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venerdì 4 agosto 2017

FACT-CHECKING = Vitalizi: la Camera nega dati, Boeri ha ragione =



FACT-CHECKING = Vitalizi: la Camera nega dati, Boeri ha ragione =

(AGI) - Roma, 3 ago. - (di Pagella Politica per AGI)
Aspro scontro tra il presidente dell'Inps, Tito Boeri, e la
Camera dei deputati, a proposito dei contributi pensionistici versati
dai parlamentari. Abbiamo cercato di capire chi dei due abbia
ragione.
- IL CONTESTO
Lo scorso 27 luglio l'ufficio stampa di Montecitorio ha risposto
seccamente alla richiesta, avanzata in precedenza da Boeri, di
rendere pubblici i contributi facendo presente che "questo dato e'
sempre stato pubblico ed e' agevolmente ricavabile dal bilancio
interno della Camera stessa, disponibile per la consultazione sul
sito internet istituzionale". Al comunicato ha quindi replicato il
presidente dell'Inps, prima il 28 luglio via Twitter, scrivendo che
"sul sito c'e' solo il totale dei versamenti non i dati individuali"
e sottolineando che "anche quando li abbiamo richiesti attraverso le
vie istituzionali non abbiamo avuto riscontro".
Pochi giorni dopo, il 2 agosto, Boeri ha parlato di nuovo a margine
di un'audizione al Senato presso il Comitato per le questioni degli
italiani all'estero, affermando che "la risposta che ci e' stata data
la settimana scorsa dalla Camera e' una presa in giro nei confronti
degli italiani: sul sito della Camera e' pubblicato il totale dei
contributi versati, ma non e' questa l'informazione necessaria".
Per consentire a Inps e alla Ragioneria generale dello Stato di
mettere a punto le relazioni tecniche su provvedimenti in materia,
secondo quanto sostiene Boeri, sarebbe necessario non "il dato
aggregato, il totale dei contributi versati" - che e' quello
disponibile sul sito della Camera - ma "il dato di dettaglio,
l'estratto conto contributivo individuale".
Controreplica dei Questori della Camera che, sempre il 2 agosto,
hanno ribadito: "I dati riguardanti i contributi versati dai deputati
sono da sempre pubblici nel loro complesso essendo registrati in una
specifica voce nel Bilancio interno della Camera disponibile sul sito
istituzionale. Naturalmente il dato si riferisce al complesso dei
versamenti e non alle singole posizioni contributive di ciascun
deputato. Peraltro, la Camera dei deputati non e' mai stata
destinataria di alcuna richiesta formale di questi dati e l'Ente da
Lei presieduto non ha competenza istituzionale a conoscere nel
dettaglio le singole posizioni contributive dei deputati in carica e
di quelli cessati dal mandato".
- CHI HA RAGIONE E CHI TORTO?
Tutto nasce dal fatto che il trattamento pensionistico dei
parlamentari non viene gestito dall'Inps ma dalla Camera di
appartenenza, che disciplina la materia tramite il proprio
regolamento interno. Questo avviene per via del principio di
autonomia degli organi costituzionali, sancito per il Parlamento
dall'articolo 64 della Costituzione. (AGI)
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FACT-CHECKING = Vitalizi: la Camera nega dati, Boeri ha ragione (2) =
(AGI) - Roma, 3 ago. -
- LA RICHIESTA UFFICIALE
Da quel che risulta, e' vero che la Camera non sia stata
ufficialmente la destinataria dell'esplicita richiesta da parte
dell'Inps. Boeri, nel tweet in cui parlava di richieste "attraverso
le vie istituzionali", ha incorporato la scansione di una richiesta
rivolta al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, non a
Montecitorio. Il documento, oltretutto, ci consente di dare un po' di
contesto alla vicenda.
L'Inps chiedeva, in sostanza, di avere i dati dei versamenti dei
singoli parlamentari, sia in carica che ex, per poter stimare
l'effetto del dl Richetti. Questo e' il progetto di legge del Partito
Democratico che, una volta approvato, porterebbe al ricalcolo col
sistema contributivo di tutte le pensioni e i vitalizi percepiti da
parlamentari ed ex parlamentari, ad oggi ancora date col sistema
retributivo (il che, come abbiamo gia' scritto, pone dei problemi di
costituzionalita').
Nel documento segnalato da Boeri si legge infatti: "La
possibilita' di quantificare gli effetti finanziari derivanti
dall'A.C. 3225 E ABB-AR (il dl Richetti ndr.) e' subordinata alla
disponibilita' di dati che esulano dalle competenze dell'Inps". Segue
la richiesta dei dati individuali riguardanti sia i parlamentari
attualmente in carica che quelli delle passate legislature, che
ricevono o riceveranno il vitalizio o la pensione.
- LA COMPETENZA DELL'INPS
Dunque e' vero, come scrivono i Questori e come ammette lo stesso
Inps, che l'Istituto di previdenza "non ha la competenza a conoscere
nel dettaglio le singole posizioni". La richiesta dei dati
individuali, tuttavia, non e' dovuta a un capriccio del presidente
Boeri, ma alla loro essenzialita' perche' l'Inps formuli delle
previsioni sull'impatto finanziario che il dl Richetti sui vitalizi
potrebbe avere. Queste previsioni, oltretutto, sono state chieste
proprio dal Ministero del Lavoro all'Inps il 19 giugno, come ancora
risulta dal documento.
- I DATI PUBBLICI
Ed e' inoltre vero, come sosteneva nella sua replica Boeri, come
riconosciuto dai Questori e come da noi verificato sul sito della
Camera, che i dati disponibili al pubblico facciano riferimento "al
complesso dei versamenti e non alle singole posizioni contributive di
ciascun deputato". Il "Cap. 30" del bilancio pluriennale fa
riferimento precisamente alle "Entrate da contributi per il
trattamento previdenziale dei deputati", e il "Cap. 35" alle "Entrate
da ritenute e contributi per il trattamento pensionistico". Il totale
delle due voci nel 2017 e' previsto ammonti a 22 milioni e 560 mila
euro. (AGI)
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FACT-CHECKING = Vitalizi: la Camera nega dati, Boeri ha ragione (3)=
(AGI) - Roma, 3 ago. -
- INUTILITA' DEI DATI PUBBLICI
Abbiamo quindi chiesto all'Inps come mai siano necessari i dati
individuali nel dettaglio e non sia invece sufficiente il dato
complessivo. Ci hanno risposto che il ricalcolo contributivo e'
per definizione una questione individuale, per cui servono i
dati su quanto e' stato versato ogni anno. Bisogna vedere
quanto e' stato versato da ogni singolo, e in che periodo.
Ad esempio un parlamentare con una lunga carriera sarebbe
avvantaggiato, nel ricalcolo da retributivo a contributivo,
rispetto ad uno che abbia fatto in Parlamento una sola
legislatura o meno.
L'Inps, in ogni caso, aveva prodotto a suo tempo delle
simulazioni, in occasione dell'audizione del presidente Boeri
alla Camera del 5 maggio 2016. Allora si era quantificato in 76
milioni di euro all'anno il risparmio possibile col passaggio
al contributivo per tutti i vitalizi e le pensioni che lo Stato
eroga a parlamentari ed ex parlamentari. Ma si trattava di
stime fondate su assunti teorici ipotizzati dall'Inps. Non si
basavano appunto su dei dati reali. Per avere una previsione
scientifica e non una stima "spannometrica" sono dunque
imprescindibili, sempre secondo quanto riferitoci dall'Inps, i
dati individuali di ogni singolo deputato e senatore che
riceve, o ricevera', il vitalizio o la pensione.
- CONCLUSIONE
Boeri ha dunque nel complesso ragione, e la Camera torto. I
dati (individuali) che chiede il presidente dell'Inps non sono
pubblici, mentre quelli che sono pubblici (complessivi)
consentono solo delle simulazioni - e non dei calcoli reali -
sull'impatto del dl Richetti che riguarda i vitalizi dei
parlamentari. Calcoli reali, infine, che sono stati sollecitati
all'Inps dal Ministero del Lavoro. (AGI)
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