame di origine vegetale e animale (legumi, tonno, carne),
con un occhio attento da parte degli operatori all'integrità delle
confezioni, ma anche a prodotti liofilizzati di facile ricostituzione
grazie all'aggiunta di liquidi (acqua, latte), che siano però di
sicura provenienza igienico-sanitaria". (segue)
(Mal/AdnKronos)
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TERREMOTO: BIOLOGI, OCCHIO A CONTAMINAZIONE ACQUA E RISCHI ALIMENTARI (4) =
(AdnKronos Salute) - Attenzione inoltre allo stoccaggio delle bevande
in bottiglie di plastica, soprattutto l'acqua, o di bibite gasate in
lattine, "onde evitare la migrazione di sostanze chimiche dal
contenitore al contenuto da somministrare. Proprio per questo motivo
non bisogna mai lasciare questi contenitori esposti a fonti di calore
come ad esempio le radiazioni solari". Importante - ricordano ancora i
biologi - l'utilizzo da parte degli operatori addetti alle pratiche di
supporto alimentare di cuffiette, cappellini, mascherine, ma
soprattutto di guanti. Come del resto - concludono - l'impiego di
piatti, coltelli, forchette monouso, tali da evitare contaminazioni
crociate, e possibilmente biodegradabili, in modo da prevenire un
eccessivo accumulo di sostanze plastiche e un potenziale inquinamento
ambientale post smaltimento.
(Mal/AdnKronos)
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